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Discussione: Need’s Diary, un nuovo inizio

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  1. #1
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    Da li, mi giunse all'orecchio che la mia fisioterapista, la quale mi aveva seguito fin dalla nascita, era venuta a sapere di un dottore di Milano che aveva adottato un nuovo metodo per "curare" questo mio stato.
    Ne parlai con i miei genitori e decidemmo che saremmo andati a parlare con questo Dottore ma fui chiaro sul fatto che non sarei tornato in sala operatoria.
    Il Dottore, o Professore, era il Dottor Motta, primario dell'ospedale Buzzi a Milano, un uomo alto e autorevole, un po' come tutti i dottori rinomati.
    Ci parlammo a lungo, ci illustrò come le vecchie operazioni che avevo fatto fossero state inutili anzi perlopiù dannose. Era convinto che avrebbero dovuto intervenire sui femori e non sulle tibie, perché il problema sorgeva da li... (piccolo appunto, mio padre batti lama in un'autocarrozzeria, aveva già esposto al precedente dottore questa sua curiosità, ma mai presa in cosiderazione). Il Professore mi parlò di altri dettagli dell'operazione, dettagli che a quell'età non capivo appieno e mi parevano agghiaccianti, come ad esempio il recupero del sangue che mi sarebbe stato ridato durante l'operazione, io capì che quello che mi usciva mentre mi operavano me lo avrebbero reinniettato il posto di una trasfusione, mi faceva schifo (in realtà, dovevo solo autodonarmi del sangue mesi prima dell'operazione, che poi mi avrebbero ridato durante l'intervento). Uscimmo dallo studio e alla domanda di mio Padre : Allora la vuoi fare?- Risposi con un : No, nemmeno morto!!- Ricordo ancora le spalle di mio padre che cascarono in segno di delusione.
    Ma si sa Dio, opera in molti modi e proprio in quel periodo nel mio gruppo di amici (adolescenti) mi arrivò all'orecchio una "cattiveria" (probabilmente vera) da parte di una ragazzina che mi piaceva : Simone non troverà mai una ragazza con quelle gambe!- Ci rimasi "lievemente" male, perché se devo essere sincero, io mi piacevo, ero un bel ragazzino moro, robusto, ed ero nato così, per me era normale, non credevo di essere messo così male... Quelle parole mi bruciavano, rimbombavano nella mente durante tutte le giornate...Ad oggi se ripenso a quella ragazzina, sorrido e in qualche modo la ringrazio, perché mi diede la forza e il coraggio di andare dai miei genitori e accettare di operarmi.
    Ricordo il viaggio verso Milano, la paura che avevo, era un operazione di otto ore, mi sarei risvegliato? Sarei morto? Ero così lontano da casa.
    Arrivammo in questo Ospedale, ospedale pediatrico, una bella struttura, allegra, adatta ai bambini, piena di disegni e infermiere sorridenti, non avevo mai visto un infermiera, solo suore (bastardissime).
    Ricordo sostanzialmente due cose prima dell'operazione, la prima è l'imponente erezione che ebbi mentre l'infermiera carina mi depilava i genitali, l'altra è l'anestesista che mi fermò nel corridoio per chiedermi i miei dati subito dopo che mi avevano fatto un clistere... (come si dice, una volta che sei stato all'ospedale non ti vergogni più di nulla).
    L'operazione consisteva nel rompere entrambi i femori, ruotarli e fissarli con delle placche di ferro, tagliuzzare i tendini in più punti, non so dire il nome esatto ma più o meno sul bicite femorale e quelli subito sotto gli addominali per diminuire la tensione nel bacino, alla fine un'iniezione di tossina botulimica nei muscoli per rilassarli.
    Entrai e usci dalla sala operatoria, per me fu un attimo, per i miei probabilmente un eternità.
    Mi risvegliai in terapia intensiva, pieni di tubi, flebo, cavi e cavetti...pieno di morfina fino a gli occhi (stavo da Dio).
     
