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Discussione: Forti si nasce o si diventa?

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  1. #1
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    Ribadisco: nessuno sa quanto vale. Ma… è sicuro di averle provate tutte? Io dico di no. Il mio lapidario giudizio è dato dalla mia personale esperienza, sulla mia pelle e su quella di altri ragazzi che ho conosciuto. Pensavo di essere al mio limite… ma c’era dell’altro. E così molti altri.

    Io mi sono fatto questa idea sul non raggiungimento del proprio potenziale, che riassumo in questo schemino mistico.


    Per passare dallo 0% al 50%, per la famosa panca con il proprio peso corporeo tanto per fare un esempio, ci sono innumerevoli modi. 4x10, 5x5, Bill Starr, HST, BII, BIIO, McRobert, 3 volte a settimana, 1, 5, ciclizzare, fare sempre le stesse cose. Va tutto bene.

    Via via che si sale in questa scala del potenziale, le “vie” diminuiscono, sempre più. Alcuni approcci funzionano, altri no. Alcuni fanno salire i pioli, altri fanno slittare sul viscido del legno.

    I “campioni” di qualsiasi attività, quelli che raggiungono la fine della scala, hanno tutti alcuni tratti in comune. Quello che sto dicendo è vero per il mondo della forza, per qualsiasi sport, ma probabilmente per qualsiasi persona che “ottiene qualcosa” in un certo ambito.

    Tutta questa gente ha la capacità di analizzare quello che succede e di estrarre le conseguenze dei propri comportamenti, sapendosi giudicare con attenzione, evidenziando e correggendo i propri errori.

    Questa gente ha capacità di contestualizzazione, in modo tale da poter riadattare la teoria alla pratica personale, senza perdersi nei dettagli, andando dritto alle 3 o 4 cose che contano. Ad esempio, gente che studia la teoria ma non ha paura di contestarla, provando alternative per confutarla, come non ha paura di ammettere che ha sbagliato, confermando la teoria stessa. In questo processo, però, sicuramente avrà appreso elementi di esperienza in più da riutilizzare in futuro.
    Chi ottiene, o è così o ha intorno a lui persone che sono così.
    A mio avviso è una forma di intelligenza.

    Quanti sono assolutamente costanti, ma fanno sempre le stesse cose senza mai cambiare? Questa è dedizione, ma è come dedicarsi a premere con la testa su un muro quando ci si potrebbe impegnare a girarci intorno.

    Quanti, invece, cambiano troppo spesso? Chi vuole essere forte deve dedicarsi ad essere forte. C’è chi invece ha paura di perdere massa, di perdere definizione… solitamente quelli veramente forti nelle classi di peso 75-82.5Kg sono anche grossi e definiti. Quanto meno, più di quelli che cercano di essere forti e definiti.

    Quanti si concentrano sulle percentuali, sul TUT, sul pianificare i carichi dei 30 allenamenti futuri, sui dettagli, sulle finezze che avrebbero senso per gente a livelli del tutto differenti? Questa è mancanza di spirito critico, inconscia di sicuro, ma il risultato è che si gira intorno ai soliti risultati.

    Infine, quanti si chiedono quale sia il loro limite genetico quando invece sarebbe opportuno chiedersi perché ancora i risultati siano sempre i soliti?

    Le “vie” per diventare forti, alla fine, sono ben note e sono poche. Questa affermazione l’ho ripresa da Carlo Buzzichelli. Se parliamo di forza, le pippe mentali del culturismo sono del tutto assenti. Programmare, essere istintivi, rapporto mente-muscolo. Tutte cose che portano fuori strada.

