"mondi diversi e pur sempre immondi"
"abbandonarsi ad un corpo che ti abbandona,
amando ciò che non ti appartiene"
branco spaccano le tue parole, veramente!!!!!!
"mondi diversi e pur sempre immondi"
"abbandonarsi ad un corpo che ti abbandona,
amando ciò che non ti appartiene"
branco spaccano le tue parole, veramente!!!!!!
il dolore non esiste, esiste il fastidio, ma è sopportabile.
heero
Accade talvolta di stare sdraiati.
Naso all'insù a fissare una nube.
Nulla di particolare, nessuna forma precisa.
Niente fantasie su che animale possa rappresentare.
Accade però che il silenzio non perdona
e muovi quella nube come se fosse tua.
La vedi cambiare di forma e colore
e pensi che tutto alla fine sia un viaggio.
Accade che ti trovi ad ascoltare la tua musica
fingendo di avere sotto mano una batteria.
Battendo il tempo, scandendo il ritmo
solo per non pensare ad altro.
Accade che invece provi un gusto amaro
a trovare sangue tra le tue parole.
Accade anche che ai tuoi piedi
calzi le stesse scarpe di allora.
Non sono lacere, non sono sporche, di fuori.
Semplicemente ti piacciono, o ti piacevano quando le comperasti.
Vorresti buttarle e comperarne di nuove.
La loro funzione la fanno ugualmente, ma le mode passano.
Accade però che pensi a quanti ricordi ci sono in quelle scarpe.
Il dilemma è quello: continuare a ricordare, o fare un control alt canc?
Accade che ogni pausa nei discorsi, nelle attività
diventi un vuoto da colmare.
Ogni pretesto fa sì che la testa lavori.
Ogni farfalla in te spegne i colori.
Accade di allungare la mano verso il sole,
giusto per guardarla controluce.
Quasi vorresti sentirla non tua,
staccata dal te che non riconosci.
Giusto per guardarla con altri occhi,
giusto per pensare alla tua vita senza di lei.
Diamo sempre per scontato che ciò che abbiamo sia normale
salvo poi rimpiangerlo se lo perdiamo.
Forse è normale, forse è umano.
Accade che pensi alle batoste nella vita,
magari ascoltando "Sally" di Vasco Rossi.
Ingoi pensando che molti stanno peggio.
Ma è un attimo solo, poichè tra breve penserai come prima.
Catrame ardente i vecchi ricordi.
Come immaginare un viale alberato appena asfaltato.
Bello, no?
Le piante allineate ai lati, il nero lucido e senza buche,
le macchine che passano facendo solo quel sibilo con minimo attrito.
Accade però che dopo un po' di tempo
l'asfalto inizi a creparsi, si formino degli avvalamenti, se non buche.
Eppure l'azienda appaltatrice era referenziata, il bitume era ottimo.
Allora?
Allora come mai questi difetti?
Semplice, le piante sono vive
e si ribellano.
Iniziando dalle radici.
Ultima modifica di user_del87452; 07-05-2007 alle 10:08 PM
Non sono speciale.
Non sono diverso.
Non sono invincibile.
Non sono infallibile.
Non sono un super-eroe.
Non sono in grado di controllare il mio destino.
Non sono un genio.
Non sono furbo.
Non sono capace di assorbire tutto.
Non sono un metro sopra gli altri.
La mia parte narcisistica, seppur piccola, rivendica il suo spazio, devastando tutto ciò che gli sta attorno.
Sono solo uno stronzo bastardo.
Non posso continuare così.
Quante fotografie non scattate.
Quante immagini indelebili da non ricordare.
Quanti momenti scivolati via senza sapere come trattenerli.
La volontà cozza contro l'inettitudine.
In fallo il piede che prova a tastare il terreno.
Allora la mente non vuole fermarsi più.
Inizia a capire che non ci riesce, eppure continua il lavoro imperituro che logora e uccide.
Non si può sentire ciò che il corpo dice.
Meglio ammantare il tutto con idee e pensieri.
Un calcolo, una scommessa, una sfida con se stessi.
Tanto poi ti sfogherai in qualche modo.
Intanto la mente ti blocca e ti calma.
E' come caricare una molla fino all'impossibile.
Prima o poi scatterà, prima o poi libererà tutta la sua violenza.
Il momento arriva: tac...
E poi...
E poi ti ritrovi a ricaricare di nuovo quella maledetta molla,
pronto per un'altra esplosione.
Passano i giorni, gli anni sono 27.
Volano le cose attorno a te.
Puoi solo rimpiangere ciò che non fai.
Puoi solo immaginarti diverso, se solo quella volta avessi fatto in quell'altro modo.
Battersi il petto non serve,
ma piuttosto che smettere, lo batti con un martello.
Dio mio, dove sei.
Dio mio come posso amarmi...
Dio mio, tutti dicono che esisti,
e non vorrei scoprirlo solo una volta morto.
Abituato alla vita tanto da non farci più caso.
Si vive per andare avanti,
come dire: "Sono vivo da quando sono nato, non vedo perchè non continuare".
Si va' avanti...
Immobili.
...Si accendono le luci dei lampioni,
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni.
Ed un pensiero le passa per la testa:
forse la vita non è stata tutta persa,
forse qualcosa s'è salvato,
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato,
forse era giusto così,
forse, ma forse, ma sì...
Ancora in lotta contro la parte di me che non so controllare.
Ancora tentenno tra il sembrare perfetto e il distruggere tutto.
E' come se ad un certo punto della giornata mi dicessi: "Ecco, sono stato quello che tutti vogliono; ora è tempo di sbaraccare tutto per poi ricominciare domani".
Ed ecco allora che il mostro esce allo scoperto.
Ecco che il bambino incaxxato torna a rivendicare attenzioni.
Giorno dopo giorno.
Pioggia, sole, vento.
Tic tac...
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