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Siamo ormai giunti alla seconda giornata, la domenica, che vede scendere in pedana le agguerritissime signore, per le quali la definizione di "sesso debole" non si rivelerebbe affatto appropriata!
LADY TERRY
Tra le moschet-tonyche in rosa schieriamo Teresa, all’esordio assoluto in gara FIPL (e di pesi in generale): in passato mezzofondista di buon livello ha avuto la sventura, la scorsa estate, di imbattersi in palestra nel variegato mondo dei T-boy’s, mentre incauta si prefiggeva di accompagnare le tre dolci figlie in piscina, rimanendo in tal modo avvinghiata nei tentacoli del lato oscuro della forza e restando perdutamente inebriata dai sortilegi del Cavaliere nero.
Superati alcuni timori e convinta dalle compagne di squadra ad abbandonare l’idea di presentarsi alle operazioni di peso indossando mutandoni di lana in stile Ave Ninchi anni ‘40, conquista la piazzola del backstage da cui è determinata a dare cruenta battaglia nel novero delle 8 atlete raw.
Parte con 95kg. tranquilli e più volte provati in allenamento, per poi lanciarsi alla conquista delle 3 cifre, che dovevano giustificare un trampolino di lancio nella storia: dalla carica dei 101 dei cuccioli dalmata a quella dei 301 del nostrano Damiano.
Solleva la “piotta” con autorevolezza e ad occhi chiusi e, come per incantesimo, si accorge di lottare per un podio, davanti ad atlete ben più esperte di lei nel settore. Un rapido calcolo conduce alla scelta dell’ultima prova e lo stesso ignaro ma astuto marito, che la seguiva tramite stream, confesserà via telefonica di aver sospettato celarsi un subdolo e machiavellico piano dietro quella richiesta di 107.5kg.
Il piano viene svelato in breve: quando con il suo nuovo personale raggiunge grintosa e pur sempre graziosa il terzo gradino del podio…. ed ora, “mute le 2 cifre”!
POWERLILLY
Quando riparte la stagione agonistica del PL, riparte di nuovo indomita la nostra Powerlilly.
Aggregatasi all’ultimo nella giornata di sabato, dopo un fine settimana alquanto burrascoso, vive la vigilia districandosi tra le fotografie ai compagni di squadra, le ansie pre-gara, i dubbi sulla categoria di peso e l’assoluta convinzione di voler superare il proprio record precedente.
Decidiamo di misurarci in una categoria superiore (la -57kg.) per motivi di….”standard” ed è pertanto costretta ad ingurgitare ingenti quantitativi d’acqua minerale.
Al dunque l’obiettivo è raggiunto e si ragiona sui passaggi delle 3 prove. I 135 erano un inizio soft, stabilito per tenerla tranquilla; in realtà il gioco deve essere più aggressivo e cambio strategia durante il warm up. Parte a 140 che non dovrebbero impensierirla più di tanto, come infatti è.
Ora ha due possibili tentativi a 150, che costituiscono appunto lo standard per il record italiano; valica subito l'ostacolo come del resto farà la Rodina con i 155kg.
Proviamo a tenere alta la terza prova con 157.5, ben sapendo che chi gareggia dopo di noi chiamerà 158: all’ultimo però abbassiamo prudentemente a 155.5, che può più realisticamente garantirle il secondo posto e – sia pur per brevi attimi – un nuovo record italiano.
Roberta è precisa ed efficace, termina positivamente con 8 chili sul precedente massimale ed a soli 2,5chili da una delle più forti atlete azzurre.
DONNASARA
La regina dei Tony’s vive i giorni precedenti la gara nel terrore di non riuscire a piegarsi con il nuovo corpetto: ha da poco abbandonato il vecchio pigiamone della salute e teme la scarsa confidenza con questa nuova attrezzatura forse più performante ma vista sempre con una certa diffidenza da chi per anni ha gareggiato raw.
In pedana la partenza è senza problemi a 160kg., così da non avvertire quasi il salto con il secondo tentativo. E' convinta però di doversi sistemare artigianalmente, con le proprie istintive maniere, un corpetto ottimamente indossato: arrangia, aggiusta, arriccia e si incarta fino a rimanerne semi prigioniera all’altezza dell’inguine.
I 175kg. salgono comunque di forza pura e, in ogni caso, le garantiscono il titolo di Campione d’Italia ma il tentativo di record generale (senior + master) a 185kg. resta una pia intenzione.
Abituata a titoli e records, tuttavia, la nostra Sara ha molto meno feeling con l’attrezzatura e questo si rivela impietoso nelle operazioni di svestimento. Il corpetto infatti aggrovigliato come una matassa di Penelope non ne vuol sapere di valicare la metà coscia.
Sara si sdraia per tentare di far defluire il sangue ed alza le gambe per favorire la circolazione; il master Tony si impegna a sfilare il corpetto dall’alto, nel frattempo, per evitare di alzare anche Sara dal pavimento, Francesco le si sovrappone tenendola ancorata al suolo, tra lo stupore e la curiosità degli astanti convinti che si stesse girando un remake del film “Il branco”.
Alla fine Sara è libera ma per fortuna nessuna videocamera ha ripreso la scena, in modo che il presente racconto possa continuare a rappresentare una favola destinata anche al pubblico meno adulto.
Pongo, Peggy e i cuccioli sono a casa, finalmente. In tutto, ora sono 101! Ma che importa? Rudy e Anita li vogliono tenere tutti. Rudy felice si mette a cantare per dare loro il benvenuto!!
Ma no, che c'entra! Scusate, la solita sbadataggine... colpa del copia/incolla: questo era il finale di quell’altra vecchia storia. E’ un episodio un po’ datato ormai; del resto i 101 li abbiamo superati da un pezzo, stiamo a 301 e non servono più neppure come modello per la denuncia dei redditi.
D’accordo che poi i finali si assomigliano tutti, però….perchè sia una favola che si rispetti è necessaria una morale - la cosiddetta morale della favola - che abbia un’utilità e serva di insegnamento a tutti coloro che leggono.![]()
Dunque, per restare in tema di stacco ed attrezzatura, prenderei a prestito un detto latino e concluderei con una saggia raccomandazione:
“Mens sana in corpettore sano!”![]()









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