Splenderà un giorno il sole che mi porto dentro.
Troverà la fessura per mostrarsi in tutta la sua forza.
Tappato all’interno di pelle e speranze,
violato all’esterno da scatole vuote.

Potere esercitato abusandone:
falso traguardo di persone frustrate.
Doppio risultato:
gioia effimera della presunta superiorità
e caduta del rapporto con chi ci circonda.

Lo sento, quasi lo tocco il sole.

Formicola dentro la sensazione di vuoto che riempio a fatica.
Spalmato di sogni recisi, continuo nel viaggio del vivere.

Le sbarre che bloccano il bisogno di parlare
Non sono fisiche, non sono tangibili.
Sono piantate da chi ha deciso di giudicarti sovversivo
Solo perché dimostri che sei vivo.

In un attimo il tuo nome diviene anagramma.
Ingoi la rabbia facendo felice chi ti sovrasta.
Mastichi fiele pensando sia il suo.

Poi l’energia si libera, rischiando di rovinare tutto.
Allora cerchi un qualcosa che ti affranchi dal fardello.
Qualcosa che non aggiunga rovine alla distruzione.
Qualcosa di lecito, di libero, di tremendamente doloroso.
Qualcosa che ti faccia sentire fiero,
alla faccia di chi ti vuole sepolto sotto la sua idiozia.

Scrivi, salti, corri, fuggi.
Volti le spalle a quello che sarà il domani.
Per continuare a sperare, per vivere adesso,
per avere ancora fiducia in te stesso.