in realta' siamo daccordo. quello che dico io e' che le scelte ora ci sono, e sono disponibili. un figlio di un operaio puo' diventare ingegnere se vuole. (e qui il discorso si amplia tantissimo...) quello che dico io e' quello che dici te quando parli della paralisi di fronte alle scelte. si' ci puo' essere anche una paralisi e puo' anche colpire una maggioranza, pero' le possibilita' ci sono. e per definire se stessi e' necessaroi fare scelte.
i nostri nonni non potevano decidere se diventare un rockabilly, un punk, un metallaro, un rapper, un hip-hoper, un musicista di musica classica, un jazzista, e altre duemila subculture, le scelte erano poche e tutte dentro alcuni canoni. o zappavi il campo o nulla da mangiare. il fatto che ci siano piu' scelte ci fa mettere in gioco, e a volte ci paralizza, ma le scelte adesso ci sono e come.
se la mettiamo in termini estremi possiamo dire che tutto cio' rispecchia anche la societa', dove per andare avanti bisogna sempre piu' specializzarsi, ma la gente si laurea al 10 anno di universita' se va bene e poi si ritrovano a 40 anni in casa di mamma che prepara il pranzo e la cena. altrimenti vogliono una moglie che sia la sostituta piu' il sesso.
sviluppo zero.
dipendenza massima.
Una volta ci si faceva il culo per vivere, ora è la vita a esser presa per il culo! [Heerokeem]
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