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Discussione: Diario di Lady Oscar

Visualizzazione Ibrida

  1. #1
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    Citazione Originariamente Scritto da vitrum Visualizza Messaggio
    L’atleta è colui che non si accontenta della propria condizione e tramite la sua intelligenza e volontà fa di tutto per migliorarsi senza riguardo dei sacrifici. Fissare degli obiettivi, raggiungerli e una volta raggiunti fissarne dei nuovi è proprio dell’atleta. Carl Lewis non si accontenta di correre i cento metri in 10’’, vuole scendere al disotto: i muri sono fatti per essere abbattuti! In palestra quella del bodybuilding è, come si dice, una ginnastica di resistenza progressiva, cioè quella di spingere il fisico, attraverso l’allenamento intelligente, a sopportare carichi di lavoro sempre più alti per cercare di ottenere i risultati voluti. Per me ha poco senso effettuare una serie di un esercizio e fermarsi all’ottava ripetizione quando ho la possibilità di farne altre due. In questo modo si perde l’occasione di spingere il proprio fisico al limite delle proprie capacità nella speranza di innescare quei meccanismi che inducono una risposta di adeguamento a nuovi livelli di capacità. Limitarsi non ha senso e in ogni caso si perde una grossa occasione per migliorarsi: e dopo ci si lamenta perché non si vedono risultati! E’ ovvio che tutto questo debba essere fatto in un contesto che coinvolga anche la sensibilità allo stimolo utile. E’ ovvio che se non si esegue bene l’esercizio c’è la possibilità di infortunarsi. Una qualità dell’atleta è quella del coraggio. Bisogna essere coraggiosi per cercare di raggiungere i propri obiettivi prendendosi i propri bravi rischi. D’altronde come dice il detto: “Chi non risica non rosica”.


    Ciao,
    Vitrum
    Mi permetto di dire la mia sull'argomento...oltre alle considerazioni di natura tecnica esposte da somo, che condivido.

    Ho citato parte del post di Vitrum, per dire che come sempre e' una questione di obbiettivi.

    Se una persona si pone come obbiettivi il bb, indipendentemente dal livello a cui si trova, potra' seguire certe strategie.
    Il cedimento avra' un senso o meno solo se avvicina o meno agli obbiettivi che ci si pongono.

    Esempio se sto facendo un meso di forza allora e' concettualmente sbagliato voler fare la ripetizione in piu'!
    Perche' semplicemente cio' mi porta piu' lontano dal mio scopo.
    Poi ammetto un'eccezione del tipo: ho fatto il mio lavoro per bene sull'es che mi interessa, magari faccio un paio di serie di curl di concentrazione a cedimento.
    Ma questo e' il contorno, la pietanza l'ho lavorata in modo appropriato al mio target.

    Per il bb puo' avere un'utilita' ma con tempi e modi ben precisi, di certo non sempre e non su tutti gli esercizi.

    Ti prego non dirmi che un qualita' dell'atleta e' quella del coraggio!!!

    Cosa vuoi dire, non mi e' chiaro. Che forse vale la pena correre il rischio di infortunarsi?
    Questa non e' una qualita' dell'atleta, questo e' il punto zero (non uno) da evitare per l'atleta.
    L'infortunio rallenta i tuoi progressi, ti fa regredire anzi perche' spesso occorre uno stop e delle cure.
    Allenandosi in modo avveduto si ottengono certamente molti risultati e questo vuol dire NON prendere rischi, se possibile mai.

    Io saro' molto protettivo su questo, ma qualsiasi cosa potrebbe farmi infortunare in palestra non e' una cosa che vale la pena di fare.

  2. #2
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    io sto vedendo proprio adesso grazie al somo e gli altri che allenarmi senza cedimento è una cosa stratosferica. poter fare squat 4 volte a settimana senza dover prendere l'ascensore per un solo piano è fantastico ...

