il riposo varia a seconda dell'obittivo che ti poni..in caso di lavoro per la forza, avrai bisogno di un intervallo ampio, dai 3 ai 8 minuti per ricaricari il creatinfosfato..se invce vuoi fare un lavoro che determini un accumulo di acido lattico per sfruttare il gh dovrai fare delle pause ridotte..1 minuto tra un set e l altro...generalmente a fini ipertrofici si utilizzano un paio di minuti tra le varie serie...
Charles Poliquin schematizza bene i vantaggi dei vari tipi di intervallo di riposo tra un set e l altro...quando parla di
riposo adeguato peso costante...in cui il carico si mantiene tale tra le varie serie con un bel recuero..metiamo 3 minuti e avremo a quel punto una perdita minima di ripetizioni tra un set e l altro e un determinato tempo sotto tensione e carico totale sollevato tra i set...poi c è recupero adeguato peso decresente, col quale si ottiene un aumento del tempo sotto tensione perchè si voglio no mantenere le ripetizioni..anche qui avremo..seppure un minor carico sollevato in toto, comunque un miglior tempo sotto tensione a causa del maggior numero di ripetizioni eseguite..questi due generi di lavori praticamente permettono una ipertrofia mediante aumento delle proteine contratili...viceversa l ultimo sistema che lui schematizza ossia quello con recupero inadeguato e carico decrescente, consiste appunto nel teneere un minuto di recupero tra i set e calare il peso in modo tale da mantenere salve le ripetizioni..in questo modo avremo un calo del carico sollevato, ma un tut comunque elevato e il metodo genera ipertrofia attraverso l accumulo di sostrati energetici e stimola inoltre il gh..
dice CP l ideale di un programma di allenamento sarebbe di inserire tutte queste peculiarità...e alla luce anche del lavoro di Charles Staley che teorizza e applica una periodizzazione diagonale per manterneere in tiro tutte le varie capacità, curandone maggiormente una ma mantenendo le latre nei vari mesocicli, non sembra affatto sbagliato...



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