    Per essere forti, ci vuole una esposizione a carichi medio-elevati, elevati, per un numero sufficiente di alzate ad allenamento. Questo è il fulcro del tutto e tutto sta a rendere perseguibile, nel tempo, questo scopo. Perciò:
    • Attenzione maniacale alla tecnica. Ogni ripetizione è un banco di prova. Ogni ripetizione va analizzata, studiata, sentita, provata. Ogni ripetizione è perfettibile, ogni ripetizione è una occasione di migliorare.
    • Analisi o autoanalisi dei propri punti di debolezza e di forza. Se io sono forte nella panca posso non esserlo nello stacco. Inutile allenarli allo stesso modo. Chi è forte sa benissimo dove è forte e perché, e dove è debole e perché. La scelta dell’allenamento è sulla base di questo, e non su idee preconcette.
    • Identificazione del proprio, personale, carico di lavoro sopportabile. Quelli che migliorano nel tempo non seguono il Westside, lo Sheiko, il BII, l’HST, l’EDT, il BIIO, l’XYZ, il PPP… ognuno ha sviluppato un suo schema base su cui operano migliaia di variazioni, ma tutte centrate sulla persona.
    • Un bagaglio di esperienza impressionante, di tutti i tipi. Cazzate abnormi comprese. Un set di schemi provati e riprovati, consolidati e testati. Nessuno di quelli forti ragiona a percentuali, ma a Kg assoluti. Perché hanno una idea del loro stato attuale e riescono a pianificare quanto sia ragionevole spremere da ogni ciclo. Certo, ci sono errori, ma questo è il concetto.
    Detto questo, quello che è da fare è una semplice conseguenza.

    Faccio un esempio, per essere più chiaro.

    Io credo che i metodi coniugati (quelli dove si sviluppano due o più “qualità” in ogni ciclo di allenamento) siano i migliori. Il Westside è UN metodo di allenamento coniugato. Fiumi di discussioni per dire se il Westside è o meno IL MIGLIOR metodo di allenamento.

    Questo tipo di discussioni viene da quelli che sono a metà strada e non arriveranno mai in fondo. Perché si concentrano sul metodo, sul particolare e non su quello che c’è dietro. Il Westside si basa su sforzi dinamici e massimali, e le flames imperversano. Andando invece a ritroso, si dovrebbe capire cosa si intende per “dinamico” e cosa per “massimale”. Ci si accorgerebbe che “dinamico” non significa “veloce” e che “massimale” non significa “una ripetizione al 100%”, ma ben di più.

    Per capire questo, è necessario fare uno o più cicli Westside canonici, poi mettersi a sperimentare su questi cicli, poi prendere il meglio di quello che ha funzionato e continuare a provare. Alla fine avremo ottenuto un metodo coniugato che non è Westside, ma… oltre.

    Questo è quanto viene fatto dai ragazzi di AOS, che mettono TUTTO in discussione del loro metodo preferito, per confermarlo o confutarlo. EnricoPL si allena nella parte dinamica con percentuali superiori a quelle canoniche. Non perché Simmons sia un cretino, ma perché per esperienza, su di lui va meglio così. Quanto “superiori”? Non è rilevante, è rilevante il perché. Da questo si può partire per provare. Possiamo fare sedute dinamico-massimali, cioè allenare le due qualità nella stessa seduta, anche se la versione classica non lo prevede.

    Limitarsi al solo schema classico è riduttivo: se funziona è tutto Ok, ma… se non funziona? E’ colpa del Westside o di chi lo esegue che lo fa in maniera meccanica?

    Potrei estendere l’esempio a quelle pallosissime discussione su BIIO-nonBIIO o metodi abbreviati contro multifrequenza. Ma anche a problemi sul lavoro o di carriera.

    Quelli che ragionano così sono destinati a galleggiare in una fascia di mediocrità, a mio personalissimoIMHOsecondome avviso. Magari i risultati sono ottimi, ma potrebbero essere fantastici. Perciò, è comunque una perdita.

    Badate bene: non sto dicendo che TUTTI possono diventare forti. Come nascono quelli forti, nascono quelli deboli. Sta a voi avere così tanto spirito critico da riuscire a giudicarsi con schiettezza. C’è chi non ha speranza. Si deve accontentare. Ma dato che nessuno sa quanto sia il proprio potenziale, perché non provare?
    _________________

    Infine, ho giocato un po’ con i coefficienti Wilks per ricalcolare i numeri magici di McRobert.

