bello squat, complimenti, anche con quel peso sei un razzo.
comunque ho colto l'occasione per un'analisi più accurata che quella fatta su di me, dato che la mia esecuzione è troppo da dilettante per essere portata a esempio generale. per cui, visto che l'hai postato, ho usato il tuo video. l'ho raddrizzato e l'ho guardato al rallentatore frame per frame per capirci qualcosa in più, perché a velocità normale è impossibile.
premetto che tutte le considerazioni che farò sono su un'immagine bidimensionale, ma poiché si parla nello specifico di verticalizzazione della traiettoria, non prenderò in considerazione la profondità, e quindi la tua fisicità reale. per cui sarà un discorso inevitabilmente semplificato e astratto.
partiamo.
quello che vedo io in questo video è che tu "decidi" l'inclinazione della tua schiena già pochi centimetri dopo la partenza in discesa (o comunque quando compare il bilanciere nell'inquadratura), e che questa angolazione è figlia, in un certo senso, del colpo che dai ai femorali prima di partire.
mi spiego meglio: tu mandi i glutei indietro finché non "senti" i femorali. per farlo, ovviamente, devi chiudere l'angolo schiena/femore. questo non ti crea problemi d'assetto perché anche aprendo quest'angolo la verticale del bilanciere è ancora al centro della pianta del piede (io non ci riesco, se cerco i femorali mando già il bil. troppo avanti). poi cominci a scendere. siamo ancora ai primi centimetri, e tu hai già l'inclinazione della schiena "decisa".
grazie a una forza strepitosa (che ti invidio), riuscirai a mantenere quest'angolo della schiena praticamente invariato per tutta l'alzata (c'è uno scarto di pochissimi gradi sia in discesa che nella buca che in risalita, complimenti).
a questo punto però, visto che l'angolo della schiena è già fissato e non cambierà (se non chiudendolo sotto il peso, ma tu sei incrèdibol e a te non capita), l'unico modo che hai per scendere è flettere le ginocchia.
e qui sta il punto della questione. nota la prossima immagine:
nel tuo caso il bilanciere assume per forza una traiettoria obliqua, e non potrebbe essere altrimenti. retta perché sei compattissimo e fluidissimo, ma pur sempre obliqua. non potresti contrastarla neanche volendo, perché o stiri di più i femorali, oppure l'unico modo sarebbe quello di raddrizzare la schiena, e questo chiaramente in discesa non puoi farlo perché la riverticalizzazione della traiettoria del bilanciere ti farebbe cappottare (puoi andare in avanti ma non all'indietro). quindi, giù di ginocchia fino al rimbalzo della coscia contro il polpaccio. e qui però arrivi troppo avanti (in realtà l'alzata è molto bella, e tu la controlli anche con la verticale sull'avampiede, ma qui parliamo dell'ipotesi di verticalizzare sul tallone).
perché accade? il motivo è che - secondo me - hai piegato troppo la schiena prima. quindi arrivi qualche centimetro oltre la metà del piede non tanto perché non ti "siedi abbastanza", ma perché ti sei da prima "inclinato troppo". con quel peso sulle spalle e un angolo della schiena "fissato" in partenza, se i femorali più di così non si allungano, in discesa la catena cinetica è completamente chiusa, non hai alcuna possibilità di modificare la traiettoria del bilanciere, che segue il percorso obbligato dei tuoi arti.
tu hai uno squat eccellente che io non avrò mai e questa è solo una pippa puramente intellettuale per passare il tempo. però credo che se tu volessi ottenere una traiettoria verticale del bilanciere sopra i talloni, ma soprattutto VERSO i talloni, fermo restando le medesime caratteristiche di mobilità etc. e non volendo modificare lo stance, hai solo una possibilità: scendere più verticale con la schiena.
facile a dirsi, dirai tu: il peso è pesante (personalmente non immagino neanche quanto, non l'ho mai provato).
io non so se tu puoi reggere il bilanciere più verticalmente in discesa, c'è la questione dei polsi, dei gomiti, e di cento altri particolari. la realtà è molto più complicata di questa schematizzazione.
però se quello nel video fosse un cartone animato e non una persona vera, se quel movimento lo stessi disegnando io con qualche software di animazione, io deciderei che il modo migliore per garantirsi qualche grado in meno di inclinazione della schiena sarebbe partire un decimo di secondo prima con le ginocchia. per me, seduto alla mia scrivania a fare lo splendido a parole, con le leve che hai, le tue ginocchia partono in ritardo rispetto alle anche.
