Io non devo trovare questi post quando ho due esami da preparare!

Secondo me l'allenamento dell'atleta in età prepuberale deve essere diverso (tutti i massimi autori di allenamento agonistico ne tengono conto e c'è sempre una parte apposita nelle loro pubblicazioni).
Bisogna tener conto che non ci sono ancora le condizioni ottimali per lo sviluppo muscolare (testosterone & co) e siamo in una fase di piena crescita quindi sollecitazioni non corrette al 100% potrebbero portare a delle alterazioni dello sviluppo.
Secondo me in questa fase in cui la plasticità neuronale è molto più attiva perchè il cervello è ancora "vuoto" bisogna insistere più che altro sullo sviluppo di più memoria motoria possibile, fornire all'area motoria primaria il maggior numero di combinazioni possibili per avere un cervello adattabile e variabile alle situazioni agonistiche future. Importante anche il lavoro sull'esplosività o sulla resistenza (dipende dal tipo di sport che si vuole sviluppare) per dirigere lo sviluppo motoneuronale (e conseguentemente delle fibre muscolari) il più possibile verso una di queste due qualità (tenendo conto che in parte sono geneticamente determinate).

In riferimento alla memoria muscolare il discorso è un po' complesso. Bisogna tener conto di più fattori, sia organici che energetici.
Dal punto di vista organico tendini e muscoli perdono le proprietà acquisite abbastanza in fretta (non mi ricordo con precisione i dati però), rimane comunque un qualcosa però forse è più la capacità di riadattamento dovuta alla memoria nervosa che un vero substrato anatomico.
Dal punto di vista energetico c'è da ricreare tutto il sistema di poroduzione di energia, è troppo sconveniente per un fisico non più sottoposto a certe sollecitazioni mantenere tutto l'apparato inutilizzato.
Anche dal punto di vista nervoso i motoneuroni potrebbero "regredire", ad esempio negli allettati si ha uno switch verso motoneuroni e fibre lente.
In tutto questo discorso penso che la maggior componente che permette la più rapida ripresa resti la memoria cerebrale. Il cervello mantiene traccia del gesto atletico (reclutamento, sincronizzazione...) e quindi è già preparato a mandare i giusti segnali ai muscoli che così possono riottenere più velocemente le proprietà perse.