un conto è usare il cervello per decidere su se stessi, un conto è usare quello che ti passa per il cervello per giudicare le decisioni altrui, perchè in questo caso diventa morale.
si sa che certa gente ascolta quello che gli passa tra le orecchie e poi pretende di imporlo ad altri credendo sia la verità più giusta.
credo che fare i moralisti sia molto più semplice che confrontarsi davvero con i problemi che portano a compiere gesti che troppo facilmente disprezziamo.
troppo facile dire ad un tossico fai schifo o ad un suicida sei un vigliacco. è facile dare consigli ed ergersi con sicurezza al di sopra di certe cose da una posizione fortunata come la nostra o quando tutto ci va bene. questo non significa che giustifico la droga o il suicidio, ma questo moralismo ci porta a mettere bocca in situazioni che non possiamo in realtà capire fino in fondo, come è successo per esempio con il caso di Eluana Englaro, o con la pillola abortiva, con la ricerca sulle staminali, la fecondazione assistita, ecce ecc, dove la decisione presa da alcuni, ha limitato la libertà di decisione di altri.
questo per puntualizzare che per me rispettare le scelte altrui, non significa giustificare tutte le stronxate che fa la gente.
P.S. come ha descritto Domenico, l'istinto di conservazione è quello più sopito tra tutti gli istinti. è proprio questo che caratterizza l'essere umano. L'autodistruzione.




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