Martedì, 15 Ottobre 2002




SOSTANZE VIETATE Chiesto il giudizio per i titolari di un’azienda farmaceutica di Vigonza
Il doping negli integratori
Per l’assunzione del prodotto sono già state rovinate le carriere di atleti famosi



Sulla confezione venivano indicati come "integratori dietetici di aminoacidi a catena ramificata".Ma i risultati delle analisi li bollano come "steroidi nor-androstendione e androstendione". Sostanze dopanti che hanno inchiodato al muro le carriere di atleti come Andrea Longo, mezzofondista olimpionico, Silvana Trampuz, maratoneta, e Francesco Pavan, rugbista della Lofra Mirano. Sono stati proprio loro a denunciare l'azienda farmaceutica padovana che importa in Italia dagli Usa gli integratori-steroidi. Lo hanno fatto dopo essere stati trovati positivi dalle autorità sportive e sospesi dalle competizioni.
Si chiamano "Bccaa Branched Chain Amino Acids" e "Glutamax 1000" gli integratori che hanno "incastrato" Longo, Pavan e la Trampuz. Sono sostanze prodotte negli Usa, dove la legge sul doping è molto di manica larga. E importate in Italia dalla "Srl Interpharm Herbes" di Peraga di Vigonza, il cui rappresentante legale è Massimo Francese. Secondo il pubblico ministero Antonino Cappelleri, la farmaceutica commercializzava, ed era conscia di farlo, sostanze dopanti rientranti nella classe C di agenti anabolizzanti indicati nella legge 376 del 14 dicembre 2000. L'inchiesta è stata conclusa in queste settimane. Il pubblico ministero chiede il rinvio a giudizio dei due soci della farmaceutica, Massimo e Alberto Francese, e di un loro collaboratore commerciale, con le accuse di frode in commercio e vendita di medicinali senza l'autorizzazione, oltre alla violazione della legge sul doping di due anni fa.

Massimo Francese e la "Srl Interpharm Herbes" non sono nuovi a vicende del genere. L'imprenditore di Peraga di Vigonza è finito in passato nelle maglie del procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, quando indagava sulla diffusione di farmaci nel mondo del calcio, e più specificatamente sull'uso della creatina. Sostanza che verso la metà degli anni Novanta veniva utilizzata nella preparazione dei giocatori di molti club. Massimo Francese è stato processato a Torino e condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa, per frode in commercio, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, vendita di farmaci senza l'autorizzazione ministeriale.Altro servizio nel fascicolo nazionale.



Edizione del 15/10