Questo stralcio è stato preso dall’ultima versione del regolamento tecnico IFBB, distribuita ai giudici durante il corso di aggiornamento di domenica 7 dicembre 2003: omettendo qualunque commento in merito alla forma scritta e alla sintassi di tale documento (decisamente insufficiente per una federazione faro come la IFBB...se qualcuno ora mi venisse a dire di aver riletto l’intero documento prima di impaginarlo, avrebbe come regalo di Natale un’iscrizione gratuita alla scuola dell’obbligo), si riesce comunque a comprendere lo spirito generale che anima il regolamento.
In base alle priorità enunciate occorre interpretare i verdetti nelle varie categorie.
Ma torniamo alla gara.
Verso le 19.00 iniziamo le operazioni di peso: una parte dei giudici e la segretaria di giuria si preoccupano di prendere i dati degli atleti ed, eventualmente, di tesserarli mentre io ed un altro giudice IFBB ci occupiamo delle operazioni di peso e di misurazione vere e proprie.
Ad onor del vero devo dire che, contrariamente a quanto recita il regolamento IFBB (tolleranza zero), ci siamo presi la libertà di concedere 0,5Kg di tolleranza (o 0,5 cm in alternativa per gli H/P) agli atleti; questo non per contravvenire al regolamento, ma in virtù del fatto che tutti sanno che pesandosi su 10 bilance differenti si ottengono spesso 10 pesi diversi e in più la bilancia ad ago a disposizione non poteva garantire la precisione ai 100g, per cui ci sembrava inopportuno punire gli atleti: la cosa importante è però che lo stesso principio di tolleranza è stato usato per tutti!
Dalle preiscrizioni si prevedeva la presenza di circa 160 atleti, nonostante il contemporaneo svolgimento di un’altra competizione nella Capitale (il Colosseum), del Campionato Mondiale Over 40 IFBB e del Campionato Mondiale WABBA: un’affluenza davvero notevole dunque, quasi al livello di quella ottenuta dal Trofeo Due Torri di Bologna un paio di settimane prima.
Del resto quest’anno Giancarlo Scimeca e Silvia Matta ha fatto le cose davvero alla grande: alberghi vicinissimi al luogo della gara (raggiungibile anche a piedi) e preparati ad accogliere clienti tanto particolari come i bodybuilders sotto gara; trofei bellissimi, nettamente migliori di quelli visti al Due Torri, ed un montepremi d’eccezione: 10.000 euro in contanti, svariate centinaia di euro in integratori alimentari offerti dalla Gensan ai vincitori e alle vincitrici di categoria e, ciliegina sulla torta, un viaggio di 4 giorni a Las Vegas per assistere al Mr. Olympia 2004 per il vincitore assoluto BB e quello H/P.
Per far fronte al gran numero di atleti, la pesatura è stata prevista dagli organizzatori su due sessioni: oltre a quella della domenica (19.00-20.30), vi sarebbe stata anche una seconda sessione il giorno successivo (8.00-9.30), direttamente sul luogo di gara.
Arriviamo dunque al giorno della competizione: lunedì 8 dicembre 2003, il primo giorno veramente freddo dell’inverno romano…sino al pochi giorni prima si poteva girare per le vie della Capitale in camicia ed il freddo improvviso ha sorpreso un po’ tutti, cogliendoci impreparati.
Alle 7.45 avevo già parcheggiato la macchina davanti all’ingresso principale del Palazzetto dello Sport di Monterotondo Scalo, una struttura inaugurata di recente, ben attrezzata, con ampie superfici vetrate ben progettate per consentire un’ottima luminosità naturale ma davvero inadatte a mantenere la temperatura interna entro livelli accettabili per la sopravvivenza: faceva veramente tanto freddo e per gli atleti non deve essere stato divertente spogliarsi per effettuare le operazioni di peso.
Le operazioni di iscrizione e pesatura si sono svolte regolarmente, senza alcun inconveniente nonostante alcuni atleti non siano riusciti a rientrare nelle categorie previste…a questo proposito devo fare i miei complimenti agli organizzatori Giancarlo Scimeca e Silvia Matta ed anche al Presidente IFBB Betto Mondello: in nessuna occasione si sono avvicinati al tavolo dei giudici per non condizionare in nessun modo lo svolgimento delle operazioni stesse.
Forse molti di voi penseranno che sto dicendo una cosa ovvia, ma chi di voi è più addentro nel mondo delle gare sa che si tratta di un atteggiamento piuttosto raro da trovare.
Sarà forse per la vicinanza temporale delle due gara oppure per il comune denominatore della grande affluenza di atleti, ma molti addetti ai lavori si sono lasciati andare a paragoni sulla bontà dell’organizzazione del Ludus Maximus rispetto a quella del Trofeo Due Torri: si tratta di due ottime gare, a cui ho assistito entrambe, dietro cui vi sono però differenze sostanziali.
