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Discussione: Anatomia di una ripetizione – Parte 4 - Miti assurdi sulle fibre colorate

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  1. #1
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    Ma anche in questo caso dovete stare ancor più attenti! La “forza” è una qualità complessa e dipende da moltissime caratteristiche muscolari ma anche nervose: uno con poche fibre bianche ma con un sistema nervoso così efficiente da farle contrarre tutte insieme salterà più in alto di uno che ha più fibre dell'altro soggetto ma un sistema nervoso più inefficiente.
    Analogamente, ci sono persone che vogliono trasformare le tipologie di fibre e quando migliorano (forza o ipertrofia che sia) stabiliscono che ciò è successo. Anche questo è un assurdo.

    Chi fa i 100 metri ha molte fibre bianche


    Vorrei smontare un'altra leggenda metropolitana: quella delle fibre negli sport. Ecco una tabellina, sempre raccattata da Internet (sempre sul sito di Stelvio Berardi)

    Anche in questo caso dobbiamo stare attenti a come queste informazioni sono state determinate, chi era il campione etc etc, cioè tutte le regoline del bravo ipercritico che mai invitereste a cena perchè vi fareste due palle come un camion di bocce da bowling.

    In giallo ho evidenziato i centometristi, i sollevatori di peso, i bibbers e.... i calciatori. Abbiamo tutti le stesse percentuali di fibre, incredibile... Ok, i centometristi un po' di più, ma non credo che questo 5% sia rilevante. Gli sciatori di fondo e i fondisti dell'Atletica hanno le percentuali di fibre veloci più scarse di tutti.

    Notate che questa tabella quantifica quello che già sappiamo: i fondisti sono secchi, i velocisti sono grossi. E' chiaro che la tipologia di fibre influenza la dimensione muscolare, ma c'è la tendenza ad esaltare questa affermazione a livelli che non sono corretti: sembra che sia lo sport a creare il tipo di fibre di una persona!

    Per quanto una percentuale di fibre sia convertibile in un tipo o in un'altro, non è l'attività sportiva in se che determina una alterazione così drammatica. Se questa conversione avvenisse in maniera massiccia, un centometrista che si dà alla maratona diventerebbe secco e, viceversa, un maratoneta grosso (ok, ho semplificato ma avete capito).

    In altre parole, dire che “i 100 metri creano fibre veloci” è l'equivalente di “la pallacanestro rende alti” o “la ginnastica rende bassi”...

    Quello che succede è che la selezione naturale di ogni sport prevede che vadano avanti solo quelli dotati di certe caratteristiche, per poi esaltarle ulteriormente. Guarda caso, per i 100 metri sono necessarie le fibre bianche e per la maratona le fibre rosse.

    Ma, come la tabella evidenzia, sollevatori di peso grandi e grossi, ballerini della pista quali i 100 metristi e... calciatori che fanno scatti con il pallone hanno TUTTI lo stesso tipo di fibre. Ma sappiamo benissimo che poi le differenze sono altre! Ogni sport seleziona un insieme di caratteristiche premianti individuali, non una singola componente.

    Tipologie di fibre e sport sono correlati. Ma, come sempre, correlazione non implica un legame causale. Altrimenti se ciò fosse vero, un culturista grosso sarebbe un bravo calciatore. Non fissatevi sulle fibre muscolari: potete eccellere in quello che vi piace indipendentemente dalle vostre tipologie di fibre, le vostre potenzialità fisiche vanno osservate nel globale.

    Ma se le fibre muscolari non sono l'unico elemento determinante, che senso ha fissarsi su questo unico aspetto? Nei vari sport, infatti, nessuno se le fila e nessuno si allena in base al tipo di fibra poiché quello che è richiesto è compiere un “gesto tecnico”, complesso e che richiede moltissime qualità fisiche e psicologiche.

    Come vengono attivate le varie tipologie di fibre muscolari

    L'attivazione delle fibre muscolari per generare un certo livello di tensione muscolare è detta reclutamento. Il metodo utilizzato dal corpo umano per questa operazione è un piccolo gioiellino di ottimizzazione energetica, da rimanere affascinati.


