Bene, ho letto. Sai cosa ne penso? Che non mi sembra niente di eccezionale ma forse uno dei peggiori articoli scritti da T. Non dice altro che per cercare il reclutamento di quante più fibre muscolari bisogna mettere in scaletta i vari esercizi, facendo precedere un lavoro "leggero" al wo vero e proprio. Nel wo poi adotta dei semplici accorgimenti all'esecuzione, giustamente ricercando un tut ed una escursione adatti per la stimolazione massima. Dal mio punto di vista è un po' una complicazione di una questione forse più semplice: le fibre, i motoneuroni, il snc reagisce in maniera differente a seconda della soglia di attivazione; dipende dall'impulso (grafico forza\tempo) che genera il muscolo, quindi intrinsicamente dalla forza con la quale sposta il carico, e cioè da quanti e quali fibre attiva. Nel farlo il snc ha un meccanismo di feedback eccezionale; basta pensare all'allenamento a onde di carico dove nell'ultima onda si può anche superare un peso che all'inizio sembrava inamovibile. La stimolazione e l'adattamento a generare un impulso adeguato avviene per gradi attraverso il feedback.
Nel trattato proposto dall'articolo si cerca di forzare questo feedback, un po' come quando si occa il front side bus del processore per aumentarne la frequenza; organizza la sessione in modo che il snc e i muscoli acquisiscano un potenziale sovrastimato per il lavoro ad alta intensità. Per conto mio dico che funziona ma è rischioso portare avanti una routine di questo tipo per più di un mesociclo (3 o 5 settimane consecutive).



Rispondi Citando


... Il discorso del turnaround point è interessantissimo, ma penso che sarebbero necessari mesi per imparare la tecnica e poterla padroneggiare. Comunque sia aspetto "I, Bodybuilder" con ansia!

Segnalibri