Ciao Wild, grazie per la risposta e per l'interesse mostrato per mia madre.
A dire il vero il mio post era più di carattere generale, in quanto riferito ai veri o presunti vantaggi sportivi che possono derivare da questa malattia e al ruolo che lo sport può avere nel contrastarne gli effetti negativi.
Per quanto mi riguarda, avere purtroppo l’occasione di vivere questa patologia così da vicino, mi ha portato a pensare tante cose, anche magari che un giorno possa scoprire che un altro membro più giovane della famiglia possa soffrirne… Ecco la ratio della mia seconda domanda.
Detto questo, tornando un attimo a mia madre, per lei ormai l’intervento chirurgico sembra essere l’unica soluzione possibile dato che, essendosi sottoposta a tutte le terapie farmacologiche possibili (LONGASTATINA – Ocreatide acetato; IPSTYL – Lanreotide; DOSTINEX – Cabergolina; PARLODEL – Bromocriptina) da tutte ha avuto, come effetto collaterale più grave, la fibrosi polmonare che le produce difficoltà respiratorie, non considerando altri effetti di minore portata come perdita di capelli, i dolori addominali, edema periferico, nausea, ecc. La scelta è quindi ormai obbligata, perché la tac con il mezzo di contrasto non ha lasciato dubbi sulla situazione dei suoi polmoni.
Venendo invece agli aspetti puramente sportivi, che erano l’incipit del mio post, tu pensi che un soggetto acromegalico possa avere un vantaggio nelle performance sportive, rispetto a un soggetto normale?
La vita è un brivido che vola via... è tutto un equilibrio sopra la follia...
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