    Questa specie di fetta di salame dovrebbe rappresentare una sezione muscolare composta dalle varie tipologie di fibre. Quelle piccole e rosse sono le ST, quelle violacee le FTa, quelle azzurre le FTb. Le lettere indicano i gruppi di fibre muscolari innervate dallo stesso motoneurone, perciò ad ogni lettera corrisponde una unità motoria. Come visto precedentemente, la composizione risulta sufficientemente omogenea nei tipi di fibre.


    La linea tratteggiata rappresenta la forza che viene richiesta al vostro muscolo per contrastare un peso, per mantenere una postura, per saltare o per qualsiasi altro motivo. Inizialmente è richiesto un livello di forza molto basso, tale per cui è sufficiente che si contraggano le fibre dell'unità motoria A che innerva fibre lente.

    Dopo un certo intervallo di tempo la forza richiesta cresce. A questo punto è necessario attivare altre fibre muscolari. La strategia del corpo umano è quella di utilizzare le fibre “a salire”, prima quelle più deboli, poi quelle più forti. Perciò si contrarranno le fibre innervate dell'unità motoria B, ma non sono sufficienti, da cui l'attivazione della C.

    Il livello di forza richiesto è comunque tale da essere soddisfatto con le fibre lente. Questo tipo di attivazione permette perciò di ottimizzare la durata della contrazione: le fibre rosse-deboli-lente-poco ipertrofizzabili sono però quelle che riescono a mantenere la contrazione più a lungo. Se si fossero attivate le fibre FTb, magari ne avremmo utilizzate meno perchè più forti, ma la forza complessiva sarebbe stata generata per meno tempo dato che si “stancano” prima.


    Sottolineo un aspetto importante: non è detto che si debbano contrarre TUTTE le fibre di un certo tipo, ma nel tempo ci sarà una alternanza di fibre contratte e altre rilassate. Immaginiamo di prolungare il tempo in cui sia necessario produrre forza. Ad un certo punto le fibre dell'unità motoria A raggiungono il loro tempo massimo di contrazione (cioè esauriscono il loro ATP e non possono più mantenere la contrazione), pertanto si decontraggono per la legge del tutto-o-niente.

    A questo punto si attivano le fibre dell'unitàmotoria D per mantenere il solito livello di forza richiesto. Nel tempo si stancheranno anche le fibre B che saranno rimpiazzate dalla contrazione nuovamente delle fibre A che si sono “riposate”. Perciò il ciclo continua, ABCD, fino a che non è necessario continuare a generare forza o fino a che il sistema è in equilibrio: la produzione continua di ATP comporta sempre anche l'incremento di “scarti metabolici” e intervengono altri meccanismi che causano “fatica”, pertanto alla fine un gruppetto di fibre non sarà sostituito con niente e il muscolo produrrà meno forza di quanto è richiesto.

    Importante: ricordiamoci che il livello di forza necessario è tale per cui non vengono coinvolte altre tipologie di fibre. Per quanto le nostre fibre lente possano essere stanche, nessuna fibra di tipo II verrà attivata. Questo perchè, come detto, le fibre si attivano “a salire”, sulla base del loro livello di forza che possono generare.

    Se siete sufficientemente magri potete osservare le vostre fibre alternarsi facendo ad esempio una contrazione isometrica dei bicipiti con un manubrio da 5Kg in mano e tenendola per un tempo sufficientemente lungo da stancare le fibre muscolari: dovreste vedere sotto la pelle una specie di “onda” data proprio dall'alternanza con cui le fibre si contraggono e si rilassano. Poi, se non vi riesce, che vi devo dire... a me si vedono eh eh eh.


    Supponiamo ora che sia necessario produrre ancora più forza: si attivano comunque tutte leunità motorie composte da fibre lente (A, B, C, D) ma poi iniziano ad attivarsi anche quelli delle fibre intermedie che possono produrre più forza, pertanto i motoneuroni E ed F, che si attivano sempre “a salire”.


    Infine, quando la forza richiesta diventa massimale, si ha l'attivazione di tutte le fibre muscolari comprensive di quelle FTb.

