Essendo un chirurgo vascolare e quindi avvezzo a che fare con le arterie che si chiudono, ti rispondo.
Il coloesterolo di per se non è un vasocostrittore, ma se presente in abbondanza può portare nel corso di anni alla degenrazione aterosclerotica dei vasi.
Nell'immediato non c'è un effetto evidente, nel senso che l'ipercolesterolemia impiega decenni su vasi sai a danneggiare l'intima (che è lo strato più interno del vaso, quello diciamo a contatto col flusso sanguigno).
Un soggetto con ipercolesterolemia familiare, congenita, inizia ad avere i primi ispessimenti nei grossi vasi (aorta sottorenale principalmente) dopo i 30 anni, e sono ancora reversibili.
La degenerazione aterosclerotica poi coinvolge principalmente arterie di grosso e medio calibro, e non i piccoli vasi muscolari (per un discorso legato alle pressioni vigenti e al fatto che la filtrazione attraverso l'endotelio, e quindi la deposizione di colesterolo in soldoni, è legata in maniera porpoprzionale alla pressione sistolica).
Ovviamente questo c'entra nulla con la "vascolarizzazione" tanto amata dai BBer, poiché si tratta di vene superficiali che peraltro sono esenti da processi degenerativi di natura aterosclerotica, che coinvolgono le arterie.
Bisogna considerare una cosa ancora: questi prodotti sono generalmente ricchi di sodio, che invece ha un effetto importante sulla pressione sanguigna e sul tono vasomotorio, e questi effetti invece sono evidenti nel breve termine.