anche se questo concetto è stato già espresso altrove è giusto ripeterlo
noi palestrati abbiamo una visione un pò distorta di ciò che facciamo, crediamo che gli eroici 90 minuti di allenamento "intenso" che svolgiamo 3 volte a settimana siano paragonabili ad una caccia o ad una battaglia e che per questo motivo il nostro corpo abbia bisogno di chissà quale recupero (in termini di tempo e di assunzione di alimenti\integratori).
perfino chi si allena in multifrequenza e dovrebbe quindi ragionare diversamente dimentica come siamo sopravvissuti alla selezione naturale (senza scomodare i paleolitici, basti pensare a quando in italia si viveva principalmente di agricoltura) e cosa significhi essere sottoposti a stress intensi e ad alta frequenza (cioè più volte al giorno TUTTI i santi giorni, anche con la pioggia e con la febbre).
il corpo umano è una macchina straordinaria, dotata di capacità di adattamento eccezionali
anche la similitudine in termini di ipertrofia visibile tra chi si allena con buffer ad alta frequenza e chi si allena "alla morte" in monofrequenza (intendo dire che ci sono "grossi" tra chi si allena in mono e in multi) dovrebbe farci riflettere su quanto sia versatile il sistema muscoloscheletrico e quanto aspecifica sia la risposta ipertrofica
non voglio dire che indipendentemente dal tipo di allenamento si ottengano risultati sovrapponibili però se negli anni sono state proposte e portate avanti filosofie di allenamento molto differenti è in parte imputabile ai risultati vantati dagli atleti, proprio perchè il corpo umano è flessibile, per cui a meno di allenarsi davvero MALE, in linea di massima si cresce.
a me non interessa convincere i lettori che la monofrequenza (anche se ho già spiegato perchè secondo me il termine è inesatto) sia peggio della multifrequenza, può darsi che il mese prossimo sia io ad allenarmi petto\bicipiti, dorso\tricipiti, gambe\spalle
però è giusto dire che la scienza medica odierna (in particolare la neurologia e la neuroriabilitazione di cui mi occupo) hanno evidenziato come il nostro sistema nervoso (cioè la centralina che fa muovere i muscoli e che addirittura ne determina il trofismo) possieda una rappresentazione del corpo fatta di funzioni e movimenti più che di singoli muscoli.
per questo motivo su questo ed altri forum si consiglia di ragionare soprattutto per catene cinetiche invece che per gruppi muscolari.
è anche vero che l'allenamento culturistico basato su monoarticolari "concentrati" potrebbe modificare la rappresentazione corticale di alcuni muscoli (o sarebbe più corretto parlare di funzione di alcuni muscoli) per cui effettivamente, lavorando sulla capacità di reclutamento del grande pettorale si impara a coinvolgerlo maggiormente durante i movimenti che lo includono all'interno di una catena cinetica, ma non voglio mettere troppa carne al fuoco.
un altro concetto che vorrei stressare è che anche la capacità di recupero è allenabile, a patto di sottoporre il corpo a stress progressivamente crescenti e recuperabili
se così non fosse non esisterebbero e non sarebbero esistiti in passato atleti natural che sollevano pesi 6 giorni a settimana, ginnasti che sopportano sedute bi-giornaliere di allenamento, muratori\ meccanici\ fabbri\ casalinghe\ infermieri\ fisioterapisti\ lottatori\nuotatori \ schiavi egizi e chi più ne ha più ne metta, che hanno resistito ad anni di stress prolungati e talvolta notevolmente intensi
noi "palestrati" abbiamo il vantaggio di poter beneficiare delle moderne conoscenze di biomeccanica, essere al corrente dell'importanza della cura delle esecuzioni, la modulazione del carico, dei recuperi
ma soprattutto la possibilità di alleggerire o saltare una seduta di allenamento se ci rendiamo di non essere in condizione, tanto la pagnotta a casa arriva comunque
detto questo: pure io quando preparo il borsone mi immagino come un militare che riempe lo zaino prima di partire per il kosovo e prima di un massimale di squat mi carico come se da quella ripetizione dipendesse la mia sopravvivenza o quella della mia famiglia
ma fa parte del gioco e in fin dei conti noi che grugnamo sollevando ripetutamente sbarre di metallo con dei dischi alle estremità non siamo molto più furbi di quei 22 che corrono dietro ad un pallone



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