  2. #2
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    Ma anche in questo caso dovete stare ancor più attenti! La “forza” è una qualità complessa e dipende da moltissime caratteristiche muscolari ma anche nervose: uno con poche fibre bianche ma con un sistema nervoso così efficiente da farle contrarre tutte insieme salterà più in alto di uno che ha più fibre dell'altro soggetto ma un sistema nervoso più inefficiente.
    Analogamente, ci sono persone che vogliono trasformare le tipologie di fibre e quando migliorano (forza o ipertrofia che sia) stabiliscono che ciò è successo. Anche questo è un assurdo.

    Chi fa i 100 metri ha molte fibre bianche


    Vorrei smontare un'altra leggenda metropolitana: quella delle fibre negli sport. Ecco una tabellina, sempre raccattata da Internet (sempre sul sito di Stelvio Berardi)

    Anche in questo caso dobbiamo stare attenti a come queste informazioni sono state determinate, chi era il campione etc etc, cioè tutte le regoline del bravo ipercritico che mai invitereste a cena perchè vi fareste due palle come un camion di bocce da bowling.

    In giallo ho evidenziato i centometristi, i sollevatori di peso, i bibbers e.... i calciatori. Abbiamo tutti le stesse percentuali di fibre, incredibile... Ok, i centometristi un po' di più, ma non credo che questo 5% sia rilevante. Gli sciatori di fondo e i fondisti dell'Atletica hanno le percentuali di fibre veloci più scarse di tutti.

    Notate che questa tabella quantifica quello che già sappiamo: i fondisti sono secchi, i velocisti sono grossi. E' chiaro che la tipologia di fibre influenza la dimensione muscolare, ma c'è la tendenza ad esaltare questa affermazione a livelli che non sono corretti: sembra che sia lo sport a creare il tipo di fibre di una persona!

    Per quanto una percentuale di fibre sia convertibile in un tipo o in un'altro, non è l'attività sportiva in se che determina una alterazione così drammatica. Se questa conversione avvenisse in maniera massiccia, un centometrista che si dà alla maratona diventerebbe secco e, viceversa, un maratoneta grosso (ok, ho semplificato ma avete capito).

    In altre parole, dire che “i 100 metri creano fibre veloci” è l'equivalente di “la pallacanestro rende alti” o “la ginnastica rende bassi”...

    Quello che succede è che la selezione naturale di ogni sport prevede che vadano avanti solo quelli dotati di certe caratteristiche, per poi esaltarle ulteriormente. Guarda caso, per i 100 metri sono necessarie le fibre bianche e per la maratona le fibre rosse.

    Ma, come la tabella evidenzia, sollevatori di peso grandi e grossi, ballerini della pista quali i 100 metristi e... calciatori che fanno scatti con il pallone hanno TUTTI lo stesso tipo di fibre. Ma sappiamo benissimo che poi le differenze sono altre! Ogni sport seleziona un insieme di caratteristiche premianti individuali, non una singola componente.

    Tipologie di fibre e sport sono correlati. Ma, come sempre, correlazione non implica un legame causale. Altrimenti se ciò fosse vero, un culturista grosso sarebbe un bravo calciatore. Non fissatevi sulle fibre muscolari: potete eccellere in quello che vi piace indipendentemente dalle vostre tipologie di fibre, le vostre potenzialità fisiche vanno osservate nel globale.

    Ma se le fibre muscolari non sono l'unico elemento determinante, che senso ha fissarsi su questo unico aspetto? Nei vari sport, infatti, nessuno se le fila e nessuno si allena in base al tipo di fibra poiché quello che è richiesto è compiere un “gesto tecnico”, complesso e che richiede moltissime qualità fisiche e psicologiche.

    Come vengono attivate le varie tipologie di fibre muscolari

    L'attivazione delle fibre muscolari per generare un certo livello di tensione muscolare è detta reclutamento. Il metodo utilizzato dal corpo umano per questa operazione è un piccolo gioiellino di ottimizzazione energetica, da rimanere affascinati.


    Questa specie di fetta di salame dovrebbe rappresentare una sezione muscolare composta dalle varie tipologie di fibre. Quelle piccole e rosse sono le ST, quelle violacee le FTa, quelle azzurre le FTb. Le lettere indicano i gruppi di fibre muscolari innervate dallo stesso motoneurone, perciò ad ogni lettera corrisponde una unità motoria. Come visto precedentemente, la composizione risulta sufficientemente omogenea nei tipi di fibre.


