Farò un discorso generalista, poiché, avvicinandosi gli "election days", non desidero fomentare alcuna classe politica.
I nostri giornalisti sono degli inetti.
Naturalmente, c'è qualche buon giornalista, ma la maggioranza tacitamente fornisce pochissime notizie e dà la propria opinione (giusta o sbagliata che sia) con il contagocce.
Ed i nostri politici non sono abituati ai giornalisti. Avete mai visto un dibattito giornalistico americano ? Avete mai visto il compianto Johnny Carson ?
Se Annunziata è antipatica, Carson, al confronto, è simpatico come un dito nel sedere con l'unghia rotta (detto popolare romano in versione edulcorata da Forum). Però le sue trasmissioni hanno fatto epoca sulla TV americana, mentre noi siamo anestetizzati dal catodico "Panino" di Mimun.
Io non mi sono affatto scandalizzato, quando Mieli ha annunciato la propria preferenza elettorale. Al di là di come la pensiate politicamente, ciascuno di Voi avrebbe dovuto tirare un sospiro di sollievo, pensando che l'editoriale di Mieli è un gesto che, in altri paesi, è normalissimo. Anzi, proprio perché, in terra italica, non era mai successo, in effetti l'anomalia è tutta nostra.
Ora, cercando di evitare qualunque giudizio nel merito sull'operato di Berlusconi, nessun politico dovrebbe fuggire davanti ad un serrato faccia a faccia giornalistico, anche in presenza di palese partigianeria. Il servizio che questo tipo di giornalismo (giornalismo di confronto) può portarci solo benefici.



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