no, allora non mi sono spiegato.
La condizione di "non tesserato" (perchè l'affiliazione è solo del sodalizio) purtroppo non è più possibile da quando la FIBAt, associazione di fatto nata a scopi squisitamente tecnici, ha deciso di organizzare le competizioni sotto l'egida CSEN.
Questo è dovuto innanzitutto a scopi assicurativi e di garanzia nei confronti degli atleti oltre che ....dei poveri organizzatori, soggetti privatied in secondo luogo al tentativo - finora piuttosto riuscito - di elevare la qualità ed i contenuti della competizione pur sempre nell'alveo dell'etica promozionale.
Il CONI demanda alle FSN (Federazioni Sportive Nazionali) l'attività agonistica in Italia mentre delega agli Enti riconosciuti quella promozionale.
Rientrando in uno di essi, Giorgio ed io stiamo cercando di garantire ai partecipanti alle attività da noi promosse (poichè alle gare si possono aggiungere corsi e seminari tematici e specifici) un'ufficialità e quindi un livello qualitativo complessivo (quello tecnico di fatto già c'era) migliore e consolidato, ancorchè sempre in un ambito dilettantistico e no profit.
L'Ente tuttavia impone - a ragione - alcune regole necessarie affinchè queste garanzie siano reciproche:
- affiliazione del sodalizio, così da avere un interlocutore certo con relativi referenti responsabili,
- tesseramento degli atleti per le coperture assicurative e di responsabilità civile dei singoli,
- rispondenza alla normativa sanitaria.
Pare peraltro superfluo notare che dette richieste avvengono a fronte di spese realmente modiche: 60 euro annuali per l'affiliazione di una squadra (sono referente e Consigliere in una Federazione agonista e so bene come le spese siano del tutto differenti) e 5 euro pro capite per atleta.
Ovviamente chi ha corrisposto tali somme in occasione di una competizione del circuito non deve corrisponderle nuovamente per l'intera stagine agonistica e valgono (per la squadra o per il singolo) per tutte le 3 manifestazioni che ci siamo impegnati ad organizzare e per eventuali partecipazioni a corsi e seminari.
In sintesi un atleta che partecipa alle due gare di bench press ed a quella di stacco ha difatto pagato meno di 1,70 euro in più rispetto alla quota di iscrizione.
Lo stesso dicasi per la certificazione sanitaria che è prevista dalla legislazione vigente e che - paradossalmente se vogliamo ma non tanto se si pensa ai tanti incidenti occorsi - richiede il certificato agonistico pure per la partecipazione a gare amatoriali, in quanto tali per il contesto di classifica e l'assenza di eventuali ulteriori sviluppi di qualificazione e di assegnazione di titoli ma non altrettanto per l'impegno ed il risultato tecnico in esse profusi dai concorrenti.
La visita medica va pertanto svolta in ogni caso, perlomeno da rigore normativo.
La facilitazione che Giorgio ed il sottoscritto stiamo dando - e che come al solito anziché essere apprezzata viene male interpretata da qualcuno - è la seguente:
qualora non si voglia perdere tempo a cercare e scegliere una società affiliata CSEN disposta ad accoglierci, ne si voglia operare scelte ed entrare in contatto con Tizio e con Caio, ci si può tranquillamente presentare il giorno della gara (avendo cura solo di comunicare il proprio nominativo nelle preiscrizioni) con il certificato e l'importo di iscrizione e tesserino e sarà l'Organizzazione a riempire i previsti tabulati dell'Ente sparpagliando i singoli nei vari team regolarmente affiliati, grazie anche al fatto che la FIBAt ha provveduto a proprie spese ad affiliare due società nelle quali far confluire proprio queste individualità che i nostri capelli grigi avevano ampiamente previsto.
Il certificato medico tuttavia dovrebbe essere efficace e valido in tutti e due i casi: sia che un atleta si presenti per un team per il quale gareggia da anni, sia che venga tesserato sul momento e sul posto di gara e quanto sopra a garanzia di entrambi, ovvero dell'atleta stesso sotto il profilo salutistico e assicurativo e del referente di squadra per quanto concerne la responsabilità civile.
Che poi ci siano sodalizi i cui atleti non siano del tutto in regola con le norme in materia di tutela sanitaria - per ragioni economiche, di pigrizia, di scarso tempo a disposizione, di negligenza o altro - non lo escludo, lo presumo, anzi....lo soma non può diventare un'ulteriore assunzione di responsabilità degli Organizzatori, che sono tenuti a scrivere il bando gara esattamente come lo hai letto.
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D'altra parte anche in questo caso non cambierebbe essersi tesserato un mese prima o sul posto di gara, poichè se un caposquadra per leggerezza, per impossibilità nel fare altrimenti o per calcolata analisi dei ridotti rischi concernenti questo tipo di gara, ritiene di poter soprassedere in ordine alla certificazione agonistica o all'assenza proprio di certificazione, lo farà sia per l'atleta che lo ha contattato mesi addietro (e che in teoria avrebbe avuto più tempo per ottemperare), sia per quello che lo contatta solo pochi giorni prima del contest; resta però il fatto che io, per correttezza e regolarità, dovevo scrivere esattamente come ho scritto.
La crescita di una struttura, di un'associazione e di un movimento, quindi di tutti gli appassionati che vi vogliono partecipare passa pure per talune pastoie burocratiche che spesso restano monotamente tali ma che invece, talvolta, si rivelano necessarie.
Spero dilungandomi di essermi spiegato con maggior chiarezza.





ed in secondo luogo al tentativo - finora piuttosto riuscito - di elevare la qualità ed i contenuti della competizione pur sempre nell'alveo dell'etica promozionale.
ma non può diventare un'ulteriore assunzione di responsabilità degli Organizzatori, che sono tenuti a scrivere il bando gara esattamente come lo hai letto.
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