Io apprezzo moltissimo queste "divagazioni" scusate la mia assenza nel WE ma le connessioni casalinghe sono un disastro...
Quando io e voi scriviamo di "letture" corriamo sempre il rischio di fare lunghi elenchi, mel mio caso più di voi solo perchè sono più vecchio...Ho passato momenti giovanili di letture compulsive, da adulto ho seguto interessi perversi e non ma naturalmente non serve citare...
Il discorso di Triplo, nella relazione fra pensiero speculativo, filosofico e Poesia, è una interessante opinione supportata dal vigore intellettuale giovanile, che mi lascia tuttavia perplesso. Non è facile capirsi qui in poche righe e sia lui che io dobbiamo sintetizzare...Per scherzarci mi paiono ambiti poco comparabili soprattutto per i diversi obiettivi che stanno alla base delle due forme espressive/letterarie. Se a Triplo offre più stimoli edonistici il pensiero filosofico, va bene. Ma pur ragionando impropriamente per "categorie" (c'è Poesia e poesiume, c'è Filosofia e filosofume) in Poesia c'è un messaggio in genere molto più ristretto e umano questo è vero, anche se in questa circoscritta area, la Poesia con la "maiscola" può raggiungere picchi elevatissimi di comprensione dell'umano sentire, untiti all'Arte. C'è chi trova bellezza sublime nella soluzione sintetica di equazioni complesse, chi prova piacere nell'estetica di un ragionamento che spezza schemi e riforma il pensiero. Poesia è meno molto meno, ma nel contempo può essere Arte. Come nè la matamatica superiore, nè la filosofia possono essere.
Lascio qui questa tesi incompleta e forse incomprensibile e quasi mi vergogno ma voglio ardire trascrivendo qui, non versi di Neruda o di Dante, ma versi d'amore che ho scritto io in questi giorni, rinunciando al metro e alla rima fra sonetto ed endecasillabi che di solito mi contraddistinguono.
Poche righe di nessun valore che però possono far pensare non come la filosofia, in modo diverso...

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Ho rami per te
foglie di preghiera
specchi
di solitudini convesse.
Carne d’astrolabio
in occhi d’avventura.
Linfa
sui cardini del vento
per denudarti
il seme.

VIERI
06/03/2006