Che dire ancora sul latte? Abbiamo rispolverato una discussione ormai vecchia nella quale, come nella altre discussioni sullo stesso argomento, ne e' uscito di tutto e di piu'. Ognuno ha portato le proprie conoscenze, le proprie ricerche e le proprie esperienze.
Come si vede dal commento di Rob Terwilliger, non basta leggere per sommi capi il risultato di uno studio, bisogna anche capirlo e rifletterci sopra. Alcuni punti, come da lui evidenziati, dicono davvero tutto o niente, ed altri sono troppo generici (ad esempio il punto sulla contaminazione puo' riguardare tutti gli alimenti di questo mondo, non solo il latte).
Per quanto riguarda il discorso intolleranze, queste si sviluppano solo se c'e' una certa predisposizione. Un po' come le allergie: se sei predisposto e continui ad entrare in contatto con l'elemento al quale sei potenzialmente allergico, prima o poi lo potresti diventare a tutti gli effetti.
La mia personale esperienza col latte e' che quando reintroduco latticini nella dieta, inizialmente avverto un po' di movimenti intestinali, ma poi e' come se il tutto si stabilizzasse e cosi' riesco a far uso di latticini tranquillamente (colazione e 2 spuntini).
Ma poi, non capisco, si parla sempre e solo di intolleranze al latte. Esistono migliaia di persone che sono allergiche a determinati frutti, determinate verdure, al pesce,.... Perche' le ricerche si soffermano sempre e solo sul latte?



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