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Discussione: La legge universale dell'allenamento

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  1. #1
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    Le combinazioni proposte sono da farsi in un allenamento, ma niente vieta che ogni riga sia da considerarsi come una settimana, perciò le variazioni di inclinazione sono settimanali. Tutto sta a voi, a quello che volete fare, a come lo fate. Una variabile in più è una possibilità in più. Potete coglierla o meno. Non è che automaticamente porta a dei vantaggi. Come direbbe Sun Tsu, “le occasioni si moltiplicano se vengono colte”.

    Le possibilità date dalla variazione degli esercizi sono notevoli, e dovreste farle vostre, senza ragionare in maniera unidirezionale. Non schizzate dalla parte opposta come tutti quelli che seguono l’ultima moda.

    La filosofia che c’è dietro alle variazioni degli esercizi è che queste devono servire per potenziare il movimento che ci interessa. Se a noi interessa lo stacco, dovremo trovare esercizi che hanno attinenza con lo stacco, perciò stacco in varie altezze, impugnature o simili, ma, ad esempio, le iperestensioni non dovranno essere considerate. Se ci interessa la panca, una forma di esercizio su questo movimento è ok, il lento avanti, il military press, le parallele non devono far parte di questo tipo di variazioni

    Mi raccomando, considerate che le variazioni devono essere graduali per funzionare bene, cioè ci si deve muovere in un intorno del piano delle configurazioni. Altrimenti è andare a caso. Se ci pensate, i giochino che ho proposto sono una versione più formalizzata del pensiero da palestra che dice “cambia esercizi quando sei in stallo”, ma in questo caso la variazione è così brusca di solito che l’adattamento deve nuovamente ripartire da capo. Non è che non funziona, ma non è ottimale.

    Fare propria la tecnica di variazione degli esercizi passa attraverso una buona sperimentazione di combinazioni, ma se ci riuscite avete fra le mani un sistema potentissimo di miglioramento. Incredibilmente, è a costo zero. Perché non provare?

    Comandamento numero quattordici: pianificate ma-non-troppo. Dovete imparare a pianificare. Ciò non significa riportare maniacalmente tutto su un diario e leggerlo dopo. Significa riuscire a darsi degli obbiettivi e centrarli.

    “Darsi degli obbiettivi” non è a sua volta dire “fra 10 anni voglio”, ma delle scadenze a breve e medio termine. Identificate quello che volete, poi determinate i passi che volete intraprendere. Fateli e confrontate quello che è successo con quello che pensavate sarebbe successo. Analizzate i vostri errori e datevi un motivo per cui questi sono accaduti. Si chiama “analisi degli scostamenti”. Se capite dove sbagliate e perché, non rifarete questi errori.

    Nella pratica: scrivete su un pezzo di carta igienica non sporca lo schema che volete seguire per arrivare ad un obbiettivo, in maniera completa. Poi eseguitelo senza essere rigidi: non dovete aspettare 20 settimane per capire che 2×40 fa cagare.

    Questo modo di ragionare elimina una serie di errori ricorrenti. Un esempio su tutti: se voi utilizzate come strategia “faccio 3×6 e ogni volta aggiungo peso se posso”, cercate di scrivere precedentemente quanto peso pensate di utilizzare. Se non avete idea, state andando a caso. Se la previsione non è azzeccata, qualcosa non va. Analizzatela.

    Non è che dovete pianificare così TUTTO: fatelo per 1, massimo 2 esercizi importanti a seduta. Il resto, fate come vi pare. Se già farete così, migliorerete a livelli devastanti, dato che non lo fa mai nessuno.

    Una struttura di sessione che funziona è composta da una parte a basse rip, una parte a rip medie, una parte che è quella che vi pare a voi. La ripartizione dei tempi può essere diversa, alcune componenti possono azzerarsi anche per certi periodi, ma complessivamente in un mesociclo o in un macrociclo devono essere presenti tutte e tre le componenti.

    La parte a basse rip è quella per la forza, quella a medie rip è quella più identificabile come ipertrofica, poi c’è il CCCP, dizione di VIERI di bbHomepage, cioè Che ***** Ci Pare. Una seduta deve evolvere in questo modo:
    1) all’inizio la componente a maggior impegno neurale, che vi lascia stanchi e storditi e poco propensi a caricare Kg sul bilanciere. Va pianificata. Banalmente, l’intervallo di ripetizioni dovrebbe essere 1-4.
    2) di seguito una parte a Kg inferiori con meno stress sul SNC. Va pianificata ma senza fissarsi. Utilizzate un intervallo di ripetizioni di 6-8
    3) Il finale della seduta, composto proprio da tutti quegli esercizi che vi fanno rilassare, da esperimenti, da pompaggio, da quello che volete. Andate in palestra per svagarvi, non per stressarvi. Non sottovalutate questa parte.