    Per essere meno criptico:
    • I coefficienti Wilks fanno parte della statistica Wilks che permette di correlare le alzate nel Powerlifting fra diverse categorie di peso. In pratica, se io ho uno squat di 180Kg e peso 80Kg, quanto deve fare uno di 90Kg per essere “forte” come me? (la statistica funziona sullo squat e sul totale delle alzate, ma questi sono dettagli che non ci interessano)
    • I numeri magici di McRobert sono degli obbiettivi realistici per un “hardgainer di 90Kg”. Detesto il termine hardgainer (e poi, uno di 90Kg non obeso che hardgainer è…) però i numeri magici sono alla fine l’unico riferimento quantitativo decente che abbiamo. Valgono 180 di squat, 135 di panca, 225 di stacco, cioè 2, 1.5, 2.5 volte il proprio peso corporeo.
    Il problema è che i numeri secchi di 2-1.5-2.5 avvantaggiano i pesi leggeri. Guardate questa tabellina:

    Peso SQ P ST
    55 110 83 138
    60 120 90 150
    65 130 98 163
    70 140 105 175
    75 150 113 188
    80 160 120 200
    85 170 128 213
    90 180 135 225
    95 190 143 238
    100 200 150 250
    105 210 158 263
    110 220 165 275
    115 230 173 288
    120 240 180 300
    125 250 188 313


    Secondo voi è più facile fare 105 di panca per uno di 70Kg o 150Kg di panca per uno di 100Kg? O 83Kg per uno di 55Kg? Ragioniamo a senso, senza entrare nei dettagli, ma è abbastanza evidente che uno di 55Kg è più avvantaggiato di uno di 70 che a sua volta è più avvantaggiato di uno di 100Kg.

    Se non ci credete, fate lo stesso giochetto con lo stacco o lo squat…
    Applichiamo i coefficienti Wilks, la cosa diventa più interessante:

    Peso SQ P ST
    55 160 120 200
    60 160 120 200
    65 162 121 202
    70 164 123 205
    75 167 126 209
    80 171 128 214
    85 175 131 219
    90 180 135 225
    95 185 139 231
    100 191 143 238
    105 197 147 246
    110 203 152 254
    115 209 157 262
    120 216 162 270
    125 223 167 279

  2. #2
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    Quello di 70Kg dovrà fare 126Kg e non 105Kg per essere forte come quello di 100Kg che dovrà fare 143Kg e non 150Kg. Come vedete, c’è sempre un bel divario, ma più contenuto, rendendo gli obbiettivi sfidanti per tutti.
    A maggior ragione nello squat e nello stacco.

    Se siete scettici, sappiate che se partecipaste ad una ipotetica gara di Powerlifting senza categoria, la classifica sui totali delle 3 alzate verrebbe fatta in questo modo, perciò non me la sto inventando io.
    I numeri di McRobert pertanto rimangono validi e, anzi, vengono rivalutati.

  3. #3
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    Che dire? Sei un libro stampato. Sul discorso dei coefficienti è ovvio il discorso: hai scritto pure tu più volte che la lunghezza delle ossa e l'inserzione dei tendini fanno la differenza.
    Mi trovi d'accordo soprattutto su un aspetto: la personalizzazione degli schemi di lavoro. Va bene una base data o scientifica, ma poi le bioindividualità giocano un ruolo preponderante.

  4. #4
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    Discorso veramente interessante IronPaolo!

    Anche io, comunque, la penso come te.

    Tralasciando i limiti genetici, la forza di volonta' e' capace di dare risultati straordinari a prescindere dal livello genetico di partenza.

    Ho visto valori allucinanti. Io ormai sono quasi 90kg. Dovrei fare 225kg di stacchi e 180kg di squat??... wow.. sicuramente non ci mettero' pochi mesi. Ma anche se ci dovessi mettere 2\3 anni.. anche 5, raggiungerli sara' comunque una bellissima soddisfazione!