  3. #3
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    ahah, grande kick
    che poi a dirla tutta io non sono contrario in assoluto al cedimento
    anzi, a volte si può anche andare oltre con tecniche speciali,ma il tutto deve rientrare in una concezione + ampia.

    oltretutto non ho mai visto una persona in palestra considerare il cedimento tecnico. quando si parla di cedimento ci si riferisce sempre (purtroppo) al peso che si ferma a mezz'aria.
    se poi ci si allena utilizzando cheating ecco che si può facilmente superare il limite del sicuro ed infortunarsi.

  4. #4
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    neanch'io lo sono, ma almeno su certi esercizi mi rendo conto che andrebbe considerato solo il cedimento tecnico (in primis squat e stacco)

  5. #5
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    Mi devo ricordare anch'io di non tirare sempre fino alla morte...
    "Come soleva dire il mio prozio buonanima...lo sterco di cavallo si spande quando lo si calpesta"


    "Come soleva dire il mio prozio buonanima...ascolta sempre lo scorrere del fiume, ma sta attento sempre a non bagnarti"


    "Come soleva dire il mio prozio buonanima...il momento della partenza arriva quando meno te lo aspetti"

  6. #6
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    Chiedo scusa ad Ale che ospita suo malgrado questa discussione sul suo diario, ma voglio dire un altra cosetta in proposito.

    Saro' come detto ultraprotettivo e non so che altro, ma secondo me il concetto di cedimento tecnico e' un artefatto.

    Nel senso che non dovrebbe esistere la possibilita' di cedere tecnicamente ma pensare di fare un'altra ripetizione.
    Per me e' un contro senso. Vuol dire per definizione che la ripetizione che sto per eseguire non sara' corretta tecnicamente, di conseguenza sara' inutile (non potro' far lavorare i miei muscoli in modo appropriato se la forma e' scorretta) e pericolosa (sono a rischio infortunio).

    La conclusione e' che per andare oltre il cedimento tecnico (ma prima del cedimento concentrico) posso usare due strategie:

    - Cheating...una delle cose piu' pericolose che ci siano in palestra, se ne abusa in modo esagerato (non e' una tecnica di intensita', e' proprio una assenza di tecnica corretta).
    ok, esistono modi di fare cheating meno pericolosi di altri, ma non per tutti gli es.

    - Forzate, che io non faccio mai...ma bisognerebbe vedere come si fanno (spesso lo spotter fa un vero esercizio per suo conto, invece di scaricare meno kg possibile come dovrebbe)

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Mike Visualizza Messaggio
    Chiedo scusa ad Ale che ospita suo malgrado questa discussione sul suo diario, ma voglio dire un altra cosetta in proposito.
    Anzi, una discussione di questo livello non può che arricchire il mio diario ed essere utile agli altri utenti che lo leggono...

  8. #8
    Data Registrazione
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    Citazione Originariamente Scritto da Mike Visualizza Messaggio

    Ti prego non dirmi che un qualita' dell'atleta e' quella del coraggio!!!

    Cosa vuoi dire, non mi e' chiaro. Che forse vale la pena correre il rischio di infortunarsi?
    Questa non e' una qualita' dell'atleta, questo e' il punto zero (non uno) da evitare per l'atleta.
    L'infortunio rallenta i tuoi progressi, ti fa regredire anzi perche' spesso occorre uno stop e delle cure.
    Allenandosi in modo avveduto si ottengono certamente molti risultati e questo vuol dire NON prendere rischi, se possibile mai.

    Io saro' molto protettivo su questo, ma qualsiasi cosa potrebbe farmi infortunare in palestra non e' una cosa che vale la pena di fare.
    Al contrario, caro Mike. Affrontare allenamenti dissennati non è coraggio, ma scelleratezza. E’ logico che gli infortuni sono da evitare. Il coraggio è proprio di chi si vuole mettersi ogni volta in discussione e non da mai nulla per scontato. E’ quello di ricercare nuove strade e sfidare nuovi limiti. Il coraggioso è una persona intelligente che vuole andare oltre.

    Ciao,
    Vitum

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