Sarebbe una definizione fantastica della cultura (mi piacerebbe proprio),ma la vedrei meglio come intelligenza, scaltrezza,elasticità..
Sarebbe una definizione fantastica della cultura (mi piacerebbe proprio),ma la vedrei meglio come intelligenza, scaltrezza,elasticità..
Certo, Eco lo dice e lo ripete per provocare una riflessione, non è questa la definizione, ma l'accento non sta nell'intelligenza, scaltrezza o elasticità. Sempre per provocare una rifelssione, prendi il mitico Ulisse, uomo intelligente, noto per la sua scaltrezza per antonomasia, sarebbe un uomo colto oggi?!Originariamente Scritto da Impreza
Quindi fuor di esempi e metafore, un uomo colto oggi deve andare dal diodo alla decrittazione ittita, e se non sa usare gli strumenti teconologici con competenza, è limitato.
Sì, caro VIERI, però il fenomeno dell'allargamento degli orizzonti gnoseologico fa sì che si imponga la specializzazione, piuttosto che il generalismo.
Il fattore "verticale", nato negli Stati Uniti, patria della specializzazione per antonomasia, sta prevalendo anche qua, poiché sarà sempre più difficile avere od ottenere conoscenze ampie e generali.
E parallelamente, occorre tener conto anche dell'etica prevalente: nella società occidentale (e parlo di questa, perché non conosco a sufficienza le altre) il sistema premiante è basato sempre più sul verticismo di conoscenze, peraltro rese sempre più velocemente obsolete dall'avvicendamento tecnologico.
Questo si porta dietro anche altri sottofenomeni:
1. se le conoscenze cambiano velocemente, i ritmi ed i tempi di apprendimento o di aggiornamento devono variare con la stessa velocità;
2. la specializzazione è talvolta così spinta che è possibile bluffare senza temere smentite;
3. le persone che non hanno capacità di adattamento, in funzione delle precedenti considerazioni, sono decisamente destinate a soccombere.
...ecco a me sta roba non mi piace propio perchè potremmo parlare all'infinito replicando e replicando dei concetti...interpetrandoli ognuno in modo diverso...
la matematica invece...
boh...
ricordo che la geometria euclidea si reputava incontestabile...fino all'arrivo delle geometrie non euclidee, vedi Lobacevskij e Riemann...
oppure potremmo parlare dell'uso "ardito" della costruzione participiale o dell'ablativo assoluto in Ammiano Marcellino a paragone di Tacito...
Oppure degli aspetti del verbo russo...
ben che vada la cultura è un fatto eminentemente personale...ben che vada è un pupazzo di neve...e prima o poi arriva l'estate...
per quanto mi riguarda è una sfida con me stesso...non me ne frega un emerito c@zzo dei titoli...voglio mantenere il mio cervello in movimento...
l'ignoranza uccide più dell'AIDS.
Ma certo ham, l'uomo in quanto tale dovrebbe pensare con la SUA testa,e cercare di migliorarsi sempre......ma la cultura non è una cosa personale,sarebbe egoistico pensarla così,la cultura è uno scambio di sapere fra gli uomini , è un segno di civiltà...
Quoto ham per due ragioni:Originariamente Scritto da ham2
1. mi piace molto leggere i suoi post perché li ritengo frutto di una persona vivace, curiosa, benché non siano sempre lineari e di facile ed immediata comprensione (la metafora della neve è di rara efficacia);
2. perché mi ha interessato lo spunto della cultura come fatto autarchico.
Sulla seconda ragione, ritengo sia, tuttavia, un fenomeno piuttosto recente. E reso proprio favorevole da internet, che consente la fruizione di informazioni (badate non parlo di cultura vera e propria) in modo veloce e con "pochi" filtri (o forse speriamo sia così).
Ma qualche tempo addietro la cultura non era un fatto personale (ovvero non nell'accezione che so vuol dare ham) ma un aspetto ad appannaggio aristrocratico, una fiera autocrazia militante e limitante che, per motivi di supremazia e sopravvivenza non permetteva l'accesso ai fatti o, ancor più importante e fondamentale, alle fonti.
Non so se c'entri, ma sapevo che la mente umana è bugiarda.
L'esempio viene dai testimoni ai processi, ad esempio, o da esperienze vissute sulla nostra pelle.
L'esempio è questo.
Oggi mi accade una cosa.
Domani la racconto e la infarcisco di particolari ancora freschi e ben impressi nella mia mente.
Lo stesso fatto, raccontato a distanza di un anno, si è accertato che viene esposto con molti più particolari e dettagli.
Tutto questo non perchè ce lo ricordiamo meglio, ma semplicemente perche la nostra mente se li è inventati quei benedetti particolari...
Figuriamoci lo stesso fatto raccontato a distanza di 10 anni.
Figuriamoci i racconti sulla guerra da parte dei nostri nonni.
Figuriamoci quanto possano essere attendibili dei testimoni in processi giudiziari che si trascinano da decenni; testimoni che vengono chiamati in causa dopo tanto tempo...![]()
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