Un abbraccio da parte mia e della mia famiglila, Call.

Mio cognato ha tutti i cugini che abitano intorno all'Aquila, hanno le case inagibili. Per fortuna si sono potuti spostare a Pescara, però molti oltre la casa hanno perso anche il luogo di lavoro.

Da quando è successo, ci penso continuamente: di colpo ciò che è "normale", "consolidato", "certo"... non lo è più.

Ognuno di noi dà per scontato che dopo una giornata, bella o brutta, torna a casa, cena in casa, dorme nel proprio letto. Invece, per 28000 persone non lo è. Inconcepibile cosa devono provare.

Tienici informati, se e quando potrai.

Ciao

Paolo