Una dieta sbilancia il nostro fisico. Infatti, in entrambi i casi di diete (iper o ipocaloriche), lo scopo è proprio quello di squilibrare la ricerca omeostatica di cui il nostro corpo è costante indirizzato.
Nel momento in cui l'alimentazione non dà più i risultati sperati rispetto all'obiettivo, occorre modificare qualche variabile.
Aumento dell'attività fisica ? Possibile soluzione per far aumentare il proprio fabbisogno.
Ciclizzazione dei carboidrati ? Ulteriore strategia per diversificare l'apporto glucidico e per variare la secrezione ormonale.
Ulteriore diminuizione dell'apporto calorico di una dieta ? Possibile generazione di ulteriore squilibrio che ha come contropartita una eventuale dimizione del livello basale (per via del "gioco" al risparmio che svolge il nostro organismo).
In definitiva, non è possibile quantificare in modo circostanziato la durata di una dieta. Tre-quattro settimane sicuramente possono essere il minimo per verificare l'efficacia di uno squilibrio NON smodato (+o- 15-20%). Altri livelli più "aggressivi" di squilibrio, personalmente, li giudico troppo radicali. Sicuramente, il livello di efficacia di un'alimentazione mirata è comunque funzione di risposte individuali.



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