è vero, poco sopra trovi la foto che avevo scelto per i bronzi...
è vero, poco sopra trovi la foto che avevo scelto per i bronzi...
ho trovato, nella preparazione di un esame, questa bella ottava nel canto XIII del I libro dell'Orlando Innamorato.
protagonista è qui Ranaldo, paladino di Carlo Magno che, avendo bevuto alla fontana del dis-amore diventa cavaliere anti-erotico, e non "tocca più" una donna, in questo canto Fiordelisa, che invece si aspettava di essere "toccata".
riporto le ottave incriminate, che descrivono il corpo di ranaldo con gli occhi della donna, che sospira e sviene al solo guardare:
49. Già l'aria se schiariva tutta intorno
Abenché il sole ancor non se mostrava;
Di alcune stelle è il cel sereno adorno,
Ogni uccelletto agli arbori cantava;
Notte non era, e non era ancor giorno.
La damisella Ranaldo guardava,
Però che essa al mattino era svegliata;
Dormia il barone a l'erba tutta fiata.
50. Egli era bello ed allor giovenetto,
Nerboso e asciutto, e de una vista viva,
Stretto ne' fianchi e membruto nel petto:
Pur mo la barba nel viso scopriva.
La damisella il guarda con diletto,
Quasi, guardando, di piacer moriva;
E di mirarlo tal dolcezza prende,
Che altro non vede ed altro non attende.
non c'è nessuna incisione, ma è come averlo comunque visualizzato, no?![]()
grazie Wal. Sei na gran fonte di cultura per il forum. Non ci abbandonare eh. Sappi che ti leggiamo![]()
grazie. ora che son più libero da esami continuiamo le proposte!
e...ben vengano integrazioni da tutti!
Pensare.
Come quando si è davanti ad un foglio per scrivere il prossimo post, la risposta successiva, l’ennesimo aggiornamento. Siamo pensatori, anche senza aver studiato filosofia. Mi sento pensatore quando devo scegliere un’opera d’arte che è divenuta bellezza, non perché piace, ma perché è in-se-stessa bella. Bella è una persona equilibrata, ma è bella anche una persona fisicamente perfetta, nonostante non conosca nulla di lei.
Però è quella “bellezza” che mi attira, in un evidente gioco di parole tra l’inglese e il greco to call – kalos…strabiliante rimando.
Scelgo un’opera d’arte contemporanea per concentrare le parole in un occhio, uno sguardo: il pensatore di A. Rodin, superbo scultore contemporaneo, spesso criticato di fare calchi e non di scolpire, tanto i suoi nudi sembrassero fotografici. Lui, in tutta risposta eseguì le stesse opere criticate a diverse grandezze…tiè!
E il pensatore, con quel pugno sulla guancia, come chi attende il primo (o l’ultimo) round, come ogni uomo davanti a se stesso e a Dio, all’esame di domani, al lavoro che non arriva, alla donna che gli aveva detto che l’avrebbe amato per sempre…il pensatore se ne sta là, come davanti ad una porta (nel progetto originario Rodin scolpì il pensatore nelle vesti di Dante davanti alla Porta dell’Inferno, di venerata memoria…), e aspetta.
Chissà quando smetterà di considerare e di metterà a decidere. Perché con-siderare (stare tra e stelle) è ben diverso che de-siderare (stabilire un’unica stella).
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Tra il Sei e il Settecento i fisiologi spiegarono in vario modo il fenomeno del movimento muscolare. Il modello di spiegazione offerto dal meccanicismo cartesiano era il più naturale punto di riferimento.
Secondo Cartesio, la contrazione muscolare è dovuta agli “spiriti nervosi” che, partendo dal cervello, si distribuiscono attraverso i nervi in tutti i muscoli del corpo, ubbidendo o ad impulsi dell’anima (movimenti volontari) o a meccanismi dell’organismo indipendenti dall’anima (movimenti vitali).
In entrambi i casi gli spiriti nervosi, “sebbene siano mobilissimi e sottilissimi, nondimeno hanno la forza di gonfiaree di irrigidire i muscoli in cui sono racchiusi, così come l’aria che è in un pallone lo indurisce e fa tendere le pelli che la contengono”
Cf. R.DESCARTES, L’uomo, in Opere scientifiche, a cura di G. Micheli, Torino, UTET, 1966, pp.80-81;
cfr. M.DI MARCO, Spiriti animali e meccanicismo fisiologico in Descartes, in “Physis”, 1971 (XIII), pp.21-69.
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