    La linea tratteggiata rappresenta la forza che viene richiesta al vostro muscolo per contrastare un peso, per mantenere una postura, per saltare o per qualsiasi altro motivo. Inizialmente è richiesto un livello di forza molto basso, tale per cui è sufficiente che si contraggano le fibre dell'unità motoria A che innerva fibre lente.

    Dopo un certo intervallo di tempo la forza richiesta cresce. A questo punto è necessario attivare altre fibre muscolari. La strategia del corpo umano è quella di utilizzare le fibre “a salire”, prima quelle più deboli, poi quelle più forti. Perciò si contrarranno le fibre innervate dell'unità motoria B, ma non sono sufficienti, da cui l'attivazione della C.

    Il livello di forza richiesto è comunque tale da essere soddisfatto con le fibre lente. Questo tipo di attivazione permette perciò di ottimizzare la durata della contrazione: le fibre rosse-deboli-lente-poco ipertrofizzabili sono però quelle che riescono a mantenere la contrazione più a lungo. Se si fossero attivate le fibre FTb, magari ne avremmo utilizzate meno perchè più forti, ma la forza complessiva sarebbe stata generata per meno tempo dato che si “stancano” prima.


    Sottolineo un aspetto importante: non è detto che si debbano contrarre TUTTE le fibre di un certo tipo, ma nel tempo ci sarà una alternanza di fibre contratte e altre rilassate. Immaginiamo di prolungare il tempo in cui sia necessario produrre forza. Ad un certo punto le fibre dell'unità motoria A raggiungono il loro tempo massimo di contrazione (cioè esauriscono il loro ATP e non possono più mantenere la contrazione), pertanto si decontraggono per la legge del tutto-o-niente.

    A questo punto si attivano le fibre dell'unitàmotoria D per mantenere il solito livello di forza richiesto. Nel tempo si stancheranno anche le fibre B che saranno rimpiazzate dalla contrazione nuovamente delle fibre A che si sono “riposate”. Perciò il ciclo continua, ABCD, fino a che non è necessario continuare a generare forza o fino a che il sistema è in equilibrio: la produzione continua di ATP comporta sempre anche l'incremento di “scarti metabolici” e intervengono altri meccanismi che causano “fatica”, pertanto alla fine un gruppetto di fibre non sarà sostituito con niente e il muscolo produrrà meno forza di quanto è richiesto.

    Importante: ricordiamoci che il livello di forza necessario è tale per cui non vengono coinvolte altre tipologie di fibre. Per quanto le nostre fibre lente possano essere stanche, nessuna fibra di tipo II verrà attivata. Questo perchè, come detto, le fibre si attivano “a salire”, sulla base del loro livello di forza che possono generare.

    Se siete sufficientemente magri potete osservare le vostre fibre alternarsi facendo ad esempio una contrazione isometrica dei bicipiti con un manubrio da 5Kg in mano e tenendola per un tempo sufficientemente lungo da stancare le fibre muscolari: dovreste vedere sotto la pelle una specie di “onda” data proprio dall'alternanza con cui le fibre si contraggono e si rilassano. Poi, se non vi riesce, che vi devo dire... a me si vedono eh eh eh.


    Supponiamo ora che sia necessario produrre ancora più forza: si attivano comunque tutte leunità motorie composte da fibre lente (A, B, C, D) ma poi iniziano ad attivarsi anche quelli delle fibre intermedie che possono produrre più forza, pertanto i motoneuroni E ed F, che si attivano sempre “a salire”.


    Infine, quando la forza richiesta diventa massimale, si ha l'attivazione di tutte le fibre muscolari comprensive di quelle FTb.

    Questo modo di reclutamento è detto legge di Henneman, scoperta da uno scienziato chiamato Gino (no, dài... ah ah ah, non ce l'ho fatta... ok ok, chiaramente si chiamava Henneman... in ambito scientifico qualunque ricercatore ucciderebbe la mamma pur di avere una legge, un postulato, un teoremino che porta il proprio nome).

