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I was raised to believe that cheaters never prosper, but in America it seems like cheaters always prosper. The use of performance-enhancing drugs like steroids is dangerous and it sends the wrong message that there are shortcuts to accomplishment and that performance is more important than character.
There is a clash in America between doing the right thing and being the best. Americans play to win all the time because the very thought of losing is hateful to Americans.
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In a culture where second place is the first loser, the real heroes are the ones who win at all costs.
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We’re the greatest country in the world. You could call us a nation on steroids. But what are those long-term side effects? For me and my brothers steroids are not the problem. They’re just another side effect of being American.”
“Gli americani amano il vincente e non tollerano il perdente
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Sono stato cresciuto nella convinzione che gli imbroglioni non prospereranno, ma in america sembra che gli imbroglioni prosperino sempre. L’uso dei farmaci per incrementare le prestazioni, come gli steroidi, è pericoloso, e manda il messaggio sbagliato che ci sono scorciatoie per ottenere e che le prestazioni sono più importanti del carattere.
C’è un contrasto in America fra fare la cosa giusta ed essere il migliore. Gli americani giocano sempre per vincere perché il pensiero di perdere è odiato dagli americani.
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In una cultura dove il secondo posto è il primo perdente, i veri eroi sono quelli che vincono a tutti i costi.
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Siamo il più grande paese del mondo. Potete chiamarci una nazione sotto steroidi. Ma quali sono gli effetti collaterali a lungo termine? Per me e per i miei fratelli gli steroidi non sono un problema. Sono solo un altro effetto collaterale di essere americani.”
Ok, il mio commento. Mio, personale.
Gli steroidi sono un mezzo, potente e terrificante, per esprimere qualcosa. L’ho sempre creduto, e più tempo passa, più cerco di separare i pezzi del puzzle e più invece si ricompone sempre allo stesso modo. Questo film riconferma quello che penso, all’ennesima potenza.
La società americana premia il merito, esalta il merito. Ciò è una potentissima spinta al miglioramento, singolo, comunitario, sociale. Per quanto mi spiaccia ammetterlo, è questo il motivo per cui l’America è il motore propulsivo dei cambiamenti del Mondo. Perché, le sue risorse economiche, finanziarie, naturali sono pilotate da persone che arrivano dove arrivano per merito. Lo so, lo so, ci saranno anche lì mafie, intrallazzi, accordi, cartelli.
Ma… possiamo parlare noi che viviamo in una società dove il “merito” non è riconosciuto? Sapete quanti anni ha il responsabile del marketing per il nord europa di Google? 23 anni. Ecco perché l’America ha inventato Google, perché qualcuno ha investito milioni di dollari in idee di giovani talentuosi.
Come ogni medaglia, esiste il rovescio di tutto questo. Il “merito” crea una pressione sociale incredibile, immensa. Il merito all’eccesso crea un solo vincitore. Il primo. Il secondo è il primo dei perdenti. La Società americana premia solo ed esclusivamente chi vince. Un’offesa tipica dei telefilm è loser, perdente. E non ci sono sconti per se stessi, infatti Mad Dog attribuisce principalmente a se stesso la causa del suo fallimento. Notate quanto siamo lontani dalla nostra visione: se qua esistesse un campionato di wrestling i primi non sarebbero i migliori, ma i migliori all’interno di quelli più raccomandati o, molto spesso, nemmeno i migliori. E chi è fuori, non è fuori per “demerito”, ma perché non ha l’aggancio giusto.
Come da manuale, si crea un loop, un circuito con feedback, un circolo vizioso in cui il vincente incontra i favori del pubblico che lo spinge a vincere sempre di più, costi quello che costi. Il mostro si auto-alimenta, si auto-sostiene, e gli steroidi sono semplicemente un mezzo per ottenere sempre di più.
Il pubblico chiede, il Sistema dà. Ancora una volta, domanda ed offerta. Chi alimenta chi, però? Una analisi stereotipata prevederebbe il solito refrain, giustissimo ma secondo me parziale, che attribuisce alle Multinazionali del Profitto la causa del tutto. Il pubblico vuole quello che vuole, è disposto a pagare, e se compra c’è qualcuno che vende, guadagnando.
Ma le cose sono più complicate, perché non stiamo parlando di sport. Nasce tutto da lì, poi dilaga nelle palestre, a tutti i livelli. Dove, cioè, finisce la spinta a comprare, cappellini o steroidi, e dove c’è, invece, la volontà di avere, cappellini o steroidi?
E perché la Società americana si sposta verso un ideale di uomo sempre più mascolinizzato? Non solo, poiché l’intero pianeta si “occidentalizza”, questi fenomeni avvengono ovunque, come per l’obesità.
Secondo me le multinazionali non possono essere così forti, cavalcano e potenziano qualcosa che è dentro tutti noi. Voi, come me, siete parte del Sistema. Perché fate i pesi? Vi impone qualcosa qualcuno? Siete anche voi vittime sacrificali sull’altare del Profitto, pilotati come greggi decerebrati verso la macellazione? Ok per la teoria del complotto, ma così è troppo anche per un paranoico come me. Ho già tirato fuori gli alieni? No? Va bene, aspetto.Voi ragazzi verdi, tornate nelle vostre navicelle, dài… vi chiamo per il dolce.