    Impostate per le prime due componenti una progressione, in un esercizio per seduta. Una progressione consiste nello stressare una variabile, solitamente il carico, modificandone anche altre.

    Ad esempio, panca, per la forza:
    1° settimana:5×2 rec 2’
    2° settimana: 5×1 rec 1’30”
    Si cambia esercizio, si passa a un altro ciclo di due settimane, per un totale di 6 settimane. Questo ciclo stressa il carico fino a valori submassimali, poi si cambia esercizio per evitare l’adattamento. Ad esempio partiamo da molta inclinazione e scendiamo.

    Per l’ipetrofia:
    1° settimana: piramidale inverso 2×6 + 1×8 + 1×8 carico costante nelle prime 2 serie
    2° settimana: piramidale inverso 2×4 + 1×6 + 1×8 più carico (costante) nel 2×4, a scalare il resto
    3° settimana: piramidale inverso 1×4 + 1×6 + 1×6 + 1×8 classico piramidale inverso
    Si ripete il ciclo cambiando esercizio, ad esempio panca inclinata, panca stretta.

    Il primo schema lo chiamiamo A, il secondo B. L’applicazione di questi schemi dà luogo ad un andamento del genere
    Una regola importante è che voi dovete pianificare dei cicli di durata breve: in questo caso sono 6 settimane, ma 2+2+2 o 3+3. Questo è necessario perché potete in questo modo rendervi conto se progredite o meno. Insopportabili i cicli di 8, 10, 20 settimane. Nel frattempo posso ammalarmi, divorziare, impazzire ed essere rinchiuso, commettere un omicidio. E che faccio con il mio bel ciclo? Interessante il fatto che su Internet tante domande ricorrenti nei cicli lunghi sono del tipo “e se devo smettere nel mezzo?”. Fate cicli corti, potrete terminarli.

    Alcune idee:

    Se voi ragionate ad alzate (es. panca, squat, stacco), pianificate in ogni seduta un esercizio base per la componente neurale e un complementare per la parte ipertrofica. Esempio:
    Lun: squat basse rip, pressa alte rip
    Mer: panca basse rip, panca inclinata alte rip
    Ven: stacco basse rip, stacco gambe tese alte rip
    (mi raccomando, “basse” e “alte” hanno significato diverso nei vari esercizi)

    Se ragionate ad area corporea (es. petto, spalle, braccia) eseguite per ogni area un esercizio con schema ipertrofico sempre, ma in ogni seduta inserite un esercizio per la forza per un gruppo muscolare. Esempio:
    1° settimana: Lun: petto/spalle – panca basse rip, panca inclinata alte rip, lat machine alte rip, rematore alte rip
    2° settimana: Lun: panca alte rip, panca inclinata alte rip, lat machine basse rip, rematore alte rip
    Questo perché chi ragiona in questi termini arriva velocemente ad un volume di lavoro molto elevato e due schemi forza/ipertrofia per gruppo muscolare sono troppi

  2. #2
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    Se ragionate “a full body” eseguite a rotazione uno schema a basse rip in ogni seduta, all’inizio della seduta. Esempio:
    Lun: panca basse rip, trazioni, squat, stacco
    Mer: squat basse rip, trazioni, panca, stacco
    Gio: stacco basse rip, trazioni, panca, squat
    Sulle full body ci sarebbe molto da scrivere, però si può notare già da questo piccolissimo esempio come la rotazione degli esercizi fornisca uno schema variazionale notevole. Per inciso, una full body che lascia invariate le parti muscolari colpite ma cambia di volta in volta il tipo di esercizio è ben più produttiva di una full body eseguita come mera ripetizione di una scheda sempre uguale.

    Nella parte CCCP inserite tutto quello che non pianificate o che non è pianificabile. Che so… gli esercizi con i manubri per le spalle, magari fatti in stripping, il pulley basso eseguito dopo il rematore pesante. Non è una parte inutile, ma fondamentale. Però cosa state a fare? A segnare i Kg dello stripping? Io solitamente scrivo “spalle con manubri”, “curl bicipiti”, “addominali”. E’ importante fare 3×10 o 3×8 di addominali? Dài… Mi concentro su 2, 3 elementi fondamentali, poi ho delle idee di cosa voglio fare, le faccio, fine. Non è che ci penso 2 mesi prima.

