Grande Tatt, aspetto qualche bel post......
Grande Tatt, aspetto qualche bel post......
Lascio questa domanda: cosa vi fa pensare la frase "penso dunque sono" e non vedetela come spot, ma "entrateci"![]()
C'è QUALCON ALTRO, ORA NN RICORDO CHI, che ha detto "la mente mente" io sto studiando psicosomatica e dipende ciò che si intende con "penso": in una società dominata dall'emisfero destro cioè quello razionale o maschile(nn è femminismo a buon mercato è un dato di fatto dell'anatomia del cervello) il fatto di pensare nel senso razionale del termine nn è necessariamente un bene.... se invece si intende quel perfetto e ideale equilibrio (che pochi hanno) delle funzioni dei due emisferi, quindi un'integrazione di razionalità ed emotività (yin e yang per intendersi) beh... diciamo che è il mio obiettivo e nn credo finirò mai di rincorrerlo, per ora mi rivedo molto nellaben nota frase "libera la mente prima che si liberi di te"Originariamente Scritto da Impreza
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spero di essermi fatta capire
iron
mah...io la vedo più "immediata" , forse a causa della mia ignoranza...
se "penso" allora "sono" = condizione necessaria e sufficiente di "consapevolezza dell'esistere", dove il penso è intrinseco del sono.
la considero un'elucubrazione mentale per ricercare ancora una volta la dimostrazione razionale del nostro esistere maallora bisognerebbe dire anche "sento e dunque sono".Originariamente Scritto da Impreza
siamo tutti alla continua ricerca diella conferma di esistere, altrimenti nn ci porremmo questi giochini mentali.
comunque rifacendomi allo spirito del 3d.... dei 34000 libri che o letto negli ultimi mesi mi ha colpito moltissimo "la profezia di celestino" e "la decima illuminazione" quest'ultimo meno agile da leggere ma chiarisce diverse cose.
voi ce ne pensate?
se nn li avete letti vi consiglio di farlo a me anno dato (se ce ne foswsestato mai bisogno) una bella carica di ottimismo, oltre a aggravare ulteriormente la mia fissa per il perù, che prima o poi visiterò![]()
iron
Come si può giungere alla certezza dell'evidenza? Per risolvere il problema Descartes praticamente trasforma il dubbio stesso in uno strumento metodologico. È lo stesso discorso che facevano gli Scettici: così come i sensi mi inganno quando mi sembra spezzato un remo immerso in acqua per via di effetti ottici, chi mi dice che i sensi non mi ingannino sempre, su ogni cosa ? Bisogna dubitare della nostra esistenza corporea e di tutta la realtà esterna, poichè potrebbero essere il risultato di un'illusione analoga a quella che subiamo nei sogni: chi infatti ci assicura che la nostra vita non è un sogno continuo?? Infine, si dovrà dubitare delle stesse certezze matematiche, poichè non si può escludere che Dio ci voglia ingannare o almeno permetta che noi stessi ci inganniamo, oppure, se ciò ripugna alla bontà che inerisce necessariamente alla sua essenza, è possibile supporre che al posto di Dio esista un genio maligno, che impiega tutta la sua onnipotenza per ingannarci. Malgrado l'applicazione metodica del dubbio sia così radicale, una cosa tuttavia si sottrarrà sempre al mio dubitare: il fatto stesso che io dubito. Se è evidente che dubito, è altrettanto evidente che penso, e quindi che esisto come sostanza pensante.Originariamente Scritto da Impreza
Piccolo assaggio...
Gesù il Nazzareno ?
Non tutti sanno che Gesù non fu appellato il Nazareno per via di ragioni geografiche con la cittadina di Nazareth, ma per via della congregazione assai attiva al tempo dei Nazirei. Tale congregazione deriva da quella ben più ampia degli Esseni, che a sua volta, ha dato vita agli Zeloti. Zeloti e Nazirei provavano un forte risentimento contro l'invasore romano e contro i governi fantocci costituiti dalla stirpe di Erode. Essi diedero vita a parecchi scontri anche sanguinosi nella allora Palestina, tutti purtroppo sedati nel sangue dalle coorti romane.
In particolare, l'assedio di Masada, nel quale si insinua da più fonti che abbia trovato la morte lo stesso Gesù, nel 74 d.C. ha fatto sì che la setta di zeloti/esseni/nazirei venisse quasi completamente debellata.
purtroppo io ragazzi in queste cose sono un po ignorante...![]()
se volete vi parlo un pò di microelettronica....![]()
Anch'io sono ignorante in queste cose, ho una cultura fondamentalmente "tecnica"....ma, molta gente non sa che vive immersa nei diodi,anzi,non sa manco cos'è un diodo![]()
Citando Umberto Eco appunto, semiologo di chiara fama e uomo coltissimo. E' lui a dire che "oggi, una persona veramente colta non è chi sa tante cose, ma chi sa trovare l'informazione che gli occorre, quando gli occorre"Originariamente Scritto da Impreza
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Non è come sembra un'incitazione all'uso "ignorante" dei motori di ricercaBensì una visione aperta della cultura, che non la idolatra (nonostante proprio Eco ne sia una sorta di sacerdote..) ma la vede come un continuum illimitato e sempre nuovo.
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Sarebbe una definizione fantastica della cultura (mi piacerebbe proprio),ma la vedrei meglio come intelligenza, scaltrezza,elasticità..
Certo, Eco lo dice e lo ripete per provocare una riflessione, non è questa la definizione, ma l'accento non sta nell'intelligenza, scaltrezza o elasticità. Sempre per provocare una rifelssione, prendi il mitico Ulisse, uomo intelligente, noto per la sua scaltrezza per antonomasia, sarebbe un uomo colto oggi?!Originariamente Scritto da Impreza
Quindi fuor di esempi e metafore, un uomo colto oggi deve andare dal diodo alla decrittazione ittita, e se non sa usare gli strumenti teconologici con competenza, è limitato.
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