  5. #5
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    bell'articolo come al solito... ormai manco si dovrebbe piu dire, è come quando su t-nation vedi un articolo di poliquin, lo leggi a prescindere ^^

    ripeto quel che ho detto in un altro 3d (che schifo, ho fatto due cose che odio: citarmi per nulla e scrivere una mostruosa abbreviazione internettiana -.- ): quando si parla di potenziale genetico c'è uno strano bias psicologico che porta solo e soltanto ad identificarlo come potenziale "fisico", che siano i muscoli per un atleta, l'orecchio per un musicista o la vista per un cecchino Spetznaz... mai che si tenga in considerazione la mente, e si che pure il cervello fa parte del fisico umano

    concordo sulla regola del 70-30, che poi ricorre in molti aspetti della vita. anzi, sono proprio convinto che nella vita in generale conti per il 70% la fortuna (che è "potenziale genetico" in questo caso) e per il 30% l'impegno. puoi avere quel 70 a pieno regime ma senza il 30 d'impegno non te ne fai nulla, spesso perchè manco ti accorgi di averlo quel benedetto 70

    ma, anche il 30 in fondo è potenziale genetico, perchè una mente predisposta al sacrificio è un dono. certo però quest'ultimo dono è molto piu "malleabile" del primo, quindi modificabile e non è possibile usare il "limite" come scusa tout court (pure il francese ci piazzo, tie!)

    mozart non è NATO mozart, lo è diventato perchè ha dedicato (volente o nolente) la sua vita ad esserlo, e ci è morto. quanti altri potenziali mozart ci saranno stati tra i miliardi di persone che hanno calcato il suolo terrestre dalla sua nascita ad oggi? io dico un infinità, che però difettava del 30 di impegno/dedizione per scoprirlo (e dell'opportunità ma qui vado davvero troppo fuori )

  6. #6
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    Mi viene in mente "l'Edipo Re" che paga la pena, per la colpa del padre. Il nostro culturista moderno è un po' edipico in questo senso: per quanto si impegni,si sente cmq legato al destino che lo vuole troppo debole, o troppo forte, a prescindere dall'impegno del nostro Edipo.
    Anche Adamo ed Eva mi vengono in mente
    Che bello il culturismo che ti porta a parlare di libero arbitrio, genetica, religione, filosofia, scienza, medicina, ingegneria, matematica...


    eppure... il mio amico è un ignorante che non sa nemmeno di essere e solleva 30 kg più di me di panca piana.

    Chissà che ogni tanto dovremmo anche spostare qualche manubrio???

  7. #7
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    Cavolo ragazzi quanto scrivere...poi si dice che si diventa ciechi a fare qualcos'altro

    Comunque era un casino che mi confrontavo con i miei amici riguardo la solita storia 2-1.5-2.5 e finalmente Paolo m'hai regalato un mare di chiarezza che non ti immagini!

    p.s.
    ma se ti va via la corrente mentre scrivi i tuoi soliti mega post che fai?

    p.p.s.
    se mi dici che hai il portatile non vale!!!!

  8. #8
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    Allora Paolo, innanzi tutto complimentoni per l'articolo, come al solito estremamente corposo, dettagliato, corretto e intelligente.

    Mi permetto innanzi tutto di chiederti una cosa. Tu hai scritto:

    Citazione Originariamente Scritto da IronPaolo Visualizza Messaggio
    Questo è quanto viene fatto dai ragazzi di AOS, che mettono TUTTO in discussione del loro metodo preferito, per confermarlo o confutarlo. EnricoPL si allena nella parte dinamica con percentuali superiori a quelle canoniche. Non perché Simmons sia un cretino, ma perché per esperienza, su di lui va meglio così. Quanto “superiori”? Non è rilevante, è rilevante il perché. Da questo si può partire per provare. Possiamo fare sedute dinamico-massimali, cioè allenare le due qualità nella stessa seduta, anche se la versione classica non lo prevede. Limitarsi al solo schema classico è riduttivo: se funziona è tutto Ok, ma… se non funziona? E’ colpa del Westside o di chi lo esegue che lo fa in maniera meccanica?
    Sono assolutamente d'accordo con la tua visione, al 100%. Anche perchè questi concetti, sebbene applicati quasi sempre ad altri contesti, sono alla base della mia formazione. Però....ma non eri proprio tu ad affermare il contrario in altre occasioni? Non mi ricordo se a proposito del Ciclo Russo o dello Sheiko...cmq in altri tuoi articoli, un paio di volte hai scritto cose del tipo: "bisogna spegnere per un po' il cervello, dimenticarsi delle proprie nozioni ed applicare il metodo alla lettera. Altrimenti, se si fallisce, è colpa del metodo o nostra che lo abbiamo modificato"? Inutile dire che io mi sento molto più vicino a quanto hai affermato in proposito in QUESTO articolo, ma non c'è una contraddizione di base tra le tue 2 affermazioni? Puoi spiegare?

