Non ho letto dell'EPO, ma se lo dici tu, ti credo sulla parola, visto che in tutti gli sport è più o meno così.
Comunque un ragazzo di 22 anni che si accascia al suolo, esce con le proprie gambe, e poi subisce un infarto negli spogliatoi, non è il massimo della vita.
Mi dispiace, anche perchè i compagni di swuadra hanno fatto di tutto, dalla respirazione bocca a bocca, al togliergli la lingua dalla gola per non farlo soffocare.
Una giovane vita che si spezza nell'ambito sportivo, fa ancora più male da digerire, in quanto li vediamo tutti così forti, indistruttibili, atletici...
Ho ancora in mente il povero Andrea Fortunato, morto di leucemia "sospetta". Ancora ho il mio vecchio zaino con uno straccetto nero annodato, da quanto mi segnò quella storia!




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