RESOCONTO COPPA ITALIA - CECINA 2014
Questa gara è stata caratterizzata da una quantità di errori e imprevisti che, sommandosi, mi hanno portato a raggiungere solamente un obiettivo dei tre prefissati.
Gli obiettivi minimi delle alzate, con entrate ampiamente testate e con margine durante la preparazione, erano:
squat: entrata 180, 190 in seconda e 200 in terza
panca: entrata 110, poi 115 e 120
stacco: entrata 180, poi 190 e 200
Questo resoconto è un promemoria per il futuro, perchè le lezioni imparate non vadano perse nella memoria. Ma andiamo con ordine.
1° lezione (errore) - Uso un corpetto ristretto sui fianchi e sulle cosce dalla preparazione degli assoluti di aprile. Il senno del poi insegna che, dopo tanto tempo, sarebbe saggio far ribattere le cuciture prima dell'inizio della nuova preparazione (quindi in questo caso a settembre). Ma si sa che del senno del poi sono piene le fosse, quindi mi trovo alla prima serie dell'ultimo allenamento prima della gara con il corpetto che si apre in buca: allenamento finito, porto il corpetto dal calzolaio di fiducia. Martedi quando vado a riprenderlo (tre giorni prima della partenza per la Coppa) mi trovo in mano un corpetto ricucito più stretto (circa mezza taglia) senza più nessun margine per modificarlo o provarlo prima del riscaldamento in gara.
Decido allora di fare un piccolo cut calorico per tentare, scendendo un pò di peso, di recuperare qualche cm dentro al corpetto e di rosicchiare qualche punto wilks.
2° lezione (imprevisto) - Prendo raffreddori e mal di gola all'incirca ogni 2-3 anni, per cui quando mercoledi notte mi sveglio ripetutamente ogni volta che deglutisco, non voglio crederci. Eppure è così, e giovedi visto che mi sembra di avere due biglie di metallo in gola, scopro di avere le placche bianche. Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, alle tonsille e agli antibiotici di quand'ero ragazzino. Non ho tempo materiale per andare dal dottore, per cui inizio ad imbottirmi di antinfiammatori e paracetamolo, sul cui bugiardino qualcuno ha scritto una cosa del tipo "non assumere in caso di lavori che richiedano particolari reattività". Ed io di reattività ne ho bisogno di parecchia ed a breve.
Così venerdi pomeriggio partiamo per Cecina, perchè Barbara ha il peso il sabato mattina alle 8.
3° lezione (errore) - Non fidarti di chi ti dice "fa caldo". Alloggiamo a Cecina in una casa senza riscaldamento, non ci sono coperte ed io non ho neanche un pigiama lungo. La gola urla più che mai, antinfiammatori e paracetamolo hanno la stessa efficacia delle caramelle balsamiche (che ovviamente sto anche prendendo, con identici risultati). Dormo 4 ore scarse, mi sveglio congelato alle 5.30 e poi si va al palazzetto.
4° lezione (errore) - Non seguire qualcuno in gara se dopo gareggi. Ma quel qualcuno è Barbara, che si trova bene solo se la fascio io, per cui non posso e non voglio tirarmi indietro, anche perchè il resto della squadra (dopo essere scesi e risaliti giovedi) è ancora in viaggio per Cecina, e non arriveranno che per le 13.
Finalmente arrivano le 12, vado a pesarmi: 77,77 kg (ho perso un paio di kili). Condizione fisica non buona, testa vuota e pesante, decido per cautela di abbassare di 5 kg tutte le entrate (175/105/175). Esco dal palazzetto a mangiare qualcosa e quasi mi addormento al sole.
Arrivano le 13, ora di riscaldarmi. Prendere aria mi ha fatto bene. Qui ho una sorpresa positiva: a livello articolare e muscolare sto bene, non sento le consuete fitte e dolorini che avverto ad inizio riscaldamento. Lo scarico ha funzionato bene.
Comincio lo squat raw e mi rincuoro, forse sono stato troppo pessimista, decido di riportare a 180 l'entrata per evitare di non scendere abbastanza con l'incognita del corpetto ristretto.
Calzo il supercenturion a 120 kg, fasciatura leggera, e sento che qualcosa non va: la gestione del gear porta via diverse energie sotto forma di dolore, ed io comincio a sentirmi già vuoto, come se mancasse benzina. Sono anche decisamente alto, ma fino a 160 kg di solito non riesco a prendere la valida.
Quindi 140 bretelle giù. Poi passo a bretelle su: il corpetto è totalmente diverso da quello usato durante la preparazione, tutti i riferimenti che mi ero faticosamente costruito per associare le sensazioni di compressione alla profondità sono andati a farsi benedire.
5° lezione (errore) - Avrei dovuto continuare a eseguire singole a 160 o 170 o persino provare il carico di entrata in riscaldamento fino a quando non prendevo una valida, in modo da "ricalibrare" le sensazioni. Invece dato che mi sento sempre più spompo e la testa è tornata pesante, ho timore di spegnermi, per cui penso a risparmiare le energie ed a giocarmela in pedana.
Mi avvicino alla zona gara, e qui pago l'ennesimo imprevisto, in quanto entrambi coloro che solitamente mi fasciano non sono disponibili (uno è rimasto a Torino e l'altro sta facendo - proprio oggi! - l'esame da arbitro): chi mi segue è un amico che è tornato apposta da Torino dopo aver già gareggiato giovedi (e già solo per questo non posso trovare parole sufficienti per ringraziarlo), e mentre mi tira le fasce vedo il sudore dell'impegno che ci mette. Però lui non mi conosce, quindi reagisce secondo quella che è la sua esperienza alla mia incertezza sulla profondità. Il problema è che lui è un campione, ed io no, quindi la sua esperienza è quanto di più distante possa esserci dalla mia.
