il predominio dei paesi dell'Est Europa nella pesistica, intesa nella sua accezione più ampia, è dovuto a diversi fattori: in primis l'attitudine caratteriale, le caratteristiche etniche e le radici storiche di popoli verso attività sportive individuali, di sacrificio e di gestualità routinaria e metodica rispetto alle preferenze di popoli occidentali - e latini in particolare - nei confronti di sport di squadra e di attività sportive in cui predomini la fantasia, l'imprevedibilità, il gesto ad effetto e in qualche caso persino la genialità.
Uno sport di squadra in genere piace, diverte e appassiona di più, in particolare i bambini e gli adolescenti (ma anche gli adulti) e dunque è più facilmente approcciabile in tenera età, lega e si presta ad atteggiamenti euforici, a gusti estetici e ad appartenenze campanilistiche e di gruppo, che sono tutte peculiarità di noi latini, mentre lo sono senz'altro meno se riferite a popolazioni nordiche o ad etnie orientali.
Si aggiungano le morfologie ed i somatotipi più inclini verso l'una o l'altra tipologia di sport e questo spiega, in parte, l'origine di certe preferenze e diffusioni.
Poi la storia, le politiche statali e talvolta militari, le condizioni economiche, le situazioni ambientali e logistiche fanno il resto.
E'ovvio che più aumenti il bacino di utenza maggiore è la possibilità di trovare l'elemento dotato; più sono i fondi e le energie che dedichi ad un'attività e migliori nonché quantitativamente maggiori saranno le individualità che riuscirai a scovare, crescere e far esprimere; più tempo nel corso di decenni dedichi all'evoluzione di una disciplina e più accrescerai le relative conoscenze, affinerai le esperienze, la diffonderai verso il pubblico e consoliderai i risultati; prima ti dedicherai ad un atleta in età evolutiva e più efficaci saranno i mezzi allenanti nello sviluppo delle di lui risorse.
E' comunque normale che vi siano gradualità e scale di preferenza diverse, da paese a paese, verso i vari sport, così come verso varie espressività artistiche o preferenze letterarie e culturali in genere; se così non fosse ogni paese dovrebbe dedicare le medesime energie ad ogni sport e saremmo tutti campioni di tutto.
E' altrettanto vero, tuttavia, che nel corso dei decenni sono parzialmente mutati e sviluppati i gusti degli italiani in tutti i campi; nello sport si pensi al ciclismo su strada, che fino agli anni '50 era l'attività ricreativa, sportiva e ludica più seguita, in quanto tipica e rappresentativa di un paese fondamentalmente agricolo e poi sostituita dal calcio e da altri sport in epoca di industrializzazione e boom economico.
Allo stesso modo, volendo fare un salto forse eccessivo ed un ambizioso volo pindarico, è innegabile che il powerlifting sia tra gli sport cosiddetti minori uno di quelli che ha ricevuto grande impulso negli ultimi anni, non solo e non tanto come attività agonistica in se - pur se evidentemente sviluppata - ma soprattutto come popolarità e pratica delle specialità che lo compongono anche al di fuori del contesto prettamente competitivo.
Resterà quasi sicuramente uno sport di nicchia ma nondimeno permetterà a fasce e categorie di persone che prima non sarebbero mai state raggiunte di conoscerlo, di poterlo praticare con minor difficoltà e, confrontandosi con altri e vivendolo in gruppo, di togliersi pure qualche piacevole soddisfazione sia sul piano tecnico e sportivo, sia su quello relazionale e umano.





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