L’esercizio di gara
Nella maggior parte degli sport, in particolare nei giochi sportivi e negli sport di squadra, è il principale mezzo di sviluppo dello stato di allenamento, sia nel periodo preparatorio quanto in quello di gara, per ovvi motivi di perfezionamento ed automatismo tecnico e tattico.
In tutti i casi anzidetti la parte di allenamento che comprende l’esercizio di gara deve essere preponderante, nell'ambito del ciclo totale, rispetto alla somma delle parti in cui vengono messi in opera altri mezzi allenanti.
Pertanto, pure in quelle discipline la cui pratica è condizionata dal clima si deve cercare di sviluppare e sfruttare validi surrogati che corrispondano all’esercizio di gara.
Le precise proporzioni relative alla quota parte dei mezzi allenanti dipendono dalle particolari esigenze della disciplina di cui trattasi e dalla capacità prestativa individuale.
Esercitazioni specifiche
Se le condizioni esterne all’allenamento ed il dosaggio dello stimolo corrispondono alle esigenze di gara o vi si avvicinano considerevolmente, parliamo di allenamento specifico di gara.
A detta forma di allenamento appartengono, ad esempio, il combattimento libero o condizionato negli sport quali lotta, pugilato, scherma ecc; le partite di allenamento nei giochi di squadra, l’insieme di esercizi collegati nella ginnastica artistica o nel pattinaggio o l’allenamento di sezioni di corsa parziale per l’atletica leggera.
L’allenamento specifico di gara è quella forma di allenamento complesso con il cui ausilio si crea l’unione delle singole componenti determinanti lo stato di allenamento e si accelera il processo di adattamento fisico, psichico, tecnico e tattico.
L’entità dei carichi specifici resterà più bassa rispetto a quella totale somministrata nei diversi periodi in altre esercitazioni, poiché maggiore sarà invece il carico interno a livello di sistema nervoso.
Spesso, per un più rapido sviluppo delle singole componenti e per l’elevazione in termini di sopportabilità della capacità di carico, l’esercizio di gara non è svolto in condizioni del tutto eguali a quelle che si verificheranno in competizione.
Senza soffermarsi sulle molteplici possibilità di scelta, c'è da notare come talvolta le situazioni potrebbero rivelarsi pure più difficoltose rispetto alla gara: per es. giocare su di un campo ridotto per un rapido sviluppo della destrezza e per la capacità di reazione, saltare e giocare oppure un carico appesantito, maggior resistenza frenante per lo sviluppo della forza o ancora richiedere un’elevata velocità nell’allenamento di resistenza per lo sviluppo della capacità anaerobica.
Per mezzo delle esercitazioni specifiche vengono sviluppate in primo luogo le capacità fisiche che determinano la prestazione, tra esse le varie qualità di forza, la velocità e la mobilità.
Il vantaggio dei mezzi ausiliari specifici consiste soprattutto nel fatto che consentono un dosaggio di stimolo più razionale e più efficace rispetto all’esercizio di gara. A tal proposito, si può rilevare che carichi addizionali per lo sviluppo delle capacità di forza, se in dose troppo elevata nell’esecuzione degli esercizi gara, alterano considerevolmente la struttura del gesto motorio e l’andamento forza/tempo al punto da poter creare un’errata coordinazione del movimento.
Cosicché, per aumentare l’efficacia del processo d’allenamento, si rafforza la tendenza a predisporre la scelta degli esercizi ed il dosaggio dei relativi stimoli in maniera da assolvere contemporaneamente più compiti fondamentali, in particolare affinchè siano sviluppate capacità fisiche complesse prendendo in considerazione le esigenze specifiche della competizione.
Si sottolinea che le esercitazioni specifiche non sono affatto un surrogato ma un mezzo indispensabile di allenamento, che assume un ruolo determinante nel periodo di preparazione e che diventano realmente efficaci solo se poste in stretta correlazione con l’uso dell’esercizio di gara.
All’opposto, alcuni atleti hanno commesso l’errore di prendere in considerazione le esercitazioni specifiche solo nel periodo preparatorio, limitandole molto nel periodo di gara. In tali casi, però, i risultati migliori si ravvisano solo nella fase iniziale del periodo competitivo e non nell’ulteriore decorso stagionale, poiché non si riesce a conservare intatto a lungo il raggiunto livello di performance delle qualità fisiche.