Io ho uno schema motorio raw molto chiuso e pertanto molto diverso da quello geared. Sto lavorando da tempo per allineare il raw al gear, anche se al momento ci perdo ancora tanti kili, ma ancora non ci sono riuscito. Per prendere la valida gear devo allargare molto le ginocchia e restare aperto e verticale, ma per farlo le fasce hanno per me un'importanza fondamentale: devono essere alte, simmetriche, e 10 giri fin dall'entrata. E piuttosto aumento i kili sul bilanciere.
Sostanzialmente il contrario di come sono stato fasciato in gara: fasce non troppo tirate, asimettriche, e piuttosto basse. Per me un disastro, in primis a livello di fiducia.
Risultato: prima alzata aria, ma tre luci rosse, altissimo.
Non mi fido ad aumentare, non mi fido della risposta delle fasce, non mi fido delle sensazioni che ricevo dal corpetto e della mia condizione fisica, quindi decidiamo di riprovare lo stesso carico.
Alla seconda alzata chiedo ad un mio compagno di entrare in pedana di fianco a me, per darmi il segnale per risalire. Di nuovo 180 kg, il corpetto sembra fatto d'acciaio e sto in buca un'eternità, sento le cuciture che fanno crac, poi sento SU, risalgo bene, è fatta, mi giro: due rosse. Sono allibito, talmente esausto che non riesco neanche ad incazzarmi, i miei compagni mi fanno coraggio ma il mio morale sprofonda e comincio ad avvertire distintamente l'odore del fuori gara.
A quel punto Barbara ha l'idea geniale che probabilmente mi salverà: suggerisce di chiamare 5 kg in più. Tocca di nuovo a me: entro in pedana vuoto di energie, cercando di tirarmi un pò le fasce che sono state volutamente, ma in completa buona fede, lasciate lente e basse. Ma anche se il corpo cede, non voglio cedere di testa. Mi faccio coraggio e stacco bene.
Un altro mio compagno (credo chi mi ha fasciato, non ne sono sicuro) entra di fianco a me, scendo, sto in buca nuovamente un'eternità, sento tutte le cuciture fare craaaaaaac, poi arriva il SU e parto bene ma poi le fasce mi mollano ed inizio uno sticking poin davvero infinito: come se fossi seduto ad un tavolino davanti ad una tazza di caffè, inizio ad aspettare che l'assistenza mi tiri su, e mi ripeto che non sarò io ad andare da loro ma saranno loro a dover venire da me. Comincio a chiedermi come mai non arrivino, e ad un certo punto sento gli spotter alla mia sinistra che ripetono "dai che ce la fai, dai che ce la fai!" ed io penso "come - dai che che la fai?" "ce la faccio?" ed intanto mi accorgo che sto salendo lentamente, ed allora realizzo che devo solo continuare a spingere, e sono su, fermo lì! Rack! 3 bianche, valida.
Sorrido ma sono sfinito, e a dire il vero anche un pò incazzato perchè fare tutta questa fatica e bruciare tante energie (in un momento già di per sè di carenza di risorse fisiche) per sollevare 185 kg mi fa veramente girare le ball3.
E' la volta della panca. Nel riscaldamento raw continuo a sentire buoni segnali da muscoli e articolazioni, ma per star tranquillo opto per mettere la maglia larga, che da meno kili ma che è più facile da gestire.
Entro a 105 e vanno su bene.
Poi fallisco per due volte i 110, che sono un carico che ho fatto settimanalmente per tutta la programmazione con tecnica più o meno bella, ma senza problemi. Mi sento talmente cotto che vorrei solo andarmi a cambiare, perchè la stanchezza è tale che non sto più provando alcun divertimento.
Poi è la volta dello stacco. Nel riscaldamento raw mi sento ancora una volta muscolarmente bene, ma non mi faccio illusioni, perchè ho capito che il problema è che la benzina finisce all'improvviso. Arrivo a 160 bretelle su, che di solito volano, e non li sento particolarmente bene. Mi preparo mentalmente all'eventualità che l'entrata a 175 sia decisamente impegnativa.
Continuo a mangiucchiare e spiluccare roba energetica, ma stavolta sento un cambiamento: sento tornare lucidità, lo sguardo si riaccende, la benzina sembra non finire più all'improvviso, il motore da tre cilindri comincia a funzionare a quattro. E, sorpresa, deglutisco e mi accorgo che l'infezione in gola è scomparsa.
Frattanto arriva il mio turno, entro in pedana: 175 salgono così veloci che la chiusura (seguendo il trucchetto datomi quest'estate dalla Dona) mi sembra quasi una girata.
Marco mi vorrebbe chiamare 195 ma io gli dico di chiamare i 190 programmati, perchè non mi fido che questa condizione di benessere continui.
E invece stavolta continua. 190 salgono bene, così chiamiamo i tanto agognati 200.
Stavolta entro in pedana deciso e carico, parto leggermente storto con il bilanciere ma le gambe comunque spingono bene e la chiusura arriva senza esitazione. Duecento finalmente fatti. Almeno una soddisfazione a casa me la sono portata.
Il giorno dopo pensavo che avrei avuto come minimo 40 di febbre, invece non so come ma l'infezione alla gola, dopo tutti gli sforzi della gara, il caldo e le correnti gelide davanti alle porte, è definitivamente passata. E' questa è la seconda soddisfazione che mi sono portato a casa da questa Coppa Italia. Non molto, ma certo meglio che niente.
Per il futuro comunque, dovessi trovarmi nuovamente in "una serie di sfortunati eventi" come questa, non credo che gareggerei, ma mi limiterei piuttosto ad assistere i miei compagni in gara.




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