    La legge di Henneman è in pratica un sistema di ottimizzazione della produzione della forza. Viene da pensare che ci potrebbero essere altri modi, ad esempio potrei far contrarre subito le fibre FTb: poiché producono più forza per fibra utilizzerei meno fibre per generare la stessa forza. Queste fibre si stancherebbero prima, ma potrei comunque attingere ad un bacino superiore di fibre “contraibili” in un certo istante, compensando così la minor durata della contrazione.

    Ho trovato degli studi che fanno vedere come invece il modo scelto dalla Natura sia un buon criterio di ottimizzazione delle risorse disponibili. Perciò, le cose stanno così, e stanno così perchè funzionano bene: la contrazione delle fibre in questa maniera permette una generazione della forza graduale e modulare in funzione degli impieghi richiesti, e ottimizza la durata massima della contrazione.

  3. #3
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    E' ragionevole pensare che per sopravvivere all'ambiente un organismo si trovi normalmente sottoposto a stimoli a cui rispondere con intensità medio-bassa ma di durata medio-alta, mentre gli stimoli a cui rispondere in maniera “violenta” sono comunque relegati ad una durata limitata.

    Tanto per far contenti quelli che adorano le paleo-diete, l'uomo delle caverne camminava e camminava per trovare un mammuth bello grasso (poca forza per molto tempo), poi lo attaccava di slancio (molta forza per poco tempo). Poi, nuovamente, attività come macellare la povera bestia, portare a casa i pezzi di ciccia e mangiarli erano attività a bassa richiesta di forza ma per tempi prolungati.

    Se il mammuth avesse fatto resistenza per troppo tempo... magari il cacciatore si sarebbe preso una incornata e schiattava perchè non avrebbe potuto generare molta forza per molto tempo. Però, dài... in linea di massima non era così :-) dato che l'Uomo è arrivato ai giorni nostri... perciò la legge di Henneman ha funzionato!

    Interessante notare che come le fibre si attivano “in salita”, si disattivano “in discesa” quando è necessario generare meno forza.

    Una contrazione massimale è quella che attiva tutte le fibre muscolari contemporaneamente, e si capisce perchè non sia possibile mantenerla a lungo: non ho sufficienti fibre muscolari per fare il giochino dell'alternanza, perciò alla prima fibra FTb che si stanca non ho più possibilità di generare la tensione richiesta.

    Questo tipo di reclutamento è detto reclutamento spaziale, nel senso che il sistema nervoso attiva in cascata sempre più porzioni di muscolo, cioè aumenta lo spazio fisico, il volume del muscolo che è contratto.

    L'allenamento ha la capacità di migliorare il reclutamento spaziale: un principiante in una contrazione massimale attiva all'incirca il 30%-40% del suo potenziale di fibre, con l'allenamento questa percentuale migliora. Per questo nel principiante si ottengono incrementi di forza senza apparente incremento di massa muscolare: il nostro amico impara a usare quello che ha tramite un adattamento neurale.

    Vi è sempre nel nostro corpo una certa percentuale di fibre che non viene mai attivata, nemmeno in atleti di alto livello, nemmeno con carichi massimali, perchè sarebbe necessaria una stimolazione enormemente elevata che in condizioni normali non è possibile ottenere.

    Elettrostimolazione, ipnosi o situazioni di pericolo di vita per se stessi o per i propri cari possono attivare fino all'ultima fibra disponibile e non è raro che in situazioni del tipo “fai o muori” le persone riescano a compiere atti normalmente impossibili. Nel campo della “forza” è il cervello che va allenato, più che i muscoli...

    Sgretoliamo il mito

    Abbiamo a disposizione tutti gli elementi per analizzare alcune affermazioni leggendarie. In sintesi, le fibre muscolari si attivano “in salita” sulla base della richiesta di forza.

    Per quello che ci riguarda, noi utilizziamo pesi caricati sul bilanciere, rotelle di ferro, cioè masse che generano una forza peso. Per opporsi a questa forza peso applicata ai nostri muscoli tramite le leve articolari è necessario generare una controtensione muscolare. Questa si produce attivando fibre muscolari.