    Ancora, c’è chi pianifica un’anno intero, chi vorrebbe seguire i modelli periodizzati stile periodo precompetitivo, competitivo etc etc. Gareggiate? Nel 99.9% dei casi la risposta è NO, perciò considerate una pianificazione a breve fatta decentemente, poi una a più lungo periodo non così definita: al termine di un ciclo, cercate di capire come state, quello di cui avete bisogno, quello che vi è piaciuto, quello che avete odiato. E variate un po’.

    Alla fine quello che è più efficace è una alternanza di periodi dove si stressa di più la componente “forza” e altri dove si stressa di più la componente “ipertrofia”, in maniera quasi alternata. L’importante è che cerchiate di mantenere una certa continuità.

    Dosate in pratica le varie componenti non solo all’interno dei singoli allenamenti, ma anche fra i vari mesocicli

    Dopo un periodo più incentrato sulla forza sarete magari così sclerati che non vedete l’ora di andare in palestra a pompare su serie da 20. Fatelo. Nel tempo vi accorgerete che comincerete però ad oscillare fra periodi ben definiti. E’ lì che si vede l’esperienza e il conoscersi. Chi si allena da una vita con successo fa proprio questo. Ma per arrivare a questo punto si deve sperimentare.

    A questo punto vi aspettereste la classica schedina con i compitini da fare. Non ve la darò. Perché è impossibile. Qualunque tipo di idea è, appunto, un’idea. Mettere insieme tutte queste cose porta a una scheda che è del tutto diversa da quelle che avete visto fino ad ora. O, almeno, se siete arrivati a leggere fino qui, significa che c’è interesse. Penso però che ognuno di noi debba apprendere delle cose e sforzarsi di metterle in pratica.

    Molti non saranno convinti, molti detesteranno quello che ho scritto. Una parte vorrebbe provare, di questo sono sicuro. Ma magari sono spaventati da un cambiamento radicale. Questo è normale, le abitudini danno sicurezza. A voi come a me, non è che io sia un alieno, ma un essere umano come voi, con i vostri stessi dubbi.

    Vedo, leggo, sento di persone che si allenano veramente dim*****, però sono convinte di quello che fanno, sono contente dei risultati. Perché rompergli le palle? Perché dirgli “il tuo modo di allenarti è pessimo”? Anche se fosse vero, nessuno è disposto ad accettare consigli con delle premesse simili. Ma se questo è facile da comprendere, simile a questa situazione è una proposta di scheda del tutto differente dall’usuale: se io ti dico che questa è ok, ed è diversa dalla tua, significa che la tua è automaticamente ko. E questo non è che sia il massimo dell’approccio…

    Io sono per un approccio graduale. Poco ma in maniera convinta ed assimilata. Da lì è facile aggiungere altro e poi altro. Cambiamenti localmente minimali che generano globalmente una enorme differenza.

    La mia proposta è: introducete pochi elementi nel vostro allenamento, con entusiasmo e capacità di giudizio. Vi consiglio:

    Uno schema 10×1 di stacco con 1’ di recupero. Scaldatevi, mettete un peso decente, fate una singola, iniziate a contarle. Poi salite di un po’. E fatene un’altra dopo 1’, poi salite ancora fino a che non lo sentite impegnativo-ma-non-mortale. Andate avanti, se ce la fate, finite il 10×1, altrimenti scaricate e continuate. Segnate tutto. La volta dopo cercate di incrementare un po’ i pesi, o più ripetizioni con un peso con cui avete fatto, che so… solo 2 singole, o più peso in assoluto. Fatelo per 3 allenamenti uno a settimana, cercate di capire cosa è successo.

    Uno schema che testai a suo tempo per vedere cosa succedeva, la prima cosa che ho fatto: andate alla lat machine e fate 3 ripetizioni con un carico con cui ne fate 10. Recuperate 30” e andate avanti, fino a che non ne fate 2. Poi smettete. Fatelo per 3 allenamenti uno a settimana, cercando di aggiungere serie su serie (mi raccomando, non ripetizioni su ripetizioni)

    Applicate questa roba ad altri esercizi, se volete, ma complessivamente solo a 1-2 a seduta. Sono schemi abbastanza veloci, ma non devono portarvi via tempo complessivo. Per il resto, fate come avete sempre fatto. Al termine, ne riparliamo.

