Valerio centra uno dei “nostri” obbiettivi, che io e lui abbiamo in comune: 4 rotelle rosse per parte nello squat e 5 nello stacco. Valerio mette la tacca sulle 4! I 220 con l’ultimo disco blu erano troppo brutti da lasciare come risultato finale! Peccato i 270 mancati nello stacco per una mano che si apre. Ah… a Valerio la panca sta sulle palle ah ah ah e si accontenta di un 135 dovuto solo ad una condotta tranquilla. Nel momento in cui gli entrerà l’occhio anche in questo esercizio i Kg decolleranno sicuramente. E’ stato un piacere farti l’assistenza, essere dietro di te l’attimo prima dell’entrata in pedana!

Il Cinghio poi compie un’impresa mitologica, con 330 di squat, belli, profondi e sicuri come mai aveva fatto, 275 di panca alla velocità con cui io faccio 60Kg (e non è uno scherzo) e un bello stacco a 310Kg. Silvio è migliorato tantissimo, ha corretto una marea di difetti, e si sta dimostrando un atleta completo e non solo uno specialista nella panca. Ha tentato i 286.5 di panca, che sarebbe stato record MONDIALE, non li ha chiusi ma… ok, basta che porta male. Guardate i video degli allenamenti e capirete.

Che dire… è come un film, no? Un ragazzo che da un posto in culo ai lupi (Todi non è il centro del mondo eh…) arriva al top del Powerlifting IPF. Sono convinto che al microscopio elettronico a scansione vedremmo nella spirale del DNA di Silvio la scritta Eleiko, ma Silvio è… di più di questo, perchè oltre le doti ha la grinta per metterle a frutto, non si accontenta mai, non dilapidando il talento..

Infine, ho avuto l’onore di assistere Enrico nella sua gara, e vederlo realizzare i suoi personali. 300 di squat da paura come solo lui sa fare, marmoreo prima di partire, tenuta di schiena da paura in risalita. I 310 verranno, del resto 20Kg di miglioramento sui massimali in gara sono tantissimo per un atleta di alto livello. Dopo, mi toppa i 160 di panca nel riscaldamento… cioè… andare fuori di panca con un peso basso è da stronzi, suvvia. Poi invece chiude a 180, eguagliando il suo record.

Dopo un velocissimo riscaldamento tipo 120-170-220-250 entra a 270 volati sul soffitto, poi con 280 eguaglia il suo precedente record. Infine, dei bellissimi 290. Io penso che i 300 ci fossero ma… il rischio era grosso. Ora il consiglio del dottor Paolino è di riposare e basta: se la spalla va a posto i 200 con supermaglie sono alla portata, facili. E gli 800 di totale a portata di mano. Per la mia esperienza anche nell’atletica ci sono dei momenti in cui un risultato ne tira altri, perchè quando certe aspettative sono appagate l’atleta si sblocca. E il ***** di squat con il 3 davanti è venuto.

Enrico si merita tutti i Kg delle sue potenzialità, se li merita per tutto quello che fa, per il sito federale, per essere l’allenatore un po’ di tutti noi virtual-PL, perchè è sempre stato disponibile con me e se mi toppava quei 300 quasi mi sarei messo a piangere. Fanculo, li ha fatti e io sono contentissimo!

Ed ecco la mia gara.

Arrivo al palazzetto, vedo la pedana, le persone nella zona riscaldamento. Sento l’emozione ma molto controllata: mi sento… a casa. Mi scopro essere un atleta “navigato”, uno che sa cosa aspettarsi e perciò non ho le ansie e le paure di anni fa: è possibile allenare anche la gara, un concetto che non riesco mai a spiegare bene.

Sono emozionato, ma non sono teso. Questa gara è importante ma è un di più, essere in pedana è ben oltre le mie aspettative di quest’anno dove ho bene o male ottenuto quello che volevo.

Chiacchiero con gli amici, c’è Ivo il mio compagno di gara. Infine, arrivano Enrico e Valerio, perciò è come avere il pilota automatico dato che penseranno a tutto loro.

Gareggio “raw” e non “geared”. Il sangue delle discussioni raw vs geared gronda da tutti i server dei forum tematici, per quello che mi riguarda, io gareggio per ora così a causa di impedimenti logistici: sono sempre solo, e per usare questa roba si deve essere in due. Perciò mi considero un lifter inferiore, non posso esprimere il mio potenziale, non posso sapere quando sia bravo o meno nell’uso di questa roba. Però l’alternativa è non giocare, e allora gioco così.

Mi inizio a scaldare per lo squat, le sensazioni sono buone ma non ottimali, snocciolo i grani del solito rosario consumato da centinaia di allenamenti. 50, 90, 110, 130, 150 sono paralleli e mi innervosiscono. I 170 vanno tranquilli, decisi.