    Perciò più peso sul bilanciere, più fibre muscolari che si reclutano secondo la legge di Henneman:
    • E' il peso sul bilanciere che determina il tipo di fibre che posso attivare, perchè più peso metto e più avrò necessità di fibre muscolari sempre più forti, passando dalle ST alle FTa alle FTb.
    • Non è invece la durata dell'esercizio che influenza la tipologia di fibre colpite.
    Perciò, il peso è lo stimolo che attiva le fibre, la durata è ciò che le esaurisce.


    Mito n° 1 - 4 ripetizioni sono per le fibre bianche, 8 per le rosse.

    Le varianti sono migliaia, 2,3,4 o 8,9,12. All'inizio ho detto che l'affermazione è inesatta. Ma “inesatta” è un modo per dire “non vera al 100%” cioè “falsa”.

    Ragioniamo: un allenamento in 10x1 con un carico massimale su una ripetizione (cioè 10x1 @ 1RM) attiva più fibre di un allenamento in 6x4 con un carico massimale su 4 ripetizioni (cioè 6x4 @ 4RM) e così via. Questa affermazione è vera per la legge di Henneman.

    Ma un allenamento in 6x4 @ 8RM attiva meno fibre dell'altro 6x4 @ 4RM perchè non sono le ripetizioni che attivano le fibre, ma il carico sul bilanciere.

    Nei discorsi viene sottointeso, come detto inizialmente, “con il massimo carico per quel numero di ripetizioni”. E' perciò vero che un 1x4 @ 4RM attiva più fibre di un 1x8 @ 8RM perchè per uno stesso individuo un carico che permette 4 ripetizioni è superiore a quello che ne permette 8.

    Non è pignoleria. Lo sarebbe se questo concetto fosse chiaro a tutti (potremmo perciò sottointendere i discorsi noti e sempre uguali), ma alla fine mi rendo conto che non è così, e che quasi tutti fanno casino.

    Mito n° 2 – le fibre bianche e veloci si attivano nelle ultime ripetizioni di una serie.

    Poiché le fibre si attivano con il carico, questa affermazione è falsa. Aggiungo: è una vera cazzata.

    Il tutto nasce da una interpretazione pittoresca della legge di Henneman: le fibre bianche FTb sono “le ultime” ad attivarsi. Ma ultime nella scala delle intensità, non del tempo! Se, cioè, devo sollevare un carico sub-massimale, non recluterò parte delle fibre FBb perchè non ne ho bisogno, mentre se il carico è massimale, cioè il più alto possibile, “l'ultimo” nella scala dei pesi che posso sollevare, attiverò anche “le ultime” fibre FTb che con il carico precedente non si erano attivate.

    Ma quando piazzo questo (beep) di carico massimale, la richiesta di forza bruta è immediata e l'attivazione delle fibre schizza dalle ST alle FTb in un intervallo di tempo piccolissimo, perchè è richiesta la massima intensità! Il reclutamento, nel tempo, è praticamente istantaneo!

    Questo errore madornale è amplificato da questo corto circuito logico: in palestra c'è il culto del dolore e del sacrificio. Le serie sono sempre di 6-8 ripetizioni, roba da lotta all'ultimo sangue per concluderle, perciò le ultime ripetizioni sono le più dure (notare “le ultime”).

    Le fibre muscolari FTb sono ritenute le più “pregiate” per il culturista. Perciò “più duro” e “più pregiato” si linkano in un “le fibre più pregiate si stimolano con un lavoro durissimo” e “le ultime” diventano “le ultime ripetizioni”. Et voilà... un errore di fisiologia in cui vedo cascare anche guru di fama MONDIALE!! Mah...

    Il mito in pratica nasce dal confondere lo stimolo (carico) con l'esaurimento (durata), in una leggenda letale che porta a tirare ogni santa serie con qualsiasi peso caricato... Mah... sono tutti fissati sul catabolismo e sul cortisolo, poi utilizzano tecniche assolutamente catabolizzanti.

    Per darvi un'idea dell'assurdità, piazzate un carico con cui potete fare 20 ripetizioni di squat e impegnatevi al vomito. Avete utilizzato, in un bagno di sangue, una porzione ridotta di muscolo rispetto ad una serie da 2 ripetizioni con molto più peso. Ok ok, ma così c'è il picco di lattato, il GH a palla, l'EPOC alto... antani, sbidiguda, scappellamento a destra. Dite quello che vi pare, vi do ragione su tutto, basta che non tiriate fuori la storiella delle “ultime” che mi rende nervoso.

