Anch'io sono ignorante in queste cose, ho una cultura fondamentalmente "tecnica"....ma, molta gente non sa che vive immersa nei diodi,anzi,non sa manco cos'è un diodo![]()
Anch'io sono ignorante in queste cose, ho una cultura fondamentalmente "tecnica"....ma, molta gente non sa che vive immersa nei diodi,anzi,non sa manco cos'è un diodo![]()
Citando Umberto Eco appunto, semiologo di chiara fama e uomo coltissimo. E' lui a dire che "oggi, una persona veramente colta non è chi sa tante cose, ma chi sa trovare l'informazione che gli occorre, quando gli occorre"Originariamente Scritto da Impreza
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Non è come sembra un'incitazione all'uso "ignorante" dei motori di ricercaBensì una visione aperta della cultura, che non la idolatra (nonostante proprio Eco ne sia una sorta di sacerdote..) ma la vede come un continuum illimitato e sempre nuovo.
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Sarebbe una definizione fantastica della cultura (mi piacerebbe proprio),ma la vedrei meglio come intelligenza, scaltrezza,elasticità..
Certo, Eco lo dice e lo ripete per provocare una riflessione, non è questa la definizione, ma l'accento non sta nell'intelligenza, scaltrezza o elasticità. Sempre per provocare una rifelssione, prendi il mitico Ulisse, uomo intelligente, noto per la sua scaltrezza per antonomasia, sarebbe un uomo colto oggi?!Originariamente Scritto da Impreza
Quindi fuor di esempi e metafore, un uomo colto oggi deve andare dal diodo alla decrittazione ittita, e se non sa usare gli strumenti teconologici con competenza, è limitato.
Sì, caro VIERI, però il fenomeno dell'allargamento degli orizzonti gnoseologico fa sì che si imponga la specializzazione, piuttosto che il generalismo.
Il fattore "verticale", nato negli Stati Uniti, patria della specializzazione per antonomasia, sta prevalendo anche qua, poiché sarà sempre più difficile avere od ottenere conoscenze ampie e generali.
E parallelamente, occorre tener conto anche dell'etica prevalente: nella società occidentale (e parlo di questa, perché non conosco a sufficienza le altre) il sistema premiante è basato sempre più sul verticismo di conoscenze, peraltro rese sempre più velocemente obsolete dall'avvicendamento tecnologico.
Questo si porta dietro anche altri sottofenomeni:
1. se le conoscenze cambiano velocemente, i ritmi ed i tempi di apprendimento o di aggiornamento devono variare con la stessa velocità;
2. la specializzazione è talvolta così spinta che è possibile bluffare senza temere smentite;
3. le persone che non hanno capacità di adattamento, in funzione delle precedenti considerazioni, sono decisamente destinate a soccombere.
...ecco a me sta roba non mi piace propio perchè potremmo parlare all'infinito replicando e replicando dei concetti...interpetrandoli ognuno in modo diverso...
la matematica invece...
boh...
ricordo che la geometria euclidea si reputava incontestabile...fino all'arrivo delle geometrie non euclidee, vedi Lobacevskij e Riemann...
oppure potremmo parlare dell'uso "ardito" della costruzione participiale o dell'ablativo assoluto in Ammiano Marcellino a paragone di Tacito...
Oppure degli aspetti del verbo russo...
ben che vada la cultura è un fatto eminentemente personale...ben che vada è un pupazzo di neve...e prima o poi arriva l'estate...
per quanto mi riguarda è una sfida con me stesso...non me ne frega un emerito c@zzo dei titoli...voglio mantenere il mio cervello in movimento...
l'ignoranza uccide più dell'AIDS.
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