Come sempre, non so niente degli altri, chi c’è, chi non c’è, quanto fanno. Nemmeno so quanto fa di preciso lo Zio, perchè mi estraneo dal mondo.

Entro a 180, non voglio fare l’eroe a 190 che poi li toppo e devo recuperare. La prima di squat è ad alto tasso di s*******mento, perchè ci vuole subito un bel feeling con la pedana, altrimenti sei fritto. Enrico e Valerio sono dietro di me, mi urlano “le solite cose che ci diciamo sempre”, ma sono le “solite cose” necessarie e se non me le urlano rendo molto meno.

L’area della pedana è sempre immensa e vuota, non vedo i dischi, non vedo i giudici laterali ma solo il centrale, non vedo i dischi ma solo la barra al centro. L’afferro, entro sotto. Sento i laterali d’assistenza che si chiudono su di me per proteggermi da qualsiasi pericolo, il centrale è Sandro e mi stringe per aiutarmi ad uscire. Sono 180Kg, dei luridissimi e fottutissimi 180kg di *****, questo penso, li ho fatto tante volte e li devo divorare per entrare in gara.

Stringo le mani, indurisco la schiena, respiro, blocco e stacco. Indietro, fermo, sento Enrico che urla, Sandro mi lascia, è come essere in caduta libera. Lo squat raw fa sentire proprio nudi, nemmeno una tuta sulle ginocchia a dare una sensazione di contenimento. Squat! Respiro, affondo prendendo l’assetto, mollo alla fine, inverto, serro le ginocchia. A posto! 3 luci bianche, sono in gara.

Chi in terza alzata prova un record vive la seconda in maniera molto particolare: è necessario farla perchè il salto di Kg sarebbe troppo, ma si vorrebbe sentire “facile” per avere le giuste sensazioni nella prova successiva, dove spari il tutto per tutto. Facile mollare la tensione e andarci tranquilli, tanto la prima è andata. Se poi l’alzata è difficile allora la testa può giocare brutti scherzi, rendendo impossibile la terza prova. I 190 sono identici ai 180 ma-non-proprio, leggermente più combattuti.

Dico ad Enrico di dare in terza i 200, che sono “il numero con il 2”, il sogno di un ragazzo di 23 anni che iniziò a fare squat con dei pesi gommati in un casotto di lamiera. Li ho inseguiti da sempre, mi sono sempre sfuggiti, li ho fatti una sola volta in allenamento, e adesso li riprovo in pedana. Dio se li voglio fare… Enrico parla come solo lui riesce, ho un minuto di tempo, non ho le fasce o il corpetto che non so gestire, ho un’assistenza da paura che mi supporta. Perciò rimaniamo solo io e 200Kg di ghisa verniciata, in questa strana forma di meditazione e di ricerca di se stessi.

Schiodo i 200, non pesano. Vado indietro, le frazioni di secondo prima del via sono interminabili. Squat! Affondo bene, risalgo ma vado in avanti, come un rimorchio che scarica la terra, è la paura del peso. Sibilo un grido ma tengo e recupero di schiena mantenendo le spalle dure, sento le urla a destra, Enrico e Valerio. Serro le ginocchia e viene l’”a posto”. 3 luci bianche, urlo e abbraccio Enrico.

Ci ho messo 17 anni ma adesso ho 200Kg di squat, davanti a 3 giudici FIPL/IPF e perciò validi in tutto il mondo. Ancora non ci credo e mi sento svuotato: non ho più stimoli,che senso ha fare 205 o 210?

La panca è tranquilla, senza maglia non ci sono incertezze. Il pettorale non fa male, perciò i 100 del riscaldamento vanno facili. Entro a 110, devo “solo” non farmi buttare fuori. Il press è corretto, né troppo, né poco. Chiudo facile, 3 luci bianche.

Devo dire che la panca con il press del giudice è molto bella: difficile e rigorosa. Sono finite le discussioni su quanto il fermo fosse valido o meno, grazie ad una soluzione molto da ingegneri che in fondo a me piace: se dobbiamo discutere sul fermo, allora tu parti quando lo dico io. Punto.

Ridendo e scherzando, chiudo 115 e poi 120Kg, un risultato stratosferico, fantastico e incredibile se penso che l’anno scorso in questa stessa seduta ero a 6×2x40Kg. Perciò…grazie Valerio, adesso ci credo a quello che dicevi, l’anno scorso volevo crederci. Ho la certezza, assoluta, che il prosimo anno farò 130 e forse anche 135: il corpo umano ha capacità di recupero immense e posso tornare quello di prima anche con una striscia di tetta e qualche stabilizzatore in meno.
Inizia la mia gara, lo stacco. L’altro motivo per cui sono qua. Ho dei progetti per il 2009 e questa gara mi darebbe un bel feedback: il top sarebbero i 5 dischi rossi per parte, 275Kg. So di poterli fare, e sono venuto per farli.

