Per Nigh
Il muscolo è costituito soprattutto da cellule molto allungate, con la forma di una matita temperata alle due estremità, lunghe da un millimetro ad alcuni centimetri; sono le fibre muscolari. Esse sono dotate di una particolare caratteristica: quella di sapersi accorciare e allungare; è la somma dei cambiamenti di lunghezza delle varie fibre che determina la contrazione (accorciamento) o la distensione (allungamento) di un muscolo.
Le fibre di un dato muscolo, comunque, non sono tutte uguali le une alle altre: esse differiscono per dimensione, per colore, ma soprattutto per le funzioni.
Le fibre dette "bianche"sono in grado di accorciarsi a una velocità più elevata e sanno altresì estrinsecare maggiore forza;
altre definite "rosse" sono invece dotate di minore velocità e minore forza, ma hanno una più alta resistenza.
L'allenamento appropriato riesce a trasformare in parte le caratteristiche delle fibre muscolari; è più facile però che una fibra "pallida" acquisti una maggiore resistenza e diventi più simile a una fibra "rossa", piuttosto che si verifichi la trasformazione in senso inverso.
Fibre "rosse"
Le fibre "rosse" sono chiamate anche "di tipo I", o "lente", o "STF".
Esse sono ricche di mioglobina, una sostanza che è appunto di colore rosso e che, all'interno della fibra, trasporta l'ossigeno fino ai corpuscoli nei quali viene utilizzato, i mitocondri. L'ossigeno è fondamentale per queste fibre dal momento che esse traggono l'energia quasi esclusivamente dal "meccanismo aerobico", quello nel quale l'ossigeno si combina con gli zuccheri o con i grassi.
Ciascuna fibra rossa è circondata da un numero maggiore di capillari, proprio per favorire l'apporto di ossigeno.
Esse hanno mediamente meno forza e meno velocità di contrazione (ossia di accorciamento), ma sono dotate di grande resistenza alla fatica.
Gli atleti che eccellono nelle discipline di fondo (i maratoneti, i marciatori, i ciclisti della strada, gli sciatori di fondo...) hanno di solito muscoli nei quali prevalgono le fibre lente.
Fibre bianche
Le fibre bianche sono dette anche "di tipo II", o "veloci", o "bianche", o "FTF".
Esse sanno accorciarsi rapidamente e sanno estrinsecare valori elevati di tensione alle estremità; contengono poca emoglobina e pochi mitocondri.
Negli scattisti dell'atletica leggera, nei saltatori e in tutti quegli atleti che praticano discipline nelle quali è importante la velocità (e non è importante la resistenza), i muscoli hanno una percentuale di fibre bianche superiore a quella delle fibre rosse.
Fra le fibre bianche, comunque, si possono distinguere alcuni sottotipi, i principali dei quali sono questi due:
• il sottotipo "glicolitico" che è più specializzato nel ricorso a quel meccanismo ("anaerobico lattacido") nel quale si forma acido lattico;
• il sottotipo "ossidativo" che, in un certo senso, somiglia un po' alle fibre rosse, ossia ha una discreta capacità di utilizzare l'ossigeno
Principali differenze
FIBRE ROSSE
Sinonimi: fibre di tipo I, fibre lente, STF, fibre resistenti
Dimensioni: più sottili
Capillari molti
Velocità di contrazione bassa
Resistenza alla fatica buona o ottima
Mioglobina abbondante
FIBRE BIANCHE
Sinonimi: fibre di tipo II, fibre veloci, FTF, fibre bianche
Dimensioni: diametro maggiore
Capillari pochi
Velocità di contrazione elevata
Resistenza alla fatica discreta o scarsa
Mioglobina scarsa
Le fibre maggiormente ipertrofizzabili sono quelle bianche per cui con questo tipo di fibre, o meglio con una % più alta rispetto a quelle rosse e quelle intermedie, si ha una maggiore predisposzione alla crescita muscolare, e sono portate per lavori con ripetizoni medio-basse. Viceversa con le altre si avrà una maggiore resistenza e saranno meno ipertrofizzabili o cmq più difficilmente ed in linea generale si tende a lavorare con ripetizoni più alte.




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