    Poi. Questa storia del rapporto kg alzati/BW proprio non la digerisco e capisco. Ne avevo già parlato con Eastern Boy, che come te citò la tabella di Wilks. Lo sai che non contesto la tua competenza e tanto meno la tua esperienza, che è mooooolto superiore alla mia..... Però qualcuno mi deve proprio spiegare come un nanetto di 55 kg possa fare 120 di panca. O come un mostro di 125 possa alzare un "misero" 167. Sarà che io non sono un powerlifter e tu sì, quindi la tecnica utilizzata è molto diversa, tanto più se si parla di gare... Sarà che io conosco e mi riferisco sempre al mondo del fitness e del body building... Sarà che molti pwlters sono "ciccioni" e quindi c'è una differenza abissale tra l'essere 100 kg al 25% di BF e l'esserlo al 9%... Sono tutte spiegazioni che ho provato a darmi. Resta il fatto che io non ho MAI visto, conosciuto o letto di un solo body builder di 100 kg (e non parlo di forma da gara, ma intorno all'8-11% BF) che facesse "solo" 150 kg di panca. Allo stesso modo, non ho mai visto un ragazzino pelle e ossa di 60 kg alzare non dico 120 kg, ma 100!!! Come ho già detto ad Eastern, ho conosciuto bestioni di 100 kg, ma facevano 200-220 di panca. Del resto, provo a pensare a me stesso. La mia panca è estremamente indietroin contronto al resto, perchè non l'ho fatta per più di anno. Ora ho un miserissimo e vergognoso 98 kg di 1RM. Se penso a un numero come 150 kg, mi sembra impossibile. Poi penso a un'altra cosa: 11 anni. E infine penso al fatto che già adesso arrivo a 175 di mezzo stacco. Ok, 150 di panca resta "difficilissimo", "straordinario", "spaventoso", ma forse non sembra più totalmente impossibile. non ci arriverò comunque mai perchè a me essere fortissimo non interessa minimamente, ma questo è un altro discorso. Invece essere grosso mi interessa...ma a 100 kg di muscoli non ci arriverò MAI!!! Probabilmente non ci arriverei nemmeno con tutto il doping del mondo, perchè cerdo fermamente che finirei prima all'ospedale.
    Ripeto, io parlo di fitness-bb, non di pwl, di cui non mi intendo assolutamente, ma.....non si diceva che i pwl erano più "forti" e i bber più "grossi"? Qualcuno mi potrà dire che parlo solo di cose "teoriche", ma anche le formulette di Wilks lo sono. Io sicuramente non ho idea di cosa siano 150 kg sulla panca, ma i pwlers hanno idea di cosa sono 100 kg di muscoli al 9-10% BF?!? A meno che uno non sia alto 190 cm, ovviamente (ecco che mi riallaccio al discorso dell'altro thread): in quel caso forse ci si arriva anche con 140 di panca, non lo so. Ma perchè lì è "solo" un hp+5 su un altezza "favorevole" per il peso corporeo e "sfavorevole" (leve linghe) per la panca. Ma io, che sono alto 174 cm, scusate ma a 100 kg mi preparo per l'Olympia. Attendo chiarimenti in proposito.
    Ultima modifica di MetalMeltdown; 29-02-2008 alle 11:41 PM

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