lore la tua scheda era passabile anche prima ma:
- le perplessità che ho espresso nel mio primo post restano comunque, indipendentemente dal rugby
- la struttura degli allenamenti tende all'auto-regolazione dei carichi per cui, in assenza di allenamenti aggiuntivi presumibilmente caricheresti di più nei MAV senza bisogno di modificare null'altro
- non amo moltissimo le schede per gli atleti intermedi\avanzati, prediligerei l'utilizzo di programmi che cerchino di portarti da una condizione X ad una Y
- per il rematore: mi sembra che tu voglia utilizzare un trapano per limare un dettaglio che potresti tranquillamente curare con una limetta
non sono contrario ai rematori ad alte ripetizioni ma se esistono degli esercizi che nel breve periodo possono insegnarti a reclutare un gruppo target carente perchè non utilizzarli, ostinandosi a restare nel proprio integralismo multiarticolare con bilancere?
- rispondo agli ultimi due punti contemporaneamente
opinione personale:
non possono esistere (fatta eccezione per alcuni tipi di allenamento da utilizzare per ottenere picchi di pump o forza massimale, limitati a brevi periodi di tempo) schede per la massa pura o per la forza massimale pura se parliamo di atleti natural.
io non alleno culturisti e non mi interessa più di tanto ma nessun atleta principiante o intermedio può auspicare a buoni guadagni di forza massimale senza produrre un'ipertrofia "collaterale" o addirittura senza ricercarla direttamente con alcuni esercizi perchè non si può far correre una 500 in formula 1
d'altronde se così non fosse non esisterebbero le categorie di peso negli sport di forza
allo stesso modo, ho visto pochissimi culturisti natural che non fossero anche decisamente forti (non necessariamente sui 3 big del PL)
non sta a me dire quali siano le peculiarità degli allenamenti culturistici ma è evidente che se ci si allena per la forza l'obiettivo sarà quello di migliorare su ambiti specifici (funzionali a ciò che si fa) attenzionando i punti deboli che per forza di cose saranno riferibili alle catene cinetiche in uso (es. sono debole in chiusura della panca, sono debole in buca nello squat...)
viceversa nel culturismo, la ricerca delle proporzioni, tenderà ad attenzionare punti "deboli" o carenti riferibili all'estetica nel suo complesso (pettorali relativamente carenti rispetto ai deltoidi anteriori, proporzione femorali\quadricipiti etc).
Secondo me questa è già una differenza significativa, nessun PL dirà mai di avere femorali troppo sviluppati rispetto ai quadricipiti o tricipiti troppo grossi rispetto ai bicipiti.
inoltre negli sport di forza l'obiettivo non è quello di sviluppare la forza o l'ipertrofia massime ma piuttosto quello di ottimizzare delle strategie per compiere un gesto atletico con l'utilizzo minimo di risorse.
gli allenamenti culturistici invece cercano di porre i gruppi muscolari target in svantaggio di leva in modo da migliorare il reclutamento, non si cerca di minimizzare lo sforzo massimizzando il carico sollevato ma piuttosto l'esatto contrario. Questo in termini molto generali.
Quanto detto non sembrerebbe suggerire l'utilizzo degli allenamenti di forza per chi si allena con fini estetici ma empiricamente è evidente che la stragrande maggioranza degli atleti di forza amatoriali (powerlifters\weightlifters\crossfitters\calisteni ci etc) può vantare un fisico "palestrato" (cioè si vede che "fanno palestra"), mentre lo stesso non si può dire di chi si allena "in palestra", quelli che "il peso è il mezzo, non il fine".. "cambio scheda ogni 3-4 settimane perchè altrimenti il muscolo si abitua".
naturalmente sono esclusi da questa statistica gli atleti agonisti che nel culturismo possono vantare fisici decisamente più massosi e proporzionati.
Esistono delle buone ragioni per cui si verifichi tale fenomeno, il più importante dei quali sta proprio nella programmazione (presente negli sport di forza anche a livello amatoriale), nell'oggettività delle valutazioni (prima del programma sollevavo X, oggi sollevo X+1, vuol dire che tuttosommato non ho fatto ca..ate), nel tentativo organizzato di giungere ad un punto Y, dopo aver preso coscienza del punto X in cui ci si trova attualmente.



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