Caro Gigi, non so se mi permetti questa "tenera" quanto unilaterale effusione epistolare, ma tanto mi potresti essere figlio (non dico biologicamente quanto anagraficamente, ovvio). Ma poiché, scared and shy, non mi spingo mentalmente a tanto, mi considero zio, appunto come da titolo.
Dopo il barbossisimo prologo, ciò che mi ha suscitato il Tuo post è un misto fra comicità, tenerezza e comprensione.
Comicità perché è chiaro che gli episodi di "sgarro" (*) alimentare sono all'ordine del giorno nella vita quotidiana di un giovane come Te. Se penso al sottoscritto alla Tua età, ricordo (casualmente, c'era proprio Italia-Germania nell'ottantadue, mentre facevo la matura) che il testosterone girava per il mio corpo come le trote in un lago di allevamento. Prendevo la bici e mi facevo chilometri e chilometri. Facevo piscina, giocavo a pallacanestro alle due del pomeriggio in un assolato campo di cemento. Mangiavo come un ossesso e "ossidavo" tutto il mio strato lipidico fra studio, sport e donne. La birra non c'era ancora, non almeno come c'è ora: la bevuta fra amici si limitava a Coca-Cola, Fanta o Seven Up (non so se conosci...).
Tenerezza perché so cosa vuol dire cambiare abitudini, cambiare abiti mentali, atteggiamenti, usi e costumi. So cosa vuol dire rinunciare al piacere del cibo, fenomeno ormai consueto da millenni. Ora lo puoi fare. Certo, non esagerare, non far arrossire Pantagruel, lascia che la "misura" sia la Tua arma/difesa migliore. Anche perché, quando invecchierai, ciò che fai in questi anni Te lo ritroverai come un tesoro che ora stai seppellendo. Le abitudini che adesso prendi saranno il DNA morale che Ti porterai dietro per lungo tempo. Due esempi: il pediatra di mia figlia (quando era nell'età dello svezzamento) ha consigliato di non cucinare i cibi con l'addizione di sale o zucchero, poiché questo la avrebbe abitutata a mangiare cibi addizionati appunto; mio nipote (20 anni) mangia schifezze dalla mattina alla sera, soprattutto con quantità sesquipedali di sale. Risultati: quando avrà la mia età, ci sarà (non glielo auguro, eh, ma visti gli eventi familiari sarà probabile) il Viagra nelle vene al posto del sangue.
Compresione perché ho un passato da obeso. Pesavo quasi cento chili. Non avevo più la voglia di mettermi a torso nudo d'estate. La vergogna di comprare vestiti con taglie superiori e di essere sempre accaldato, ansimante a qualunque minimo sforzo. Quindi capisco, comprendo e giustifico. Ma questo non significa che concordo...
(*) Ovviamente lo sgarro è rispetto ad una consuetudine: il mangiare due pizze o due bomboloni, quando, normalmente, se ne mangia uno solo, è già di per sé uno sgarro...![]()



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