    Pochi giorni dopo ero in piedi, camminavo con le stampelle e un mesetto dopo ero in piedi da solo. I miei piedi erano dritti, il culo non stava più in fuori, non inciampavo, ero anche cresciuto di qualche centimetro, certo, non ero perfetto ma era un miglioramento enorme. Non vedevo l'ora di tornare a scuola dai miei compagni e amici; fu una sorpresa per loro vedermi così.
    Ricominciai ad allenarmi, stavolta, mi regalarono una centrale e una panca con il bilanciere, pompavo come un forsennato, ma le gambe rimanevano indietro, non le allenavo, ogni tanto qualche leg ext ma nient'altro... Mi faceva fatica, anche perché, nonostante il miglioramento, non ero sciolto nei movimenti ero rigido, inoltre non conoscevo lo squat, stacchi ecc, per me c'era solo il curl, la panca piana e la lat machine...Questa era la mia paletra, tornavo a casa, guardavo Dragon Ball e correvo ad allenarmi per un paio d'ore, da solo, in silenzio, adoravo quel momento. Dentro di me, cresceva la consapevolezza che dovevo compensare la mia bassa statura (160cm) con la grandezza muscolare, sarei stato basso ma grosso e mi avrebbero rispettato, anche nonostante il mio modo buffo di camminare.
    Gli anni passavano, ma ero in uno stallo totale, non aumentavo i pesi, aumentavo solo le ripetizione dei soliti quattro o cinque esercizi. A diciassette anni Conobbi Viviana, una ragazza bellissima e di origini del Madagascar mi fidanzai e pian piano smisi del tutto di allenarmi.
    Passavo le mie giornate a mangiare di tutto, la sera patatine davanti ai film, a lavoro cibo spazzatura e quantità enormi di cibo, ero a arrivato a 76kg (ripeto 160cm) praticamente un barilottino...tutto cio' fino a circa 25anni.
    Qualche anno fa, cominciai a svegliarmi la notte, senza fiato, praticamente in apnea, scoprì navigando su internet che poteva essere dovuto all'obesità... Obesità.... Io obeso... com'era successo? Cominciai a guardarmi allo specchio, anzi ad osservarmi, oro un bombolone, avevo la pancia di un cinquantenne e il petto era sparito...Ci voleva una svolta.
    - Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole -


  2. #2
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    Cominciai una dieta "drastica", mi iscrissi in palestra e fortunatamente buttai giù un sacco di kili... e di muscoli... peso 54kg... ero magro ma senza forme, tranne le braccia, quelle erano belle grossotte...
    Mi misi sotto con gli allenamenti, ripresi a mangiare un po' di più e continuai ad andare in palestra, tornai ad essere tonico, niente di particolare, ma i muscoli hanno sempre accompagnato volentieri la mia fisionomia, almeno le spalle le ho sempre avute larghe, inoltre la bassa statura mi ha sempre fornito un aspetto "tarchiato".
    Ma di allenare le gambe non se ne parlava, ogni tanto mi trascinavo alla pressa, come ultimo esercizio, schiaffavo 80kg e cominciavo a pompare per due o tre serie, nulla di più.
    Poi conobbi voi, entrai qui su Bbhome, cominciai a leggere di questo fantomatico squat, degli stacchi... lessi per la prima volta del PL, cominciai a leggere i vostri diari, mi scorrevano davanti a gli occhi cifre di carichi assurde, 100kg, 150kg 200kg, pesi che io avrei attribuito solo a professionisti, un sacco di informazioni, tantissime idee, suggerimenti, mi resi conto che mi allenavo con la stessa intensità di un allenamento di Topo Gigio, carichi bassissimi ed esercizi inutili e buttati li tanto per sollevare qualcosa.
    Più di tutti mi incuriosì un esercizio, lo squat, dava un'idea di potenza, di forza, che altri esercizi non davano...E poi, allenava anche le gambe... già le gambe...
    Smisi di andare in palestra e me ne feci una a casa, una panca, tanta ghisa, bilancieri e qualche altro attrezzino...
    Piazzai il bilanciere sulle braccia della panca, mi ci infilai sotto e cominciai a sollevarlo... Ma cosa stavo facendo? Dolori assurdi alla schiena, ginocchia che si chiudevano, carico massimo di 20kg... non faceva per me, che schifo lo squat...
    Ma più progredivo con la panca, più trazioni facevo e i pesi sollevati aumentavano sentivo che stavo aggirando l'ostacolo, perché non riesco a fare lo squat? Come faccio a definirmi forte se non faccio squat? Ed ogni volta riprovavo, alleggerivo il peso, aumentavo il peso, cambiavo impostazione, ma non ero mai soddisfatto, non mi trasmetteva nulla, e rimaneva sempre quella sensazione di sbagliato, mi ripetevo: che lo faccio a fare? Tanto sicuramente sbaglio tutto e non otterrò risultati.- Mi convinsi che da li in poi avrei fatto lunghe serie da venti ripetizioni con 20kg, almeno avrei salvaguardato la mia "lordosica" schiena, ma durai due giorni, una noia mortale.
    Poi feci un salto di qualità, grazie ai consigli trovati qui, aumentai l'intensità degli allenamenti, ero asciutto e tonico, o almeno la parte alte del corpo.
    Lo squat era ormai dimenticato...Poi comprai DCSS, e mi colpì la semplicità con la quale Paolo mi parlava, non era solo tecnico, era pratico, facile e intuitivo, lessi dello squat, che ognuno di noi ha il suo modo di farlo, che le tavolette sotto i talloni ci possono stare, che ci vogliono degli accorgimenti ma che al di la di quelli ci sono vari modi per tirare su quel bilanciere. Mi impuntai, lo dovevo tirare su, in un modo o nell'altro, non potevo permettere che voi foste così più forti di me, dovevo raggiungervi, dovevo migliorare come sono migliorato con la panca piana e sono felice di scrivere che finalmente l'altro giorno sono riuscito a fare 4 serie da 3 ripetizioni per 60kg con una tecnica decente ... so che per voi è un peso irrisorio, ma per me è una vittoria enorme, gigantesca, ma voglio che sia solo un punto di partenza. Per questo che ho fatto chiudere il vecchio diario, perché voglio che questo, sia un diario serio, senza troppe scuse o mezzi termini in fatto di allenamenti.
    Ringrazio tutti voi per il supporto che mi avete dato, anche indirettamente e dopo avervi ammorbato con questa storia da stasera comincerò ad annoiarvi con le mie sessioni di allenamento; ho fatto chiudere il mio vecchi diario perché voglio cercare di mantenere questo più pulito e tecnico possibile.
    - Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole -


