Il problema dell'organizzazione dei macronutrienti è stato sempre ciò che ha determinato i dibattiti più feroci.
Aggiunege pure che dal concetto di calorie totali si è arrivati al concetto di manipolazione ormonale.
Prima si mangiavano evitavano i grassi perchè sono troppo calorici, oggi si ricercano perchè quelli buoni stimolano il gh e controllano i picchi insulinici.
Ci siamo evoluti a livello concettuale, ma siamo una frana a livello pratico.
Ciò che a mio avviso è indispensavile per chi fa una dieta è conoscere la sua risposta all'insulina dopo un pasto a soli carbo e i livell idella sua tiroide.
Poi basta aggiungere cibi sani, un'integratore proteico se ce ne è bisogno, e bere a volontà.
Il resto è palestra e recupero.

Spendendo una cifra abbastanza contenuta (sui 120 euro circa) ci si può dotare di un monitor per il glucosio (se legge i corpi chetonici è ancora meglio) e un termometro elettronico.
Un taccuino e una penna e si può dare inizio ai giochi.

In base alle misurazioni si aggiustano carbo, grassi e proteine, in un mese di lavoro si può stilare un piano dietetico personalizzato.

Le analisi del sangue periodiche possono aiutarci a determinare se tutto procede bene nel nostro corpo (p.e. se abbiamo ecceduto con le proteine).

Eventuali test allergici convenzionali e non possono completare il quadro, ma per chi vuole fare economia, le linee guida generali di D'Adamo in base al gruppo sanguigno sono buone.

Fatto ciò basta semplicemente essere costanti.

La dieta organizzata senza dei riscontri "organici" (il solo perdere peso non è un'indicatore affidabile) è una perdita di tempo.

In ultimo, con metro e plicometro si possono fare le misurazioni corporee del caso.

La diatriba tra zona, mediterranea, abcde, ketogenica è inutile, fanno parte tutte dell'arsenale di cui disponiamo, in base alle giuste misurazioni, possiamo utilizzare e mischiare le diete su menzionate.
Nessuno dice il vero, nessuno dice il falso, tutti dicono verità e bugie, sta a noi saper agire.

Armando