Il Due Torri è una gara organizzata e gestita autonomamente da un privato con l’appoggio economico di un golden sponsor come la Panatta Sport; a Bologna l’organizzatore Franco Fabbri può permettersi di scegliere la giuria, il numero e la composizione delle categorie di peso (8 in tutto tra Bodybuilding, Body Evolution e Donne Prestige) e tutto ciò che sovrintende lo svolgimento della manifestazione.
Il Ludus Maximus invece, essendo una Grand Prix IFBB, deve sottostare alle regole della federazione in quanto a metodologia di giudizio, deve prevedere un numero spropositato di categorie di peso (ben 15) e cercare gli sponsor a sostegno dell’evento.
Questo si è tradotto in una certa naturale macchinosità nello svolgimento di tutte le operazioni: a Bologna iscrizioni e peso si svolgevano al Palamalaguti la sera precedente al giorno della gara e, contemporaneamente, si allestiva il palco di gara e l’impianto di illuminazione tanto che, il mattino successivo, alle 9.01 la prima categoria Body Evolution era già schierata sul palco.
La stessa puntualità è stata rispettata per l’orario di inizio della gara serale: doveva iniziare alle 17 e finire alle 21…quando ci si è accorti che si sarebbe andati troppo in là con i tempi, non si è esitato ad accorciare da 90 a 60 secondi la durata delle routine libere, mortificando gli sforzi coreografici degli atleti: a Bologna la professionalità e la regolarità dello svolgimento dell’evento vengono prima dell’interesse degli atleti, al Ludus si è cercato un valido compromesso che non penalizzasse troppo i partecipanti.
Non sta a me dire quale delle due impostazioni sia la più corretta; sicuramente gli atleti sono più tutelati al Ludus ma è pur vero che è impensabile che una competizione possa avere una durata ininterrotta (pregara + gara) di 13 ore (operazioni di peso escluse), veramente eccessiva anche per il più appassionato degli spettatori.
Sarebbe stato possibile far meglio? Chi mi conosce sa che non amo girare troppo intorno alle cose con parole di circostanza per cui devo dire che, nonostante il peso e le iscrizioni fossero terminate regolarmente qualche minuto dopo le 10, il pregara non è potuto iniziare prima delle 12.00 poiché il palco e le luci non erano ancora pronte.
Certo, per evitare questo inconveniente, si sarebbe dovuto provvedere al montaggio la sera precedente alla gara con il conseguente affitto del Palazzetto per 2 giorni piuttosto che per uno soltanto ed un notevole aggravio dei costi.
Altro problema? Ben 15 categorie!!
In più le donne Body-Fitness (sino a 164 cm ed oltre i 164 cm) vengono giudicate in costume intero e due pezzi (quindi salgono sul palco 2 volte), le donne Fitness vengono giudicate in costume intero, in costume due pezzi e per la routine (quindi salgono sul palco 3 volte)...in totale equivale alla presenza di ben 19 categorie!
La ciliegina sulla torta è poi il giudizio a doppia turnazione (pregara e gara) che non fa altro che dilatare i tempi senza peraltro togliere o aggiungere nulla alla bontà del giudizio: vista l'ovvia frettolosità della valutazione serale quasi nessun giudice serio se la sentirebbe di stravolgere la classifica mattutina ottenuta dopo interminabili confronti solo in virtù di una rapida panoramica finale.
Quasi mi scordavo di ricordare i personaggi che sono intervenuti alla serata, speriamo di riuscire a non scordare nessuno: Raffaele Brancati (ex campione del mondo WABBA), Massimo Monaco e Silvia Scaglione, Rossella Pruneti, Marco Teatini con tanto di cagnolino e la bellissima compagna che ha avuto anche il compito di valletta della manifestazione, Paolo Ianni, Manolo Nannini (campione italiano assoluto H/P IFBB), Andrea Tedeschi, Antonella Lizza, Fedora Marzoli...in serata si è visto anche Pietro Taricone.
Una nota particolare merita la presenza di Stefano Biondi: una voce ufficiosa mi ha tra l’altro riferito della sua presenza in giuria nel Colosseum, una gara che si è svolta in contemporanea al Ludus sempre a Roma; Stefano, indiscutibilmente un grande atleta che non ha mai espresso del tutto il proprio potenziale valore, chiamato a premiare una categoria pare non abbia visibilmente apprezzato l’invito fattogli dal presentatore.
Non lo conosco personalmente, ma ho sempre ammirato Stefano per il suo fisico e per l’immagine positiva che era sempre in grado di trasmettere, per cui spero davvero che coloro (e sono più di uno) che mi hanno riferito questi particolari abbiano mal interpretato i gesti (e le parole) di Stefano...se così non fosse il rimedio a situazioni di questo tipo sarebbe facile ed ovvio: ignorare certe “celebrità” a casa e lasciare questi compiti a chi si sente onorato e non scocciato di farlo.
Ma veniamo a quello che più ci interessa, ossia la competizione vera e propria.