Il “problema” delle flessioni alle parallele è che, a differenza della panca, non ti consentono di sfruttare totalmente il tuo potenziale di spinta. E’ più facile, con impegno e dedizione, raggiungere forti carichi nella panca piuttosto che non nelle flessioni alle parallele.
Molti le considerano lo squat della parte superiore del corpo per la possibilità di sfruttare appieno l’estensione del pettorale rispetto alla panca, ma per la sua complessità di esecuzione ha una maggior margine di “rischiosità” rispetto alla panca, proprio perché non è un movimento “naturale” come quello di aggrapparsi e tirarsi su (sbarra) o tirare su un peso da terra (stacco) oppure spingere ed allontanare un oggetto lontano dal corpo o anche spingersi via da un oggetto (panca).
Puoi considerare le parallele come una sorta di panca declinata estrema, in cui il torace non rappresenta però il limite al range di rotazione dell’omero, lasciando maggiormente libera l’articolazione della spalla, ma ovviamente questo implica l’aumento di un maggiore margine insito di ” pericolosità” dell’esercizio eseguito con grossi sovraccarichi. Sarà più facile perdere la stabilità con le parallele rispetto alla panca, dato che le parallele pongono il pettorale in una condizione di svantaggio meccanico superiore rispetto alla panca, amplificandone tutti i problemi articolari.
Ricorda pure che per un buon set up alle parallele è necessario spingere sulle parallele anche se sei a braccia tese, espandere al massimo il torace, devi addurre le scapole e sentire il dorsale contratto, in questo modo stabilizzerai la scapola sul torace e l’omero sulla scapola, diminuendo il senso di “compressone” dentro la spalla.
Penso ancora che nelle parallele, pur sollecitando il pettorale in misura maggiore rispetto alla panca, il ritorno che puoi avere in termini di risultati, è minore. Io le considero il primo vero esercizio a complemento della panca per stimolare totalmente il pettorale, ma non sono per me una vera alternativa alla panca.
Io per esempio, non consiglierei mai di cimentarsi nei massimali con le flessioni alle parallele, mentre con la panca ci si può e ci si deve spingere quanto più vicino al proprio massimale di forza.
In sintesi, ti consiglio di concentrarti sulla assimilazione della perfetta tecnica sulla panca e poi seguire un protocollo di incremento di carico progressivo su di essa, lasciando le parallele come esercizio di complemento e completamento “qualitativo” all’allenamento del petto.





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