Vieri:
lasciamo perdere i nutrizionisti ( e che sono, dietologi al terzo anno? ) e b@lle varie, perchè allora c'è una corrente di pensiero ultra-vegetariana che predica si diventa "grossi così " col tofu...capirai.

Il corpo non sa cosa introduciamo.
Si basa su meccanismi chimici in parte prevedibili, il che spiega come funzionano le medicine.
Se il corpo sapesse distinguere tra WPI e latte, allora dovrebbe saper distinguere tra pollo surgelato e quello di mia nonna in cortile ( il cui profilo nutrizionale è MOOLTO diverso ).
Certo, digeribilità ( anche a seconda dell'individuo; allergie, intolleranze etc ) e quindi assimilazione etc etc.

secondo un sistema razionale detto in psicologia "dissonanze cognitive"

eh, gli intellettuali...
Alfred Schutz (sociologo tedesco) lo chiamava VICINIORITA'.

Vorrei sapere in base a quali criteri si stabilisce che una marca e' meglio dell'altra. Ovviamente si parla di marche di un certo livello, lasciamo perdere quei marchi da supermercato, ok?

1 la marca che digerisco ( e quindi assimilo ) più facilmente: niente nausea, gonfiori etc.
2 la marca che ha l'etichetta più "pulita". Ad esempio mi è stato fatto vedere un prodotto che evidenziava mono&digliceridi degli acidi grassi, 4g di zucchero etc per dose; oppure un prodotto disonesto che indica un miscuglio di siero, wpi, caseine etc SENZA DIRNE LE PROPORZIONI ( non voglio pagare della caseina al prezzo del wpi ).
3 la marca che viene meno criticata nei forum etc: dove c'è fumo, c'è arrosto.