Mi piace la tua fede nella scienza Metal!Però attento a non cadere nello "scientismo" (fede quasi religiosa nella scienza): la scienza ha dei limiti. I modelli hanno dei limiti; modellizzare il corpo umano come sistema fisico che riceve come ingressi stimoli quali allenamento, riposo, cibo etc. e che mostri in uscita forza, massa, infortuni etc. è riduttivo per un motivo semplicissimo: un modello funziona di più, ed è più efficace, quanto minore è il numero di ingressi e di uscite. Secco. Non ne esci... Altrimenti aumenta la complessità del modello, e questo non è più maneggiabile da tutti, ma soltanto da coloro che conoscono TUTTE le dinamiche: sia quelle associate ai forzamenti (ingressi, stimoli) esterni forniti al sistema, sia quelle interne al sistema ("stato" del sistema)...
Esempio banale: un medico che fa BB ha una conoscenza maggiore di biologia del BB medio, e quindi tiene conto, nella pratica del BB, di qualche fattore in più che molti altri, non avendo le sue competenze, non prendono neanche in considerazione... mi sovviene a tal proposito una discussione sul quantitativo di pro e carbo da assumere e di un intervento di somoja in cui parlava degli effetti di "abbiocco" derivanti dal rilascio di triptofano nel sangue a seguito dell'assunzione di carbo... beh, quel thread e soprattutto quell'intervento ribadiscono il concetto.
Ora, per maneggiare TUTTE le variabili che hanno influenza sul corpo, condizione peraltro necessaria per costruire un modello valido PER TUTTI, in cui ognuno potrà sostituire a tali variabili l'andamento nel tempo corrispondente a quello da lui vissuto in prima persona, ci sarebbe bisogno di TUTTE le lauree... e anzi non basterebbero, visti i "buchi neri" delle scienze in molti ambiti... non so se mi spiego... E comunque un modello di questo tipo, come già detto, sarebbe di difficile interpretazione, per dirla in breve.
Da qui la necessità di ridurre il numero di grandezze in gioco, e quindi la complessità del modello: il che implica per forza di cose che si trascurino le variabili considerate "meno" (ma quanto "meno"? in base a cosa "meno"? è qui la chiave di tutto ragazzi...) importanti ai fini dello sviluppo di una teoria. Ecco perchè quello che "in generale" dovrebbe andare bene per tutti, "in particolare" ad alcuni non va bene! --->
Perchè ci sono aspetti della vita di ognuno che un modello generale non riesce a prendere in considerazione ma che, anzi, trascura irrimediabilmente, non tenendo conto quindi che nella vita di "qualcuno" tali aspetti (e quindi le grandezze associate a tali aspetti) potrebbero essere fondamentali, ad esempio, per l'acquisizione di massa muscolare, forza, capacità neurale, resistenza etc... e che quindi il modello, per poter funzionare su quel "qualcuno", doveva necessariamente tenere conto anche di quegli aspetti.
Ecco perchè alla teoria vanno aggiunte la pratica e l'esperienza (come dice il grande IronPaolo: "l'esperienza è la componente empirica della teoria"): proprio per riuscire a cogliere, nella vita di ognuno, aspetti che magari un modello generale trascurerebbe, ma che risultano invece determinanti ai fini del raggiungimento di certi obiettivi del singolo individuo. Insomma è la pratica che rende quasi "chiusa", precisa, la formulazione del modello tanto agognata. La pratica ci rende consci di quelle variabili in gioco delle quali, molto spesso, la teoria non ci parla.




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