Il riscaldamento non restituisce belle sensazioni. I 150 non sono “leggeri” come vorrei. I 170 si, i 210 anche. Ai 230 ho un piccolo sbilanciamento in avanti, perchè sono stanco e la schiena tiene meno. Lo sento io dall’interno, dall’esterno Enrico mi dice che sono perfetti. Che faccio? Lascio 250 o calo a 240? Per fortuna Enrico e Valerio non mi fanno decidere: lascio 250.

Lo stacco è veramente la prova più bella da farsi: il bilanciere è a terra, puoi partire quando vuoi, non ci sono paure strane, comandi di gara strani: sollevi, un tizio dice “giù” e riappoggi. Mi chiamano in pedana, mi fermo davanti al bilanciere, posso fare con calma. Non voglio avere sorprese da questi 250 che, assolutamente, devono volare. Afferro, stringo fortissimo, mi piego e contraggo la schiena. Spinta, oplà, meglio dei 230.

Dichiaro i 262.5, un peso assolutamente disgustoso con quei 2.5Kg da signorine, ma voglio provare il salto di 12.5 in 12.5. Di nuovo una seconda prova di passaggio, necessaria quanto stressante. E se non vanno? E se non sono veloci? E se… ma è di nuovo il momento. Non ci sono più problemi di uscita di gara, sono più rilassato. Di nuovo lo stesso film, solo la pellicola è 12.5Kg più pesante. Combatto di più, sono pesanti nel modo sbagliato, i 5 dischi rossi per parte evaporano come neve al sole ed è inutile fare gli sboroni che poi rimango con duecentosessantaduechilogrammiemezzo pucci pucci. Vada per il 270.

Eccoci per la terza prova, l’ultima. Cintura, magnesio, le “solite cose” sparate nell’orecchio, Enrico mi mette le mani sulle spalle, entro e lui urla da dietro, sono davanti al bilanciere. Sento le pulsazioni nel petto e nelle orecchie, mentre sono in piedi mi visualizzo in macchina soddisfatto e rilassato ma anche che mi girano le palle, a spiegare che è stato un bel risultato ma peccato per quei 270 oppure a scrivere che sono stato un grande. Tutto in millesimi di secondo.

Afferro, non capisco niente, non riesco a pensare a niente, alla schiena, ai piedi, a un ***** di nulla se non che vorrei mettermi in piedi con quel pezzo di ferro fra le mani, con tutte le mie forze. Mi piego, spingo, il bilanciere sale ma pianissimo e tremo tutto ma… sale, quel figlio di ******* bastardo non vuole salire ma però sale e io non lo mollo quel bastardo anche se a metà coscia mi si pianta nel quadricipite e mi sembra che vada giù e sarebbe nulla io non lo mollo quel testa di ***** rotto in culo non lo mollo e chiudo l’alzata e ********** anche se è nulla io l’ho chiusa l’alzata dài dillo quel ***** di “giù” non lo mollo ci volessero dieci minuti non lo mollo ma dillo ti prego… e il giudice lo dice, “giù”.

***** sarà successo… mi volto meccanicamente verso le luci, 3 bianche! Urlo non so che cosa, tutti urlano, Enrico è contento. Non era nulla, il bilanciere si è fermato ma non è sceso, ho fatto 270 di stacco!

Chiudo a 200-120-270, totale 590. I 600 (due volte il numero di Sparta, la Cabala è fondamentale…) saranno per un’altra volta. Nella Raw Powerlifting Association sarei classificato Master.

Tutti si complimentano, Claudio ed Enrico mi dicono di sedermi e rilassarmi, poi mi fanno i complimenti perchè ho vinto la categoria Master 1. Favorito e Bettati, i colossi di questo sport sono andati fuori nella panca da quanto capisco, a dimostrazione che la pedana è sempre la pedana, per me outsider come per dei campioni stellari come loro.

Durante la premiazione Sandro come sempre ha delle belle parole per me, ricorda il mio infortunio, è sincero come sempre. Sul podio sono emozionato perchè sono con Fabio, che in gara ha battuto il record italiano Master 1 di panca con 190Kg. Fabio è la persona che mi ha fatto conoscere il Powerlifting invitandomi a provare: essere insieme a lui, che è contento per me, è bellissimo e completa una giornata incredibile.

Adesso, un po’ di buoni propositi. Due settimane di purga completa dal Powerlifting, sono in overdose. Poi inizierà la preparazione per il Campionato Italiano di Stacco. Comprerò il corpetto da stacco più pauroso e supercompresso che esiste e gareggerò più bardato possibile, un mecha-Paolino: non ha senso lasciare sulla rastrelliera dei Kg che il regolamento mi permetterebbe. Se va come deve andare, dài, riproveremo anche le fasce nello squat.

Però, c’è tempo… ora il meritato riposo di una settimana. Come? Avevo detto due? Ecco, lo sapevo..


Squat e panca


Stacco