E poi, perché gli steroidi sono considerati “barare”? Non ho trovato una risposta. Mi raccomando: non l’ho trovata semplicemente perché non ho accesso al materiale che mi serve, volete che non esista questa risposta? Ecco perciò la mia: per chissà quale motivo, legato a chissà quale schema arcaico ficcato nella nostra mente, lo “sport” deve essere una espressione della forza del singolo, che deve manifestarsi nella maniera più “naturale” possibile. Per qualche strano meccanismo ancora non abbiamo interiorizzato che potenziare i nostri ormoni è equivalente a mettersi tutta la roba che usano nel football americano.
Se ci pensiamo, sebbene io creda che usare gli steroidi sia “barare”, non c’è nessuna base oggettiva. E’ ben più oggettivo che facciano male. Non solo, pensiamo che sia sbagliato usarli anche per cambiare le nostre forme corporee, ma accettiamo che le donne si facciano massacrare in sala operatoria facendosi aspirare con una cannula il grasso corporeo. Perché?
Per lo stesso motivo per cui pensiamo che non sia barare per una donna rifarsi le tette, ma è assolutamente un imbroglio per un uomo avere delle protesi per ingrossare i pettorali. Io lo penso, voi lo pensate, ma non ci sarebbe in definitiva nessuna differenza.
La tristezza del film è che per uno che arriva al top, battaglioni interi di average Joe periscono lungo il tragitto. Una Società che pone aspettative incredibili, irraggiungibili, come valore sociale, crea sempre più, esponenzialmente, schiere di insoddisfatti problematici. E’ terribile che un intero sistema sociale metta al bando la maggior parte dei suoi cittadini, frustrandoli in quello che è, invece, la normalità di tutti: tutti noi siamo average Joe, perché non tutti possono arrivare al top. Se tutti arrivassimo al top, questo sarebbe, semplicemente, un average top.
Lo squallore è che tutto questo è perpetrato per il semplice profitto: le insoddisfazioni sono la spinta propulsiva al comprare, al far girare il denaro. Tutti possono tutto nella Terra delle Possibilità, perché possono accedere a tutto. Ma questo non basta. Però fa girare l’Economia e pace se c’è chi viene triturato nell’ingranaggio.
Questo non significa che la Società americana sia così marcia, ma che tutto quello che viene fatto vedere è una stortura, un eccesso di quel sistema sociale. E’ l’altra faccia di The Land of the Free and the Home of the Brave.
Adesso basta con le sociocazzate, perchè non sono di sicuro competente e poi, alla fine, sono i soliti discorsi da bar, anche quelli delle persone competenti.
Però, personalmente, avrei veramente paura ad essere un adolescente di qualche ***** di college americano, uno dei tanti average boys esistenti, un second place forever. Come non essere invogliato dall’utilizzare gli steroidi? Pensate che un ragazzino che crede di essere immortale si faccia spaventare dagli effetti collaterali? Dal fegato che si spappola o dal sangue che si riempie di colesterolo?
Cosa ***** gli frega della speranza di vita che si abbassa se è un loser e venderebbe l’anima al diavolo per essere cagato dalla fichetta della scuola per il ballo di fine anno… gli steroidi sono un mezzo di affermazione della propria identità, un mezzo per sopperire alle proprie insoddisfazioni.
Per questo le campagne di sensibilizzazione falliscono, sempre, miseramente. E per questo coloro che vedono negli utilizzatori di steroidi i peggior criminali in realtà sbagliano miseramente. Perché eliminate gli steroidi ma non le insoddisfazioni, e non avete ottenuto nulla, assolutamente nulla.
Ed è per questo che il cerchio per me si chiude. Perché ho sempre pensato che chi usa gli steroidi manifesta, semplicemente, una spinta interiore. Non ha senso proibirli, non ha senso legalizzarli. Non dovrebbero esistere, e basta.
Ma poiché ci sono, vanno gestiti. Perché se le insoddisfazioni sono la molla propulsiva dei singoli all’innovazione e al cambiamento, è l’eccesso di questa che crea persone infelici che ricorrono agli steroidi. Eh sì, le cazzate da strizza hanno valore. Il problema è che questa “gestione” è complessa, vanno educati i singoli, un processo lento e faticoso. Come? Boh… mica sono Freud! Le solite cose: modelli di riferimento, lavoro sulla personalità.
Ma per fortuna non ho la vocazione del missionario, e agisco solo su me stesso e su quelli intorno a me.
Guardate il film e Buon Santo Stefano! Fra un’ora avrò la casa invasa dai miei parenti, attenti al telegiornale che potreste sentire di una strage di massa, con quelle interviste “eppure mi sembrava una persona così tranquilla…”



df”, scaricare un po’ di roba, seguire i link dei link et voilà, anche voi potete farvi la vostra dispensina sugli steroidi.



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