se partissi un filino prima con le ginocchia, le piegassi di qualche grado in più prima, proprio "imponendoti" di rimanere sulla verticale del tallone, il bilanciere a parità d'altezza ti costringerebbe a inclinare meno la schiena. cioè ti permetterebbe di conquistare altri dieci centimetri in basso (dalla partenza) con la schiena meno inclinata. credo che sia l'unico modo per "infilare" una traiettoria più verticale.
ho guardato con attenzione questo video di divano:
il primo squat a 150, quello che sta a 0:10, è in un certo senso ciò che intendo. una volta deciso che quella là è l'angolazione corretta della schiena, molto ridotta (poi ognuno ha le sue leve ma c'è per forza un'angolazione corretta per ognuno, va solo individuata), parte – per l'appunto – di ginocchia e scende giù con il bilanciere a traiettoria perfettamente verticale. nelle ripetizioni successive si stanca e non regge più con la schiena quel grado di angolazione (non è il tuo caso, tu vai e ritorni sempre con il medesimo angolo), finendo sempre più avanti. ma la prima ripetizione il bilanciere va giù proprio diritto, e infatti dà quasi l'impressione di non sforzarsi nella risalita, che è ugualmente verticale.
tra l'altro c'è un altro aspetto, un'altra scoperta dell'acqua calda che mi tormenta da tanto: meno le ginocchia vanno avanti (e quindi più le tibie rimangono verticali), prima (più in alto) si rompe il parallelo. più avanti vanno invece le ginocchia (più sono piegate le tibie), più tardi si rompe il parallelo. a volte vedo ragazzi che non riescono a romperlo non perché madre natura li ha creati inabili allo squat sotto il parallelo, ma perché sono andati troppo avanti con le ginocchia e quindi il parallelo si allontana sempre più, finché gli arti ostacolano il movimento e diventa fisicamente impossibile romperlo. detto questo, la soluzione non è e non può essere dire: ragazzi non andate troppo avanti con le ginocchia, tenete le tibie più verticali possibile, perché non significa niente, non si può fare, non dipende da loro decidere quanto andare avanti, ma dalle loro leve e dalla lunghezza dei loro femorali (un po' ci si può lavorare, ma il limite si raggiunge presto). e questa cosa (che ho letto in mille commenti in due anni, è proprio un postulato, ma per me non è corretto) li confonde, come ha confuso me.
la soluzione potrebbe essere dire: non inclinate troppo la schiena. in questo modo, se si mantiene una traiettoria verticale sui talloni, le ginocchia per forza di cose non andranno troppo avanti, ma arrivate a un certo punto si fermeranno, e saranno solo le anche a scendere fino a quando si rompe 'sto benedetto parallelo.
la cosa strana da sottolineare, che mi accade, è che più resisto all'inizio con le tibie verticali, più nella buca le ginocchia finiranno in avanti, perché durante la “resistenza” a piegare le ginocchia la schiena avrà aumentato la sua inclinazione. al contrario, utilizzando le ginocchia fin da subito per mantenere la traiettoria verticale del bilanciere, queste partono in anticipo e nella buca risultano più arretrate.
per cui la mia conclusione è: in troppi, non avendo le leve necessarie a un sitting back da manuale, inclinano troppo la schiena (sì, lo so che non è una gran scoperta ma a questo sono arrivato).
nel mio caso, questa inclinazione non va solo contrastata in risalita, quando il bilanciere preme per piegarla, ma fin dall'inizio della discesa. è lì che si guadagna qualche grado e si può sperare di arretrare la verticale del bilanciere durante la traiettoria. dopo è troppo tardi, si finisce avanti per forza e l'alzata diventa più impegnativa di quel che potrebbe essere. a quel punto c'è chi ce la fa e chi non ce la. io non ce la faccio.
volevo solo fare una precisazione forse inutile: ho letto di una nuova tendenza (ado gruzza) a uno squat norvegese molto più verticalizzato, con stance ampio e bilanciere più in alto possibile. voglio chiarire che non è ciò di cui parlo io, cioè non dico alle persone di alzare il bilanciere più su e di allargare più lo stance (non mi permetterei mai, che ne so io, per questo ci sono quelli competenti): io parlo del classico squat con bilanciere sui deltoidi e di come ognuno possa trovare utile (almeno in teoria, poi la pratica è un'altra cosa) la ricerca di uno spiraglio per rendere la traiettoria del bilanciere più verticale e più arretrata di un minimo, perché, secondo le leggi di una fisica semplificata da due soldi, questa è certamente la traiettoria più efficiente. che poi lo sia nella realtà per ogni singolo soggetto, è tutto da dimostrare.
ho finito
P.S. Mentre discuto nel delirio di millimetri di traiettorie, la ragazza dietro di voi nel video sta eseguendo il piegamento peggiore della storia. se penso che probabilmente quella normale è lei, comincio a preoccuparmi di me stesso![]()





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