4) Tabelle di punteggio.
Nell’ambito del biathlon - come è noto - non ci sono le categorie di peso e questo ha spesso comportato diversi problemi nei punteggi di riferimento.
La FIPCF, come prima la FILPJK e la FILPJ, aveva sempre adottato la tabella Sinclair ( in uso, da tempo remoto, nel sollevamento pesi) che sembrava meglio di altri compararsi, per unità di misure base, alla tabella svedese in uso per la prova di corsa. Al contrario, il tentativo episodico di usare la Schwartz, alcuni anni or sono, aveva ingenerato parecchi problemi e discussioni.
Tuttavia, già nel 2005, la FIPCF decise di modificare immotivatamente lo sviluppo dei coefficienti numerici della Sinclair.
Il vero clou di tutta l’operazione è stato però raggiunto nel 2006: con mossa repentina e sottaciuta, la Federazione pensò bene di modificare i coefficienti numerici della tabella in uso a seconda della classe di età di cui dovevasi stilare la classifica!
In altre parole - per fare degli esempi pratici riferiti all’ultimo Campionato italiano di biathlon 2007 - se lo specialista napoletano Cacciapuoti, nato nel ’69 e quindi senior, ad un peso corporeo di kg.84,5 si vedeva attribuire un coefficiente di partenza pari a 1,1897… il veneziano Zampieri, classe ’62 e dunque master A, ad identico peso, partiva con un coefficiente pari a 1,4157.
L’iniziativa sconclusionata e farraginosa non avrebbe forse causato altri effetti pratici, a parte quelli di una deprecabile immagine, se le classifiche fossero rimaste sempre separate; in realtà, mancando appunto le categorie di peso, si doveva alla fine procedere all’attribuzione del vincitore Assoluto tra le varie classi di età (miglior risultato tecnico) e, ovviamente, si avevano risultati sorprendenti e falsati.
Cosicché il viterbese Meschini - forte atleta e bravissima persona, che conosco da anni – con 78,2 kg di peso e quindi solo 6 chili in meno di Cacciapuoti, però 45enne, si è visto attribuire il coefficiente di 1,4755 (partendo cioè dall’unità di misura dei master A, vd. sopra Zampieri) e si è trovato con 150kg. di alzata contro i 188 di Cacciapuoti (cioè quasi 40 chili in meno!) ad un quasi analogo punteggio (221 contro 223), avendo poi buon gioco con la corsa a vincere il titolo italiano, che chiaramente non avrebbe mai potuto aggiudicarsi se i coefficienti di riferimento fossero stati senz’altro diversi da peso a peso ma sviluppati per tutti allo stesso modo.
Un esempio ancor più eclatante riguarda l’amico Carmelo Marraffa (sto citando nomi e cognomi di atleti con i quali ho notevole confidenza): classificatosi solo 4° tra i master B, con un peso corporeo di kg.61.5, un’alzata di 98kg, un tempo in corsa di 11’34”; egli avrebbe miracolosamente ottenuto identica posizione tra i seniores staccando il 5° di quasi 15 punti, nonostante questi pesando solo 5 chili in più ne sollevasse 20 di più e lo battesse nella corsa.
Si pensi che il Marraffa, ad un ricordato peso corporeo di 61.5kg., partiva con un coefficiente pari a punti 1,7975 laddove il giovane Aquilanti (2° cl.to senior), nonostante fosse ancor più “leggero” - solo 57 chili - aveva un coefficiente inferiore pari a 1,5365….solo perché l’amico Carmelo era “fortunato” ad avere 49 anni!
Queste illogiche progressioni non si limitano a creare scompensi e disparità nella classifica assoluta – tutto sommato rilevante solo per una ristretta cerchia di atleti - ma alterano visibilmente tutte le classifiche per categorie di età. Infatti, alle siffatte tabelle per la prova di panca non corrisponde analoga modifica analitica dei coefficienti riservati alla prova di corsa; pertanto, col crescere dell’età (da senior a master A, B, C, ecc), la differenza in termini di punteggio tra le due specialità del biathlon è sempre più evidente: cosicché, laddove tra gli juniores è possibile anche solo presentarsi con una bench press mediocre per puntare ingiustamente tutto sulla corsa, altrettanto sperequativamente, nelle categorie degli atleti “anziani”, una ottima prova di bench press garantisce al suo autore un vantaggio che l’avversario non può colmare se non con una prestazione atletica di valore mondiale!








Inutile sottolineare come le cervellotiche ed impresentabili determinazioni di abolire il “fermo” nella prova di panca e stravolgere le tabelle di punteggio nella corsa - sancite entrambe contemporaneamente nel 2006 - abbiano definitivamente spinto me ed altri ad abbandonare il biathlon e la bench press targati FIPCF, nonostante che da “vecchietto” quale ormai sono (e qualora non avessi temuto il ridicolo) avrei potuto essere agevolato da quelle iniziative; le quali, peraltro, strambe ed evidenti agli occhi di tutti gli addetti ai lavori, possono trovare l’unica plausibile spiegazione nel goffo tentativo di voler, ad ogni costo, accontentare qualcuno nell’assegnazione dei punteggi a squadre, validi ed utili anche per la forza decisionale che rappresentano in occasione delle votazioni assembleari.
I calcoli sopra riportati possono facilmente essere replicati e verificati, sul sito FIPCF, da chiunque abbia voglia e tempo di controllare le classifiche - ed i relativi punteggi che le hanno determinate - dell’ultimo Campionato Italiano di Biathlon atletico.


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Spero vivamente di essere riuscito a trasmettere, nella forma più chiara possibile, l’analisi della situazione sopra illustrata; mi impegno, d’altro canto, a fornire qualsivoglia ulteriore spiegazione, disamina e riflessione, che sia nelle mie capacità, a qualunque utente, operatore, amatore lo desideri.
Nel frattempo, auguro sinceramente ai giovani atleti che si affacciano a questo appassionante mondo di raccogliere in futuro soddisfazioni e gratificazioni in eguale misura – ma, perché no, anche di più! – a quelle da me ottenute, prima nel biathlon atletico (per 23 anni), poi nella bench press ( ancora adesso), quindi nel PL (come tecnico di giovani agonisti); rivolgo altresì a tutti, indistintamente, il più caloroso saluto di “good lift” pesante, da parte di……….Tonymusante,

la forza sia con voi.