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Discussione: Circus Tyre Flip

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  1. #1
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    Tipi di trazione

    Un’altra caratteristica unica del tyre flipping, che non si ritrova negli esercizi con il bilanciere, è proprio l’ingombro della ruota che rende il movimento simile al sollevamento di oggetti voluminosi studiati nella Medicina del Lavoro: quale è la miglior tecnica di sollevamento per persone che ogni giorno devono tirare via da terra centinaia di scatoloni pesanti 15-25Kg?


    Detto in altri termini: quale fra i due “stili” del disegno scegliereste per sollevare la ruota? Molto probabilmente quello a sinistra, perché assimilate il tyre flipping allo stacco da terra, ma, incredibilmente, anche quello a destra è ritenuto valido per sollevare oggetti di questo tipo. Questo perché… non è uno stacco da terra.

    Per sollevamenti sub massimali e ripetuti nel tempo di oggetti ingombranti, la tecnica a sinistra è detta squat lifting, sollevamento da accovacciati, quella a destra è detta stoop lifting, sollevamento da chinati.


    A sinistra l’effetto del sollevamento con uno squat lifting: vi sollevate in verticale, la ruota “gira” e quando siete eretti, a differenza di un bilanciere, è ben lontana da voi.

    A destra uno stoop lifting dove spingete in alto e in avanti, “appoggiandovi” sulla ruota: sebbene possa sembrare che chi esegue così si disintegri la schiena, è proprio l’”appoggiarsi” alla ruota che rende il movimento efficace e “sicuro”.

    Ovviamente questi sono i casi al limite, dato che nessuno esegue il movimento senza spostare i piedi in avanti: ogni tyre flipper (bellina, dai…) avrà perciò una tecnica che oscillerà fra i due estremi. Se pertanto vedete qualcuno che fa il tyre flipping molto sbilanciato in avanti, non siate i soliti saccenti dispensatori di consigli nefasti su come prevenire ernie devastanti: riprendetevi e vedrete che anche voi, per quanto vi sforziate, non vi posizionerete come in uno stacco, perché questo non è uno stacco!

    Probabilmente, ma mi riservo ulteriori esperimenti, è il carico assoluto che determina la tecnica ottimale: sono convinto che al crescere del peso della ruota la tecnica più funzionale sia quella a sinistra, mentre con pesi relativamente bassi siano entrambe valide, a patto di mantenere la schiena compatta e alla sua naturale curvatura.

    Analisi del movimento


    E’ possibile schematizzare una singola ribaltata della nostra ruotona come nel disegno: la generazione di potenza avviene in un intervallo inferiore alla durata del ciclo stesso.

    Il movimento inizia con un vero burst di potenza per imprimere velocità alla ruota, poi questa potenza cala drasticamente quando girate le mani per crescere nuovamente nella fase di spinta: il grafico è qualitativo in quanto non ho di sicuro a disposizione un’analisi elettromiografica, ma è sicuramente plausibile.


    Mi sono ripreso durante l’allenamento che descriverò a breve, il grafico descrive i tempi delle varie fasi, con una fase di trazione che ha una durata di circa 9 decimi di secondo, stabile nel tempo, mentre il posizionamento per la ripetizione successiva è molto più variabile. Una ripartizione percentuale dei tempi medi delle varie fasi è la seguente.


    L’”impegno” in ogni ribaltata ha una durata pari a circa metà del tempo totale, nel resto del ciclo non c’è una spesa energetica rilevante.

    HIBTF – High Intensity Buffered Tyre Flipping

    Poiché la mia ruota non ha un peso adatto a allenare prettamente la forza, mi sono divertito in una serie di esperimenti di Interval Training che descriverò compiutamente in un altro articolo perché a mio avviso gli esiti sono stati molto interessanti, però un primo risultato vorrei raccontarlo.