    La sperimentazione è proprio questo: provare in un ambiente dove le variabili sono controllate. Se voi snaturate tutto quello che state facendo, il merito del successo è dovuto alla bontà di quello che fate, o al semplice fatto che state cambiando? Al contrario, un insuccesso porta al disamoramento completo: non c’è niente di peggiore che riporre aspettative ed entusiasmo ed essere delusi. Si diventa proprio cattivi e si odia quello che si è fatto. Poiché io credo fermamente che quello che ho proposto funzioni, non voglio che voi rinunciate perché vi spingo a forza verso un cambiamento che non è appropriato. Se serve, apritevi un diario su uno dei forum presenti su Internet o, meglio, leggete quelli di altri: l’applicazione pratica dei concetti sopra esposti passa attraverso 1000 trucchi e trucchetti, tantissime finezze che non possono essere spiegate in una trattazione unica. Avvantaggiatevi dell’esperienza di altri e non usate Youtube solo per vedere le gare di fitness in bikini. Ok, fatelo, ma fatelo DOPO.

    Un punto importante che a cui dedico le ultime righe: dovete imparare una corretta tecnica di esecuzione. Questo per 3 motivi:
    1) banale: non vi dovete infortunare. Che senso ha farsi male per una cosa che piace fare… in più, chi è infortunato non può allenarsi. Niente allenamento, niente stimolo, regresso. Semplice e crudele
    2) una tecnica corretta e funzionale al movimento è il modo migliore di massimizzare la vostra forza. Molte volte c’è gente che pensa di avere i tricipiti deboli ma in realtà esegue la panca mandandola verso il collo. Tutta di deltoidi…
    3) Come c’è una estetica fisica, c’è anche una estetica esecutiva. Essere forti significa anche dimostrare di dominare il peso che si sta sollevando. E “dominio” significa “controllo”: una esecuzione senza sbavature, strattonamenti, asimmetrie, spinte, tremori è indice di controllo. Una velocità “giusta” (e tutti in testa abbiamo questa idea) è indice di controllo. Una tecnica corretta permette di avere questo controllo. Dovete essere belli quando eseguite le vostre alzate!

    Per avere una buona tecnica dovete confrontarvi anche su questa. Riprendetevi e postate le clip. Il confronto all’inizio mette soggezione, ma è una opportunità che non ha pari. Io sono migliorato essenzialmente per questo.

    Infine: io non sono lì con voi. Non vi vedo, non vi conosco. Non posso perciò garantirvi nulla. Non è un “disclaimer” o uno scarico di responsabilità. Non ci sono e basta. Come faccio a sapere se ho spiegato bene, se eseguite correttamente, se non è il caso di riposare oppure è bene pestare duro… Io posso suggerirvi le cose, poi siete voi che le mettete in pratica. Lo dico per il rispetto che ho per l’ascoltatore. Perciò, ragionate, non fidatevi e basta. Io in media ogni giorno dico 3 cose intelligenti e 14 cazzate. Una puntina di paranoia aiuta a sopravvivere, sotto i pesi e nella vita

  3. #3
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    A quando il libro??

    Ottimo lavoro Paolo, veramente.

    Se l'avessi letto io l'anno scorso quando ho iniziato avrei scassato meno le balle qui sul forum, per questo consiglio questa lettura a chiunque abbia dubbi!
    il dolore non esiste, esiste il fastidio, ma è sopportabile.
    heero

  4. #4
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    ti stimo tantissimo..

    e detto da un matematico non è da buttare via.. condivido l'idea del libro, facciamo una colletta e finanziamolo!

  5. #5
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    92 Kg di cattiveria allo stato brado!!!
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    Ci tenevo a dirti che l'ho letto tutto d'un fiato...non ho nemmeno studiato oggi!Hai il merito di aver raggruppato tantissime cose (alcune anche ovvie,ma è normale) ed hai dato loro organicità.Ora ci medito su perchè offri migliaia di spunti.
    Complimenti vivissimi!!!

  6. #6
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    Allora Paolo: farò una pubblicità enorme di questo libro a chiunque io incontri!


    Semplicemente meraviglioso!

  7. #7
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    Volevo aggiungermi anch'io al coro dei ringraziamenti. Le prime due parti le ho lette e le ho trovate molto interessanti, adesso mi sparerò l'ultima
    Per me che son novello assetato di info, è tutta manna dal cielo.
    Ciao.

    Alberto

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