    Conclusioni

    Anche in questo caso, per capire come stanno le cose è necessario scrivere (e leggere) pagine e pagine. Poi, la spiegazione di quello che ci serve è cortissima.

    E' il problema della complessità del corpo umano: capire quel poco che ci serve passa dalla conoscenza di nozioni complicate di fisiologia e biologia. Non può che essere così, dato che l'allenamento agisce sulla più complicata macchina adattativa del Creato, sopravvissuta a centinaia di migliaia di anni di evoluzione.

    Ragazzi, vi prego: non fissatevi sulla storiella della tipologia delle fibre: ST, FT si inseriscono in un contesto ben più complicato. Non fatele diventare il particolare che distoglie dal disegno complessivo, perchè poi trascurerete aspetti che sono per voi più importanti.

    Questo è il classico caso in cui viene data importanza quantitativa ad aspetti che sono qualitativi: per quanto esistano varie tipologie di fibre queste sono ripartite mediamente al 50% in ogni muscolo, con una deviazione importante ma non determinante per scegliere strategie di allenamento che si differenziano.

    Potremmo speculare che evolutivamente è più conveniente avere una omogeneità nella ripartizione delle fibre rispetto che ad avere situazioni estreme, e che una popolazione ad alta percentuale di fibre FT sarebbe svantaggiata nella lotta alla sopravvivenza. Sono convinto di questa “teoria”, che comunque ha lo stesso valore di quelle alla base di certi tipi di alimentazione... se sono vere quelle, è vera anche questa.

    L'allenamento con i pesi di una scheda “media” e ben fatta coinvolge tutti i tipi di fibre in maniera tale da non doversi preoccupare di stimolarle specificatamente se non in particolari momenti: un ciclo di capillarizzazione, di definizione o di forza pura ad esempio, ma ciò non toglie che la normalità dell'allenamento non ha bisogno di enfasi su questi aspetti.

    Non fatevi fregare dalle leggende ma, come sempre, cercate di capire il funzionamento del vostro corpo.

  4. #4
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    letto tutto, se quello che hai scritto è anche giusto sei mitico.
    scherzi a parte, non so se farti prima i complimenti per le conoscenze o i ringraziamenti per la voglia che hai di scrivere...
    ti faccio entrambi, complimenti e grazie.

  5. #5
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    bravo come al solito paolo.
    alla fine se nelle ultime rip adassimo sempre ad allenare la fibre IIb avremmo incrementi di forza anche con serie da 12-15, senza entrare però nel merito del SNC.

  6. #6
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    bravo come al solito paolo.
    alla fine se nelle ultime rip adassimo sempre ad allenare la fibre IIb avremmo incrementi di forza anche con serie da 12-15 rip, senza entrare però nel merito del SNC.

  7. #7
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    letto d'un fiato!!

    GRAN BELL'ARTICOLO DAVVERO!



    grazie per averlo condiviso...

  8. #8
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    quando leggo i 3d di Paolo ho come l'impressione di essere in aula all'università con davanti le slides del professore che scorrono
    grande!
    Nessun uomo ha il diritto di essere un dilettante in materia di preparazione fisica. E' una vergogna per un uomo invecchiare senza vedere la bellezza e la forza di cui il suo corpo è capace.

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Siamo nati nel 1999 sul Freeweb. Abbiamo avuto alti e bassi, ma come recita il motto No Pain, No Gain, ci siamo sempre rialzati. Abbiamo collaborato con quella che al tempo era superEva del gruppo Dada Spa con le nostre Guide al Bodybuilding e al Fitness, abbiamo avuto collaborazioni internazionali, ad esempio con la reginetta dell’Olympia Monica Brant, siamo stati uno dei primi forum italiani dedicati al bodybuilding , abbiamo inaugurato la fiera èFitness con gli amici Luigi Colbax e Vania Villa e molto altro . . . parafrasando un celebre motto . . . di ghisa sotto i ponti ne è passata! ma siamo ancora qui e ci resteremo per molto tempo ancora. Grazie per aver scelto BBHomePage.com
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