  2. #2
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    Il fatto che una ribaltata abbia una spesa energetica nulla per metà dell’intero ciclo è un inaspettato pregio invece che un difetto! L’andamento della potenza generata in una serie di 6 ribaltate sarà pertanto simile al seguente:


    Una serie di ribaltate costituisce un allenamento “naturalmente” intermittente: per rovesciare la ruota dovete generare sempre e comunque potenza con tutta la catena cinetica posteriore, pena dover sbavare per spingerla via con contorsioni assurde, però fra una ribaltata e l’altra c’è una pausa forzata che permette di recuperare. In pratica il livello di intensità è modulato dall’esercizio stesso senza che voi dobbiate intervenire.

    Avete mai provato il Guerrilla Cardio o il Tabata, quelli con gli sprint di 30 secondi? Sono psicologicamente devastanti perché dovete letteralmente imporvi di correre per 30 secondi al massimo, 30 secondi che non passano mai, e dovete forzarvi ad andare più forte che potete.

    Sono, invece, molto meno stressanti circuiti in bicicletta dove si alterna salita, discesa, pianura: lo scopo è “solo” quello di proseguire, andare avanti e l’intensità è dettata dalle variazioni del percorso. Con la ruota accade proprio la stessa cosa.


    La tabella descrive l’allenamento svolto, una forma di gruppi di ladder: una serie è composta da sei ribaltate, 30 sec di recupero, 6+6=12 ribaltate di fila, 30 sec di recupero, 6+6+6=18, 30 sec di recupero e così via fino a 30 ribaltate. Seguono 60 sec di recupero, per poi ripetere lo schema per altre due serie, un totale di circa 40 minuti di attività.


    Il grafico delle mie pulsazioni evidenzia proprio le tre serie e all’interno di ognuna i singoli ladder (l’ultimo rettangolino è l’inizio di una quarta serie, abortito perché ero proprio scoppiato alla stragrande).

    Notate come le pulsazioni salgano e si mantengano stabili intorno a 170 battiti al minuto, il 95% della mia frequenza cardiaca massima che, per attività di questo tipo è veramente un risultato elevato.

    Notate anche la “coda” dei battiti dopo l’allenamento: rimane sopra i 100 battiti al minuto per quasi 25 minuti!

    In sintesi, dai risultati del mio modello, questo tipo di allenamento mi ha fatto consumare circa 500Kcal sopra il mio metabolismo basale, e quasi 90Kcal nei successivi 86 minuti, rivelandosi una buona alternativa all’aerobica classica quale la corsa per chi, come me, non può correre e principalmente si rompe le palle a correre.

    “Si ma…

    … stringi stringi questa ruota com’è?” Mettiamola così: è… divertente, un mix di rozzezza e abilità poiché è necessario essere veloci e potenti ma se sbaglio riesco comunque a scaraventare la ruota a terra, con un bel tonfo sordo e rumoroso, una soddisfazione incredibile.

    Afferrare i tasselli con un fiatone pazzesco e il cuore a palla, il sudore che bagna il copertone nero e caldissimo, il puzzo della gomma quando questa passa sotto le narici, tirare via da terra quell’affare, sentire che si solleva veloce, spingerlo via e sentire quel bang! per poi ripetere da capo tutto… è veramente notevole.

    I giorni seguenti sono stato rincriccato e dolorante in punti assurdi: i flessori delle mani mi facevano così male da scrivere tremando, le dita dolenti come per i reumatismi, i trapezi scassati, polpacci, chiappe, schiena paralizzati. Come sempre, il corpo umano si adatta e in qualche allenamento ho “sentito” chiaramente un miglioramento delle abilità necessarie per ribaltare la ruota in maniera più efficiente e i DOMS si sono attenuati alla grande.

    L’”allenamento funzionale”, con l’uso di “cose strane”, ha la capacità di coinvolgere alla grande: questo aspetto emozionale non viene mai adeguatamente rimarcato ma è ciò che rende così entusiasti chi lo pratica.

