IL FORZUTO
Grosso, con maglietta e pantaloni larghi per sembrarlo ancora di più. Quando pesa meno di un quintale si deprime. Il suo motto è: "l'impurtant l'é caregà" (l'importante è caricare) e agisce di conseguenza. L'asta del suo bilanciere non è mai dritta - MAI! I manubri non li usa dal 1996. Si lamenta sempre che le macchine abbiano poco carico e, per ovviare a questa mancanza, lega delle piastre al pacco pesi con delle catene o altri metodi assai ingegnosi.
Nella panca piana utilizza una presa molto larga: il mignolo è a diretto contatto con le piastre. Il suo squat non è mai completo. Per rematore e stacchi utilizza ganci di ogni tipo pur di non perdere la presa. Ha fasce su polsi, gomiti e ginocchia. Generalmente necessita di due o tre istruttori per aiutarlo, per questo non è ben visto dal proprietario.
Gli esercizi monoarticolari sono un'eresia per lui. La sua scheda è invariata da anni e il numero di ripetizioni è sempre inferiore a 6. Nel periodo estivo si concede dei periodi di recupero e per rilassarsi invece "da fà putènsa" (fare potenza) fa serie massimali da 1 ripetizione. Aerobica e addominali non rientrano nel suo vocabolario.
Scherza con tutte le ragazzine e spesso le utilizza come peso aggiuntivo da mettere sulla pressa o sul peck deck, possibilmente due o tre per volta.
A chiunque gli chieda un consiglio, si avvicina e svela a bassa voce - anche se la palestra è deserta - il segreto della crescita: "carega" (carica).
Sfrutta i tranining partner fino a ridurli a pezzi. Un anno di allenamento col forzuto è peggio dell'addestramento dei marines di Full Metal Jacket. Ma fuori dalla palestra è un gran simpaticone.



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