Wal, il tuo modo di trattare l'argomento e la tua evidente preparazione nell'affrontare tematiche così variegate rendono ancor piu' interessante il post. Ho letto con attenzione quanto hai scritto e tocchi tasti decisamente delicati per un forum di bodybuilding. Ovvio che chiunque pratichi questo genere di sport cerca non solo l'accettazione di se stesso, tramite il raggiungimento dei propri canoni di perfezione fisica, ma soprattutto tenta di ottenere la giusta armonia muscolare che gli permetta di essere ammirato anche dagli altri. E' un continuo gioco di "piacersi e piacere" che vede come palcoscenico il proprio corpo. Nelle opere d'arte il discorso non cambia. Lo scultore e/o il pittore cercano entrambi di riprodurre, tramite i materiali a loro disposizione, il "bello" così come concepito dall'oggettività a cui appartengono in quel determinato periodo storico. La singola opera, inoltre, porta con sé il significato intrinseco dell'opera stessa: vedi la Dea Mater, simbolo di prosperità. Vedi l'Ercole, significativamente ipertrofico simbolo di forza e vigore. Vedi il Laocoonte, con i muscoli tesi e ben in mostra per dare il senso del movimento e dello sforzo fisico in atto. L'esperienza del periodo, in poche parole, filtrerà l'astratto per il reale. Il concetto di forza calato in quel determinato contesto, il concetto di grandezza calato in quel determinato contesto e così via.
Parlando di bodybuilding, inutile negare i "canoni" che ha dovuto affrontare e attraversare questa disciplina modificandosi nel corso del tempo. Partiamo dai fisici armonici e statuari dei grandi pilastri del passato (Zane, Reeves, Nubret, Arnold), fino a raggiungere le grandi masse e le, a volte, sproporzionate dimensioni dei caterpillar odierni (Coleman, Warren, Cutler, Heat). Il modo di esprimersi della nostra fisicità si è evoluto, insieme alla chimica e alle farmacie. In alcuni casi ci si dimentica anche del "bello" oggettivo e canonico (sempre che ne esista uno). L'arte rispecchia quanto di emozionalmente concepibile l'animo umano possa sentire, cercando disperatamente la perfezione attraverso il filtro della rappresentazione stessa del momento (reale, temporale, storico, sportivo, religioso, ecc.).
Il bodybuilding, naturalmente parlando, è l'arte del sapersi costruire cercando di raggiungere i sempre soliti e famosi canoni di bellezza estetica che ognuno per se stesso, e per il buon occhio degli altri, desidera. C'è un altro aspetto del bodybuilding, controverso ma allo stesso tempo affascinante, che prevede il raggiungimento di obiettivi prettamente sportivi al di là di ben precise espressioni d'arte, ma che fondamentalmente, come qualsiasi altra cosa, rientra in "criteri di giudizio" altrettanto diversi e ugualmente accettabili per il soggetto che li fa propri.
In definitiva, direi che è tutto un gioco di canoni e filtri ( ripeto ancora: reali, temporali, storici, sportivi, religiosi, ecc.).
Io ho scelto l'"Ercole Farnese":
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