    Non è che serva specificatamente una fottuta ruota di trattore per svolgere un allenamento intermittente, potrei comprare due dischi olimpici di gomma da 25Kg e sostituire la ruota con una bella girata dove poi sbatto a terra il bilanciere, mi riposo per 2-3 secondi, mi riposiziono e riparto. Compresa la funzionalità da replicare, tutto è sostituibile con tutto ma ciò non significa che il divertimento sia equivalente, perché alla fine proprio di divertimento si tratta: dovessi chiudermi nel casotto a tirare un bilanciere da terra con un ***** Kg sopra per poi buttarlo a terra, attendere 3 secondi d’orologio e poi ripartire mi farebbe sentire un deficiente, usare la mia ruota invece no, tutto qua.

    Per chi è appassionato di pesi, questa roba è sicuramente una interessantissima novità, a patto di non farsi prendere la mano: sempre di “pesi” si tratta, pertanto integrare un tyre flipping all’interno di una preparazione atletica necessita di una ricalibratura dei volumi dell’allenamento e sinceramente sconsiglio questa roba a 3 mesi da una gara per chi pratica il powerlifting, perché l’impegno per la schiena è notevole anche se il recupero è molto veloce.

    Scoperto l’HIIT con la ruota, sarà difficile tornare all’abominevole cyclette invernale, perciò ora mi godo il resto dell’estate con il mio tyre (vedete, mi basta poco per essere felice…): adesso voglio sperimentare un po’ di “appesantimenti”, taniche, pesi, cemento…

    I “pesi” in senso lato sono veramente un universo immenso e inesplorato: ho imparato una cosa nuova, mi sono fatto una esperienza, so usare un nuovo strumento che si integrerà con i miei allenamenti quando lo riterrò opportuno.

    La novità è stata assimilata, è diventata ancora una volta… normalità.

  3. #3
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    lo sapevo, lo sapevo che avresti scritto qualcosa del genere!!!!
    quando mi hai detto questa cosa della ruota mi sono immaginato subito il nuovo thread!!!
    hahahaa, mi fai impazzire!
    Una volta ci si faceva il culo per vivere, ora è la vita a esser presa per il culo! [Heerokeem]

  4. #4
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    ...Si narra che Paolino con la sua forza abbia fatto volare la ruota e Uber con la fava l' ha battuta facendo uno strike intorno al globo...
    Scusate ma la dovevo scrivere...non volevo sporcare il 3d...
    Per il tyre flipping devo dire che ho sempre voluto provarlo, da quando l' ho visto sul sito della gym jones...

  5. #5
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    Ancora una volta un grande articolo...
    Il video di tuo suocero che trasporta la ruota sull'ape è bellissimo...
    un vero capolavoro di yuotube!
    ancora complimenti maxi quotone!

  6. #6
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    ah ah ah grazie,
    sono l'idolo dei deficienti del mio paesello ah ah ah

  7. #7
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    è un bel traguardo , io mi sono permesso di mettere il link sul mio blog se disturba lo cancello
    http://kettlebellifting.blogspot.com/

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Siamo nati nel 1999 sul Freeweb. Abbiamo avuto alti e bassi, ma come recita il motto No Pain, No Gain, ci siamo sempre rialzati. Abbiamo collaborato con quella che al tempo era superEva del gruppo Dada Spa con le nostre Guide al Bodybuilding e al Fitness, abbiamo avuto collaborazioni internazionali, ad esempio con la reginetta dell’Olympia Monica Brant, siamo stati uno dei primi forum italiani dedicati al bodybuilding , abbiamo inaugurato la fiera èFitness con gli amici Luigi Colbax e Vania Villa e molto altro . . . parafrasando un celebre motto . . . di ghisa sotto i ponti ne è passata! ma siamo ancora qui e ci resteremo per molto tempo ancora. Grazie per aver scelto BBHomePage.com
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