divertente. Fino alla settimana scorsa usavo il paragone "sarai il proverbiale candidato a recitare la parte di un reduce di auschwitz" nessuno si è inalberato.
Direi che è evidente che è una frase a effetto calibrata per rappresentare i rischi di un eccessivo deperimento fisico. Non c'è alcun giudizio sui malati di cancro men che meno da me che condivido il tetto con un genitore affetto da linfoma non hodgkin al secondo stadio, sicuramente la condizione di estrema prostrazione fisica in cui versa un malato terminale rappresenta bene una condizione che è da pazzi ricercare per un obiettivo estetico.
Inoltre non devo sottolineare qui che la ricerca ossessiva di modifica del prorpio corpo è una patologia, si chiama dismorfofobia, la più nota è l'anoressia, che è in alcuni casi letale.
Ora, se paragonare un malato di cancro ad un anoressico urta qualcuno me ne dispiaccio, ma sicuramente non c'è niente di male ad avvertire magari in maniera un po' troppo colloquiale qualcuno che procedendo su un certo sentiero finirà per arrivare a livelli di prostrazione fisica paragonabili a quelli di un organismo compromesso da una malattia letale.
Detto questo dire di chiudere l'angolo del qualunquismo e discutere di alimentazione come si doveva fare sin dall'inizio. Sull'argomento non tornerò perchè non devo giustificazioni a nessuno.



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