A mente fredda scrivo anche io un pensiero sulla gara AINBB del 1 maggio. Ho conosciuto Francesco nell’estate del 2017, quando ancora viveva e studiava in UK: da subito mi ha dimostrato quanto ci tenesse a collaborare con me, tanto che si è reso disponibile a svariate conference calls Skype per farsi conoscere ed assicurarsi un posto in TEAM a partire da ottobre, quindi mesi dopo. La sua determinazione e caparbietà sono emerse sin da subito così come la sua grande sensibilità e profondità d’animo. Ho capito immediatamente che non sarebbe stata una sfida facile poiché per migliorare un giovane già con un ottimo fisico e con ottimi piazzamenti agonistici alle spalle che decide di passare dalla IFBB alla AINBB non puoi che vincere e...vincere non è mai facile! Le aspettative su di lui e le sue stesse ambizioni sono sempre state elevatissime e questo non ha di certo alleggerito le pressioni su di me e su di lui stesso. Abbiamo preparato questa gara nel periodo peggiore della sua vita tra un rientro in Italia dopo anni all’estero, una perdita incolmabile in famiglia, un cambio di lavoro sofferto, le trasferte a Pesaro in cui non riusciva a mangiare ed allenarsi dignitosamente ed un ricovero in ospedale. In mezzo a tutto questo lui, io, noi, abbiamo preparato questa gara. In questi mesi siamo cresciuti, il nostro rapporto è evoluto e ci siamo presentati sul palco con molta umiltà, ma con l’unico obiettivo che ci fosse stato concesso: la vittoria. Ed abbiamo vinto. Francesco ha vinto tutto: la sua prima gara, la MP Under 25, la MP 174-178 cm, il titolo assoluto MP e la PRO CARD AINBB/ICN. Per lui è stata la prima volta, per me è il secondo tesserino da PRO conquistato, ma l’emozione e la gioia sono sempre le medesime. Queste vittorie ci hanno dato sicuramente morale e sgravato dalle grosse pressioni che incombevano su di noi, ma abbiamo ancora tutto da dimostrare. Il bello comincia ora.





La gara di Valdagno ha visto anche la partecipazione con un secondo posto in categoria OVER 40 fino a 75 kg di @giuseppe.de_astis . Con Giuseppe è stata subito una sfida poiché abbiamo impostato una preparazione agonistica prettamente online con tutti i limiti del caso. I rispettivi caratteri, non certo ‘morbidi’, ci hanno messo talvolta in conflitto pesante, ma ne siamo sempre usciti imparando a darci fiducia l’un l’altro nonostante le reticenze iniziali. Giuseppe è poi riuscito a venire da me due volte dal vivo e questo ha giovato parecchio all’impostazione di programmi e di esecuzioni cucite sulla sua struttura. La cosa che più ammiro in Giuseppe è il suo riuscire a conciliare il ruolo di padre, di marito e di lavoratore che deve badare alla sua azienda. Il suo lavoro è duro come pochi e la sua vita ha ritmi serrati, ma in questi mesi ha capito che non è il solo a fare sacrifici e che ci sarà sempre qualcuno che ne farà tanti quanti lui se non più di lui. Mi ha fatto arrabbiare partendo in ritardo con la preparazione, si è allenato ‘poco’ causa lavoro, ma ora ha la motivazione e la consapevolezza dei propri mezzi per dimostrare agli altri, e soprattutto a sè stesso, che merita di più di ciò che ottenne nella sua prima gara quando ancora non ci conoscevamo. Il tempo stringe e il terreno da recuperare è molto, ma Giuseppe ora c’è e sarà solo il tempo a dire se la fiamma dell’agonismo si accenderà o se si spegnerà in lui al termine di questa stagione.





Mi spiace per tutti i TEAM avversari, ma la classifica dei belli la vinciamo noi a mani basse: FRANCESCO R E DAVIDE P




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