  3. #3
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    Sverginatooooooo!!!!
    Una volta ci si faceva il culo per vivere, ora è la vita a esser presa per il culo! [Heerokeem]

  4. #4
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    adesso che ti ho sverginato, posso anche leggere
    poi mi dici cosa significa prendere 4 metri di fava nel di dietro eh
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  5. #5
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    Che dire…
    intanto mi scuso per averti sverginato il diario. ***** che rimorsi mi hai fatto venire per un paio di post… dopo cancello se vuoi.

    La seconda cosa che ti voglio dire è grazie. Grazie per aver condiviso questa parte di te con molti sconosciuti. Mi hai fatto vivere e rivivere delle forti emozioni, alcune lontane, alcune solamente ricordi vaghi, e mi hai anche fatto riflettere su come molte persone si lamentano e non dovrebbero farlo, semplicemente perché prendono la vita come una cosa scontata.
    Mi hai fatto addirittura ricordare le suore (bastardissime) e le mura, dove andavo a giro con la mia prima ragazzina, lontani da sguardi indiscreti, dato che si era di Pisa...

    Ti auguro di cuore che tu possa raggiungere tutti i tuoi obbiettivi, nei pesi ma soprattutto nella vita, essendo forte di volontà e non di panca e basta. Seguirò il diario quando posso, e cercherò di renderlo più tecnico e serio possibile con i miei interventi (ci sarà da ridere )

    Grazie di nuovo
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da .:überfranz:. Visualizza Messaggio
    Che dire…
    intanto mi scuso per averti sverginato il diario. ***** che rimorsi mi hai fatto venire per un paio di post… dopo cancello se vuoi.

    La seconda cosa che ti voglio dire è grazie. Grazie per aver condiviso questa parte di te con molti sconosciuti. Mi hai fatto vivere e rivivere delle forti emozioni, alcune lontane, alcune solamente ricordi vaghi, e mi hai anche fatto riflettere su come molte persone si lamentano e non dovrebbero farlo, semplicemente perché prendono la vita come una cosa scontata.
    Mi hai fatto addirittura ricordare le suore (bastardissime) e le mura, dove andavo a giro con la mia prima ragazzina, lontani da sguardi indiscreti, dato che si era di Pisa...

    Ti auguro di cuore che tu possa raggiungere tutti i tuoi obbiettivi, nei pesi ma soprattutto nella vita, essendo forte di volontà e non di panca e basta. Seguirò il diario quando posso, e cercherò di renderlo più tecnico e serio possibile con i miei interventi (ci sarà da ridere )

    Grazie di nuovo
    Ma non scherzare, non cancellare un bel nulla, era per parlare un po' di me, se non si ride un po' sarebbe una noia
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  7. #7
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    Una domanda, non è che si chiami tetraplagia?
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