Caro il mio Uber...
Eccoci qua, nella immensa barca che prima o poi ci accoglie tutti.
Che dirti?
Darti consigli che magari andrebbero bene per me, ma che io stesso stento a seguire?
Capisco bene la tua (mia) situazione, e capisco anche che è difficile entrare in certi meccanismi mentali che ci portano a reagire/scappare/restare immobili.
L'unica cosa che mi sento con tutto il cuore di consigliarti, è di cercare di evitare la cronicizzazione del sintomo, tale per cui poi diventa un'abitudine ed uno rispecchiarsi nel sintomo stesso, rendendolo parte della propria personalità.
Certi fattori esterni non si possono cambiare, e le nostre reazioni sono spesso imponderabili nonostante pensiamo di conoscere noi stessi fino all'ultimo grammo di sangue.
Ti direi ipocritamente di reagire e di tenere duro, ma se poi non hai stimoli, che cosa resisti a fare?
Sperare che il tutto si sistemi da solo mi sembra un'utopia (bella). Sperare che in noi stessi possiamo trovare la maniera di risolvere dei conflitti è invece più plausibile, ma estremamaente duro e provante.
Ben vengano comunque i sintomi esterni/fisici come risposta ad una situazione di disagio: significa che l'organismo reagisce, dando libero sfogo alle proprie tensioni (io ad esempio ho scoperto di soffrire di bruxismo per queste ragioni, altri si vedono nascere eczemi sulla pelle, altri ancora soffrono di altri piccoli disturbi). Peggio sarebbe se non riuscissi a sfogare il problema, andando così ad inficiare la tua condizione interna, ben più sottile ed oscura.



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