Ecco perché appare importante attuare durante l’intero anno entrambe le esercitazioni (di gara e specifiche) e controllare metodicamente il livello delle qualità fisiche conseguito.
Esercitazioni di sviluppo generale
Sovente il valore e l’importanza delle esercitazioni di sviluppo generale in parecchie discipline sportive viene sottovalutato, soprattutto per ciò che riguarda l’allenamento giovanile.
Ha preso piede la tendenza ad elevare intensamente la dose degli stimoli di tipo specifico, abbassando quelli connessi all’allenamento generale, per la bramosia di conseguire presto risultati eclatanti.
Molti atleti così migliorano rapidamente ottenendo, pur se ancora appartenenti alle categorie giovanili, l’accesso a livelli internazionali assoluti, mentre gli atleti adolescenti sottoposti ad una preparazione di base più estesa raggiungono generalmente più tardi il livello di eccellenza, che però riescono a mantenere su standard consolidati e duraturi.
Non è ancora stata esaminata a sufficienza l’influenza ed il nesso causale che le esercitazioni di sviluppo generale riescono ad avere sulla costruzione della prestazione e addirittura, in talune discipline, è persino difficile stabilire una netta linea di separazione tra esercitazioni specifiche e generali.
In ogni caso, sembra perlomeno di poter dare per assodati i seguenti punti:
1) mediante l’apprendimento e l’esercizio con movimenti di tipo svariato si migliora la capacità di coordinazione: l’atleta può pertanto assimilare con maggior facilità l’apprendimento di tecniche sportive complesse e raggiungere in un secondo tempo un miglior livello prestativo.
In tal senso risulta importante un’istruzione sportiva multilaterale di base sin dall’infanzia, in particolare per la successiva specializzazione in discipline che richiedono alte esigenze coordinative (ginnastica artistica, tuffi, sci alpino, giochi sportivi);
2) l’organismo infantile e di un adolescente, trovandosi in fase di costante crescita, ha un apparato osteo legamentoso relativamente poco solido e dunque carichi d’espressione unilaterale potrebbero impegnarlo in modo eccessivo e sbilanciato.
Nell’esperienza quotidiana è stato osservato che atleti giovani che hanno tralasciato le esercitazioni di sviluppo generale a favore di carichi più specifici sono soggetti ad un indice di probabilità d’infortuni più alto rispetto a chi si è allenato secondo percorsi più completi.
3) La tolleranza allo sforzo e la rapidità di recupero dipendono pure, in certa misura, da una capacità del sistema cardio circolatorio superiore alla media.
In molte specialità, tuttavia, i previsti mezzi di allenamento specifici non sono idonei né sufficienti a garantire questo adattamento (nella lotta, nella boxe, nel sollevamento pesi, nel tennis, ecc.) e per lo sviluppo della capacità di resistenza al lavoro risulta molto utile immettere nel programma alcune esercitazioni cicliche di sviluppo generale e proprie dei giochi sportivi;
4) L’esercizio di gara e le esercitazioni specifiche impegnano e rafforzano soprattutto quei distretti deputati a sopportare il lavoro fisico principale, lasciando più indietro il condizionamento di altri muscoli o della struttura articolare e tendinea a cui, ciononostante, viene poi richiesto di intervenire sinergicamente o in azione di antagonismo prevalente.
Le esercitazioni generali possono contribuire a far si che dette zone non rappresentino affatto l’anello debole di una catena cinetica e neppure siano incapaci a produrre un adeguato sforzo isometrico od eccentrico rispetto a quest’ultima;
5) Alcuni esercizi di sviluppo generale, se noti e usuali in chi è chiamato ad applicarli, possono costituire un’utile variante all’interno di sedute o durante quei microcicli dedicati al recupero attivo, contribuendo tra l’altro a rendere più varia e quindi sostenibile una pianificazione lunga che, giocoforza, incorre in momenti di monotonia che mettono a dura prova il carattere, la personalità e il sistema nervoso dell’atleta.
6) Un ulteriore impiego delle esercitazioni generali – comunque da non sottovalutare – può ravvisarsi in certe situazioni particolari, nel corso delle quali condizioni oggettivamente difficili (fattori climatici, infortuni, difficoltà logistiche) limiterebbero o escluderebbero di fatto la possibilità di praticare esercitazioni specifiche con richieste di mezzi adeguati.
...i pesi pesano, non c'è niente che pesi quanto un peso...
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