Tipi di trazione
Un’altra caratteristica unica del tyre flipping, che non si ritrova negli esercizi con il bilanciere, è proprio l’ingombro della ruota che rende il movimento simile al sollevamento di oggetti voluminosi studiati nella Medicina del Lavoro: quale è la miglior tecnica di sollevamento per persone che ogni giorno devono tirare via da terra centinaia di scatoloni pesanti 15-25Kg?
Detto in altri termini: quale fra i due “stili” del disegno scegliereste per sollevare la ruota? Molto probabilmente quello a sinistra, perché assimilate il tyre flipping allo stacco da terra, ma, incredibilmente, anche quello a destra è ritenuto valido per sollevare oggetti di questo tipo. Questo perché… non è uno stacco da terra.
Per sollevamenti sub massimali e ripetuti nel tempo di oggetti ingombranti, la tecnica a sinistra è detta squat lifting, sollevamento da accovacciati, quella a destra è detta stoop lifting, sollevamento da chinati.
A sinistra l’effetto del sollevamento con uno squat lifting: vi sollevate in verticale, la ruota “gira” e quando siete eretti, a differenza di un bilanciere, è ben lontana da voi.
A destra uno stoop lifting dove spingete in alto e in avanti, “appoggiandovi” sulla ruota: sebbene possa sembrare che chi esegue così si disintegri la schiena, è proprio l’”appoggiarsi” alla ruota che rende il movimento efficace e “sicuro”.
Ovviamente questi sono i casi al limite, dato che nessuno esegue il movimento senza spostare i piedi in avanti: ogni tyre flipper (bellina, dai…) avrà perciò una tecnica che oscillerà fra i due estremi. Se pertanto vedete qualcuno che fa il tyre flipping molto sbilanciato in avanti, non siate i soliti saccenti dispensatori di consigli nefasti su come prevenire ernie devastanti: riprendetevi e vedrete che anche voi, per quanto vi sforziate, non vi posizionerete come in uno stacco, perché questo non è uno stacco!
Probabilmente, ma mi riservo ulteriori esperimenti, è il carico assoluto che determina la tecnica ottimale: sono convinto che al crescere del peso della ruota la tecnica più funzionale sia quella a sinistra, mentre con pesi relativamente bassi siano entrambe valide, a patto di mantenere la schiena compatta e alla sua naturale curvatura.
Analisi del movimento
E’ possibile schematizzare una singola ribaltata della nostra ruotona come nel disegno: la generazione di potenza avviene in un intervallo inferiore alla durata del ciclo stesso.
Il movimento inizia con un vero burst di potenza per imprimere velocità alla ruota, poi questa potenza cala drasticamente quando girate le mani per crescere nuovamente nella fase di spinta: il grafico è qualitativo in quanto non ho di sicuro a disposizione un’analisi elettromiografica, ma è sicuramente plausibile.
Mi sono ripreso durante l’allenamento che descriverò a breve, il grafico descrive i tempi delle varie fasi, con una fase di trazione che ha una durata di circa 9 decimi di secondo, stabile nel tempo, mentre il posizionamento per la ripetizione successiva è molto più variabile. Una ripartizione percentuale dei tempi medi delle varie fasi è la seguente.
L’”impegno” in ogni ribaltata ha una durata pari a circa metà del tempo totale, nel resto del ciclo non c’è una spesa energetica rilevante.
HIBTF – High Intensity Buffered Tyre Flipping
Poiché la mia ruota non ha un peso adatto a allenare prettamente la forza, mi sono divertito in una serie di esperimenti di Interval Training che descriverò compiutamente in un altro articolo perché a mio avviso gli esiti sono stati molto interessanti, però un primo risultato vorrei raccontarlo.








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