Alt, fermi tutti.

Anche se è lungi da me difendere il "marketing creativo" dell'advertising, fatevi la seguente domanda:

Dov'è la linea che separa il buon gusto dal cattivo gusto ?

ovvero

Chi può decidere se un intervento (qualunque esso sia) appartiene alla "cultura" o alla "idiozia".

Passo subito ad esempi.

Ricordate la pubblicità della gomma da masticare vigorsol, con lo scoiattolo petomane ? Oppure, quella della patatina con special guest Rocco Siffredi ?

Fanno sorridere o minano il comune senso del pudore ?